It'6 DELLA FORZA DE’CORPI
dissi io allora , se era cosa necessaria. Il va-lorosissimo Eraclito Manfredi, del quale avreteudito dire assai volte , medico , fra quantine ha Italia , chiaro et illustre, et oltre aciò geometra molto destro , e degno de idue famosi fratelli Eustachio e Gabriello ,prese, alquanti anni sono , nell’Accademia diBologna a considerare quella dimostrazione,che sotto un elegante calcolo espose Bernul-li, e poco fa ci ha esposta il signor D. Nic-cola senza calcolo. Aveva Bernulli in quellasua artificiosa supputazione chiamato p quellapi’essione con la quale aprendosi una serieurta un globo ; e chiamando altresì p la pres-sione con cui spiegandosi un’ altra serie urtaun altro globo, aveva dimostrato con ciò cheegli avea per eguali amendue quelle pressio-ni, quantunque le serie da lui proposte fos-sero diseguali. E di qui cominciando , aveapoi tessuto certo calcolo, che secondo l’in-tendimento suo , non senza offesa de’ Carte-siani , lo conduceva all’ opinion di Leibnizio,Il Manfredi, seguendo le istesse orme, nonmutò altro, se non che l’una delle dette pres-sioni chiamò p , l’altra tip , mostrando conciò di non averle per eguali, ma bensì perproporzionali alle serie stesse ; e con questosolo frastornò tutto quel calcolo di maniera ,che distogliendolo dall’ opinion di Leibnizio ,gli acquistò l’amicizia e la grazia de’Cartesia-ni . Il che pur fece quasi allo stesso tempo ilPadre Negri Barnabita, matematico assai il-lustre in Milano . Tanto era necessario a’ Ber-nuliiani il dimostrar l’uguaglianza di que’due