LIBRO II.
alcun duino che i sostenitori della forza viva visi conducono per vìe più lunghe e difficili ; p uvtessono e legano insieme tante dimostrazionie tanti calcoli, e così gli toroono e piegano,che alfin vi giungono. E qui, disse allora lasignora Principessa, voi potrete riprenderli,che per vie tanto più lunghe e composte vo-gliali condursi a quelle leggi a cui altri giun-gono per vie più brevi e più semplici. TolgaIddio, risposi io allora, eh’ io mai facessi mottodi ciò 5 perchè, come si viene a un tal luogo,non credereste dell’ eloquenza eli’ egli hanno.E sanno ben dire che la natura non è poicosì semplice, come alcuni si credono ; e chequello che è composto a noi, non è semprecomposto alla natura ; e che alla natura egual-mente è facile la strada lunga e la breve; edaltre molte di quelle cose che il signor D. Se-rao questa mattina non potea soffrire. Purpotreste , disse allora la signora Principessa,pregarli a voler liberarsi dal tormento di queicalcoli, se non altro, almeno per loro como-do. Nè questo pur vaierebbe, risposi, perchèsi pregiano di sostenere per la verità quel mar-tirio. Ma tanta costanza, disse allora ridendo lasignora Principessa, bisogna bene che sia fon-data in qualche ragione ; e questa io vorreiintender da voi. Veggo bene, risposi, chevoi , Signora , mi tentate , interrogandomi diquelle cose che sapete meglio di me ; io perònon avrò minor merito obbedendovi. La ra-gione dunque che voi chiedete , si e, che quellii quali negano la forza viva, si conducono alleleggi del moto per una certa supposizione cheZanotti F. M. Voi. IL i3