196 DELLA FORZA DE 1 CORPI
disse quivi il signor D. Niccola, che il PadreRiccati non sappia che voi abbiate dato degliostinati a’ Leibniziani 5 perchè pare che egliabbia disapprovato assai quel vostro vusticum ,che non so come vi uscì della penna parlandode’Bernulliani. E sappiate, dissi io allora, cheio intesi di scherzare. Chi non sa che i Ber-nulli, e tutti quegli altri che hanno illustratala loro scuola, sono stati e sono geometrie meccanici, tra quanti ne fiorirono al mondomai, eccellentissimi e sommi ? ma io non cre-deva poi che fosser cotanto teneri, che nonsi potesse a qualche volta scherzar con loro.Non sapevate voi, disse quivi il signor D. Nic-cola , che con cotesti gran letterati non vuolscherzarsi? Che è ciò? disse allora la signoraPrincipessa ; che io voglio ad ogni modo sa-perlo. Allora il signor D. Niccola , sappiale ,disse , che questo signorino ne’Comentarj, chediede fuori, della sua Accademia , espose incerto luogo l’argomento de’ Cartesiani cheora avete udito 5 poi venendo a far menzionedella risposta de’ Bernulliani , che negano divoler supporre corpi durissimi , trascorse inun certo rusticum est rispondere. Io mi ri-cordo bene di aver letto quel luogo , dissequivi la signora Principessa ; ma non posi granfatto ménte al rusticum. Or dunque che n’ èavvenuto ? Signora, risposi io allora , n’ è av-venuto che il Padre Riccati mostra aver presoquel rusticum con serietà ) e tanto vi tornasopra e per tal modo, che par quasi vogliarivolgerlo sopra di me , quantunque io certol’avessi detto scherzevolmente. Ben vi sta }