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flisso allora sorridendo la signora Principessa •così imparerete di non scherzar con gli Dii.Ma che avrà detto il P. Riccati, disse quivid signor D. Serao, leggendo negli Atti di Lip-sia quel sottilissimo ragionamento di Bernulli,da me poc’anzi rammemoralo, là dove e’diceche voi altri, che siete contrarj alla forza vi-va , sostenete quella vostra sentenza per maltalento, e siete bugiardi e mentitori? 11 Padredi ciò non fa parola, dissi io allora, e credeforse che a’ Bernulliani stia bene ogni cosa ;verso me , che sono un uom mortale , è più-severo. Rise quivi di nuovo la signora Prin-cipessa , poi disse : Torniamo al proposito ;perchè io vorrei pur sapere da voi, come di-ciate che i Leibniziani non hanno rispostaniuna all’ argomento de’ Cartesiani poc’ anzidetto. Non glie ne avete mostrato una voistesso ne’ vostri Comenlarj ? la quale , se miricordo, è pur questa : che qualora due corpidurissimi s’incontrano, agiscono 1’ un contro1’ altro , e contrastano , non già con le forzevive, ( non potendo essi nè schiacciarsi nèrompersi , in che la forza viva si adopra )ma coi movimenti soli. E quindi è, che se imovimenti sono contrarj et eguali, debbonoi corpi fermarsi, quantunque le forze vive nonsieno eguali, le quali poi si estinguono estin-guendosi i movimenti. Così distruggonsi le forzevive, benché diseguali, nell’incontro de’corpidurissimi , perciocché in quell’ incontro nonsi adoprano e nulla agiscono, e solo mancanoperchè mancano i movimenti. Non è egli questoche voi dite poter rispondersi da’Leibniziani ?