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Volume II.
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LIBÌIO III. 2 5 x

che essi ci lasciarono di imperfetto, e con-ducendo a fine i ritrovamenti che essi finirnon poterono. Nel che pero dovrà guardarsida un errore in cui cadono molti, i qualiper aver data lultima mano, credono , essisoli duver esser lodati dell invenzione ; laquale in vero è unopinione superba e irra-gionevole ; perciocché dell invenzione lodarsi debbono tutti quelli che hanno fatto quelche potevano, e che era pur necessario difare per trovar la cosa ; e come a trovarlaè necessario quasi sempre cercarla prima ilipili maniere , e tentar varj mezzi, e incam-minarsi per varie vie, et errar molte volte,e tornare addietro ; così quelli che prima dinoi tentarono , benché si avvolgessero in moltierrori, tempo avessero di giunger dovenoi siamo giunti, pur fecero quello che eranecessario di fare, acciocché noi vi giunges-simo, e debbono venire a parte dellinvenzione.E certo io non dirò mai che il maravigliososistema del mondo propostoci ultimamentedallincomparabil Neuton sia il ritrovamentodun uomo solo ; lo direbbe , cred io, lostesso Neuton, che siccome dingegno e disapere parve che superasse tutti gli altri, cosìdi moderazione e di prudenza non fu superatoda mimo. Imperocché quel sistema non poteastabilirsi senza prima averne provato molti 5il che fecero lun dopo laltro più filosofi inpiù secoli, Pittagora , Aristotele , Jolomeo,Copernico , Ticone, Keplero , Cartesio , edaltri assai, che precedettero il grandissimoNeuton 3 i quali se errarono ; fecero quegli