libro ih. 255
una nuova ; e l’ha trovata in vero molto in-gegnosa e tanto bella, che non lascia più de-siderar le altre. Et io certamente consentendoal Padre Riecati che le ragioni addotte giàda Leibnizio e da Bernulli non fossero abba-stanza valevoli, consento ancor facilmente chetutta la quistione ormai riducasi a veder solo,se sia abbastanza valevole la ragione addottada lui stesso. Il che voi intenderete nei ra-gionamenti che prendo ora a narrarvi ; dovese troverete alcuno che si opponga al P. Ric-cati, non per questo dovrete credere che eglinon lo stimi grandissimamente, e non facciaverso lui come egli ha fatto verso Bernulli eLeibnizio , a quali opponendosi, non ha la-sciato tuttavia di grandissimamente stimarli.Nacquero dunque i ragionamenti a questomodo. Dopo molti e varj diporti e sollazzi,essendo l’ora del cenar venuta, fummo tutti,secondo l’invito fattone, nelle stanze dellasignora Principessa, e quivi in una bellissimacamera , vagamente ornata , con due finestreriguardanti sopra il mare, che al lume dellaluna era bellissimo a vedere , con essa e conaltri signori lietamente cenammo. Finito ilmangiare , e non essendo ancora levate le ta-vole, attendendo ognuno quello che la signoraPrincipessa comandasse, ella a me rivoltagraziosamente disse : Se io vi pregassi eli vo-tar proseguire il ragionamento fatto oggi soprata forza viva , dicendone quello che vi rima-la , so che farei cosa grata a questi signoric he volentieri vi ascoltano ; ma voi direstec he siete oramai stanco, et avreste ragione.