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Volume II.
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256
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256 DELLA FORZA DE'CORPI

Signora, risposi io, no» direi già questo; cliecosì poca cosa non mi stanca ; direi bene dieio non so quello che mi rimanga da dover dire ,avendone già detto oggi tutto quello che iosapeva e mi ricordava. Vorrei poter ricordar-mene più per poter piu dirne, e far così cosagrata (se pur grato e 1 ascoltarmi) non tantoa questi signori, quanto a voi. Allora il si-gnor D. Niccola, che mi sedeva appresso, ri-manea , disse , da disputare sopra quella dimo-strazione ultima che il P. Riccati ha propostanel libro suo per far vedere che la forza vivadecorpi debba estimarsi secondo il quadratodella velocità; la qual dimostrazione se ioavessi a memoria, (giacché troppo lungo sa-rebbe il ricercarla e leggerla nel libro stesso )non vi farei buona la vostra scusa ; buonapure, cred io, ve la farebbe la signora Prin-cipessa, perchè io vi esporrei, quanto potes-si , brevemente la dimostrazione, et ella viobbligherebbe di dirne il parer vostro. Maguello che non posso io, il potrà forse il si-gnor D. Felice che ha letto il libro attenta-mente. Così è, disse il signor D. Felice ; equella dimostrazione che voi dite, ho lunga-mente considerata et esaminata da me stessopiù volte ; più volte ancora col signor Contedella Cueva. Dunque, risposi io, potrete espor-laci voi e il signor Conte, e dirne il giudiciovostro meglio di ogni altro. Quanto a me,io vi ascolterò con piacere grandissimo. Manon vogliamo già noi, disse allora la signoraPrincipessa, che voi solamente ascoltiate; ol-tre che non conviene che il signor D. Felice