Band 
Volume II.
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270
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2yO DELLA tORZA deCORPI

Vorrei bene che mi soddisfaceste di una mi*curiosità. Voi considerate il globo A, piùmeno, come se egli fosse un corpo grave, eil punto S fosse il centro della terra che a selo traesse ; perchè, ciò posto, sarebbe Ap ladiscesa verticale, et Ar la discesa per un pianoinclinato, e seguirebbon tutte le cose appuntoche avete dette. Io vorrei dunque sapere, per-chè non pivi tosto abbiate voluto valervi dcl-r esempio di un corpo grave , il qual si movaper la sua propria gravità, senza introdur quiuna corda elastica , sopra cui vedete quantidubj son nati. Ma forse nella dimostrazioneche voi ci esporrete, sarà necessario aversupposto il globo pivi tosto tirato da una fu-ne , che spinto dalla sua naturai gravità. Èegli così ? Non Credo, signora, rispose il signorD. Felice; che anzi il Padre Riccati avvisain più dun luogo quello stesso che avvisatevoi, e dice potersi anche intendere in vecedellazion della fune lazion della gravità; mapure egli ama F esempio della fune, e a que-sto sempre tien dietro, qual che ne sia lacagione. Io credo, dissi io allora, che la ca-gion sia, perchè immaginando il globo tiratoda una fune elastica , facil cosa era che ognu-no , senza avvedersene, trascorresse a credereche Fazione fosse lo stesso accorciamento, eperò dovesse misurarsi dallo spazio ; percioc-ché il nome di accorciamento ci risvegliaprincipalmente lidea duno spazio sminuito.F troppo ha egli bisogno dimprimere nellamente degli uomini elle Fazione sabbia a mi-surar dallo spazio. Se egli avesse immaginato