MERO m. 2 ^ t
un globo cadente per la sua naturai gravità,non avrebbe avuto luogo quel verbo accorciar-si, nè sarebbe stato così facile il persuadereche l’azione dovesse essere per lo spaziomisurata. Io credo dunque che egli abbia se-guito T esempio della corda elastica per lacomodità del vocabolo. Lo stesso comodoavrebbe avuto egli, disse allora il sig. D. Fe-lice , se lasciando da parte la corda, si fosseservito dell’ esempio della gravità ; solo chegli fosse piaciuto di dire che l’azione dellagravità non è già movere il corpo, cioè pro-durre in esso un certo movimento, ma l’ac-costarlo al centro della terra ; poiché il nomedi accostamento, non men che quello di ac-corciamento , risveglia in noi principalmentel’idea d’ uno spazio sminuito ; nè diflìcil sa-rebbe dare ad intendere che esso pure dovessedallo spazio misurarsi. E voi vedete, che consi-derandosi il globo A come un grave cadente ,1’ accostamento suo al centro S sarebbe semprelo stesso, o cadesse egli in p, o cadesse int", onde subito si conchiuderebbe, anche ra-zione essere sempre la stessa. Sì, risposi io;^a pochi peravventura trovereste che fosserdisposti di concepire l’azione della gravitàCom e la produzione d’un accostamento, es-ondo noi troppo avvezzi a concepirla comeproduzione d’un movimento, benché daquel movimento risulti poi raccostarsi al cen-tro della terra. Io non voglio contender dic jè, disse allora il signor D. Felice; ma piacea * Padre Riccati seguire V esempio dqlla funeMastica } et io debbo seguir lui ; e poco