3 IO DELLA FORZA De’CORPI
disuguaglianza ? basta bene cbe le due azioniAM ; AN producano un effetto proporzionalealla lor somma ; giacché dalle azioni AT, AQ ,che si distruggono, non è da aspettarsi cer-tamente effetto niuno ; nè e alcun metafisicocbe il richiedesse. Ora se le due azioni AM,AN, traendo il corpo per la direzion loro,producono in esso una velocità proporzionalealla lor somma , non lo traggon dunque perAD, diagonale del parallelogrammo BC, comevogliono i meccanici, e non producono unavelocità proporzionale alla stessa AD ? E secosì è, eccovi che io lio spiegato il teoremadei meccanici, prendendo la velocità comeeffetto dell’azione, e senza cadere in quelladisuguaglianza cbe voi temevate. Essendomi
10 qui fermato un poco, il signor Marchesedi Campo Hermoso, e come, disse, dimo-strate voi le due cose che avete ultimamentedette: cioè che le azioni AM, AN spingendo
11 corpo con la direzion loro, lo spinganoper la diagonale del parallelogrammo BC ; eche producendo in esso una velocità propor-zionale alla lor somma , sia questa poi pro-porzionale alla diagonale stessa? Et io allora,fate, dissi, signor Marchese, di prolungarela linea AN fino in D, così che sia ND egualead AM, e perciò sia ancora tutta la linea ADeguale alla somma delle due AM, AN; indiguidate le due linee DB , DG. Ciò posto , iochieggo: le due linee AT, AQ non esprimonoesse due azioni tra se contrarie et eguali, éinsieme le direzioni loro ? Così abbiamo sup-posto, disse il sig. Marchese. Saranno dunque,