LIBRO IH. 3og
corpo la velocità AB, si risolva in due AT,AM, espresse dai lati del parallelogrammoAB; e elle l’azione della potenza AC si ri-solva similmente nelle dueAQ,AN, espressedai lati del parallelogrammo AC. Qui il signorB. Felice, interrompendomi, vedete, disse }che volgendo la composizione del moto indue risoluzioni, non ricadiate in qualche disu-guaglianza tra 1' azione e P effetto ; perchèquelli che temono di cadervi nella composi-zione, non lo temono meno nella risoluzione.Che altro voglio io, risposi, qualor risolvoP azione AB della potenza AB nelle due ATAM , se non, che la stessa potenza che avrebbefatta un’ azion sola AB, passi a farne due AT,AM ? le quali veramente prese insieme sonmaggiori dell’azione AB. Ma questo che altroè, se non dire che la potenza stessa agisceora meno et ora più? nel che niun può direche inducasi disuguaglianza tra effetto ed azio-ne; anzi essendo le tre azioni, di cui parlia-mo, proporzionali alle linee AB, AT, AM, acui pure son proporzionali le velocità, chia-ramente si vede le azioni fin qui esser pro-porzionali agli effetti, solo che per effetti vo-gliano intendersi le velocità stesse. Nè menosarà da temersi che nasca disuguaglianza traeffetto ed azione, se io dirò che le quattroa zioni, in cui si risolvon le due AB , AC, cosìsi dispongono, che due di loro AT, AQ, es-sendo contrarie P una all’altra et eguali, sidistruggano, le altre due AM, AN prendanouna medesima direzione. Perciocché che entraTfi l’azione e l’effetto, l’uguaglianza o la