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a ^ a filosofia e alle matematiche, che al helloet ornato scrivere, avendo a tutto una non°i'dinaria disposizione. Intanto veduto alcunisu oi compagni passare all’ armata, invogliassidi far lo stesso; e preso impiego, diede inpochissimo tempo molte prove del suo valore,scorgendosi in lui un coraggio da granatiere£ una saviezza da capitano. Il perchè giunseprestamente al grado di colonnello; e avrebbeforse consumata nettarmi tutta t età sua, sela Fortuna, quasi pentita d’averlo rapito allelettere, non glie t avesse per mezzo di varieavventure restituito. I disagi d’una lunghissimamarcia lungo la Mosella gli fecero perdete unocchio. L’anno appresso perdè in Fiandra unbraccio, e l’anno seguente perdè una gamba inItalia . Questi accidenti, che gli fecero acquistarmolto onore nell’armi, non gli permiser di ac-crescerlo. Perchè renduto inabile a i servigidella guerra, restituissi al suo villaggio di S. Clou;e rivoltosi del tutto alle lettere, si mise in cor-rispondenza co’ primi letterati della Francia edell’ Inghilterra ; e fra gli altri ebbe strettis-simo commercio col signor di Plantade e colsignor Hallejo, co’ quali comunicava le sue os-servazioni barometriche. Datosi all’ esame ditutti ì sistemi antichi e moderni usciti fin orain filosofia, invaghissi grandemente de’principidel Newton; ma gli parve che quel filosofonon gli avesse estesi fin dove potea; perciocché•astrettosi, per così dire, in un angolo dellafilosofia, non gli avea quasi ad altro appli-cati che a spiegare come si movano i CielLLaonde interrogato una volta, se il Newton