gli paresse gran filosofo, rispose: egli mi pareun filosofo tatto celeste. Prese egli dunque ascrivere un’opera a cui veramente non richie-devasi un ingegno minore del suo, nella qualevolle estendere il principio dell’ attrazione pertutti i luoghi della filosofìa ; e per ciò la di-vise in cinque parti, spiegando nella prima
V nitrazione de’ corpi, nella feconda V attrazionedegli spirili, nella terza l attrazion mutua de-gli spiriti e de i corpi, nella quarta V attra-zion delle cose sopra naturali, nella quinta
V attrazione di Dio . Indirizzo tutta l’opera aMadama la Marchesa di Vincour, con la qualeuvea spesse volte conferito sopra il suo siste-ma ; Dama ben nota al mondo letterario nontanto per la sua traduzione della Poetica, diAristotele , quanto per una dottissima spiega-zione dell’Apocalisse. Quantunque l’opera delMarchese de la Tourrì, veduta da molti, gliavesse acquistato gran riputazione, pure eglinon mai s’indusse a volerla pubblicar con lestampe; benché gli amici ve lo spingessero, efra gli altri la Marchesa di Vincour, allaquale egli una volta rispose : Madama, io nonvi ho mai negato alcuna cosa; è ben convenienteche voi mi permettiate che io vi neghi questa.Ad ogni modo , vinto dalle preghiere di molli,consentì finalmente che si stampasse; e giàdisponevasi a farlo, quando un accidente diapoplesia in pochi giorni il rapì. Gli eredi,che gli succedettero in molte rendite e in molteliti, a nulla meno pensarono che al sistemadell’ attrazione ; et essendo la cosa in questitermini, avvenne, che presosi fuoco ad una