delle idee 335
d animo- perciocché le idee riscaldate daquella passione maggiormente si elettrizzarono,k per cpiesto i piccoli prendi e i leggerissimionori promessi a’fanciulli grandemente va-gliono a fargli ricordar delle cose, accendendoin loro la fiamma del desiderio. L ciii po-tesse ritrovare tutte le maniere di elettrizzarele idee, riducendole poi a capi e leggi gene-rali , potrebbe comporre un’ arte perfetta dellamemoria, la qual sarebbe grandemente utilenon solo alla repubblica de 1 filosofi, ma anchea quella de’ smemorati. Io però la vado ab-bozzando, nè credo perdervi il tempo.
Prima che io finisca di dirvi della memo-ria, io voglio mostrarvi', o Madama, un in-ganno , in cui sarete ancor voi, perciocchévi sono tutti i dotti. Io me ne sono accorto,volendo ridurre gli effetti della memoria al-l 1 attrazione. L’inganno si è , che molti credono(seguendo in ciò l’opinione de’più gravi filo-soli ) che la memoria sia uua potenza dell’ animo.Nel che errano grandemente, a mio giudicio,poiché non nel numero delle potenze dovreb-bon riporla, ma de gli abiti.
La qual cosa si intenderà facilmente , purchéprima s’intenda qual differenza passi tra po-tenza ed abito. Potenza dunque chiamasi quellafacoltà che l’uomo ha da natura, e non l’ac-quista per esercizio : come la facoltà del re-spirare , la qual non viene all’uomo a poco apoco, nè per esercizio , ma egli 1’ ha da na-tura ; e quindi è , che non meglio respira unuomo di trentanni, che un bambino di quattromesi. Àbito poi chiamasi quella facoltà, alla