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Volume II.
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336 DELLA forza attrattivaquale essendo Fuomo da natura disposto, egliperò non lha, se non lacquista per eserci-zio e a poco a poco ; e così è larte del dan-zare e del cavalcare, e le altre tutte.

Ora ciò posto , chi 11011 vede. che nascendola memoria da una certa elettrizzazion delleidee, elettrizzandosi queste se non per qual-che uso ed esercizio di accoppiarsi insieme,ne segue che essa non tra le potenze debbariporsi, ma tra gli abiti? Il che solo bastarpuò a riconoscer 1 errore di quelli i quali sicredono , la memoria esser più grande ne fan-ciulli che ne gli uomini avanzati- quando al-lincontrario questi hanno le idee vecchie , perpiù lungo uso, maggiormente elettrizzate; e sealcune nuove ne ricevano, rimescolandole econgiungendole con le vecchie , più facilmentele elettrizzano. Ed io posso dire che moltomeno mi è costato apparar la lingua spa-gnuola che litaliana, sol perchè questa ap-parai da fanciullo, e allo studio di quella midiedi essendo già maturo.

Egli è il vero che sono alcune idee le qualigrandissimamente per natura loro si attrag-gono, hanno per far ciò bisogno di eser-cizio alcuno ; sicché non pare che in esseabbia luogo labito. E queste son quelle ideedi cui, come appresso vi mostrerò , si formangli assiomi delle scienze. Ma per questo ap-punto la memoria non ha luogo ne gli assiomi.E chi dirà : io mi ricordo che il tutto è mag-gior della parte : che il bene dee anteporsi almale : che una cosa medesima non può essereinsieme e non essere? Tali proposizioni le