Band 
Volume II.
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379
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DEI.XE COSE CTI E NON SONO 3rg

Vidi, Jia pochi giorni, il Dottore Hurlick ,il qual mi disse clie prima di partir (lInghil-terra aveva egli assai ragionato col signor Gio-vanni Iiuck, e con altri discepoli del granLock, sopra la natura dello spazio ) ed esseretra lor convenuto che lo spazio non abbiarealità niuna j onde conchiudeva egli che lospazio non può realmente attrarre , come ioaffermava. Io temo che questi Inglesi, a forzadi pensar tanto , divengano visionarii. Mi disseancora che è presentemente in Inghilterra unvalentissimo uomo , il quale avendo studiatala notomia de gli animali, delle piante e dellemontagne, studia ora la notomia delle nuvo-le , avendo già trovala la vera cagione delfulmine , e sperando di ridurre i fulmini auso delle arti. Ma tornando allo spazio, qualopinione più strana che quella di non volereche esso abbia realità niuna ? Poiché se lospazio non ha realità niuna, anche i corpisaranno realmente lontani tra loro ; e nonavendo tra loro niuna reai lontananza , qualdisposizione avranno realmente ì Non certoquella che noi veggiamo. Anzi levando via lalontananza tra le parti di ciascun corpo, icorpi non saranno più corpi, e comporrannoun altro mondo, non quello in cui crediamodi essere. Lasciamo dunque questa visione aqualche Inglese , e crediamo che Io spazio èreale, ed ha la sua forza attrattiva, come tuttele altre cose, secondo la pienezza dell esser suo.

Intorno a che io voglio accennarvi un pen-siero che m 1 è più volte passato per F animo,