Band 
Volume II.
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Aristotele , le cui opinioni e maniera di filo-sofare sono oggidì generalmente disapprovate ;et altri diranno che la materia della moralevuol trattarsi con molto maggior brevità chenon fece Aristotele , dicendo che alvivere one-sto, senza tante speculazioni, bastano pochis-simi precetti, che posson raccogliersi in quat-tro versi ; e biasimeranno la lunghezza del miolibro. Però cominciando da questi ultimi, ionon credo, signor Marchese , di avervi messoper le mani un trattato tanto lungo, che nonpossa esser letto ed inteso da chi si sia inbrevissimo tempo ; intanto che io ho temutoassai volte che voi foste per dolervi più tostodella brevità mia , et avreste desiderato untrattato più ampio e più diffùso ; dal qual peròmi sono astenuto, perchè gli altri miei studjnon mi consentivano di farlo, ancora , emolto più, perchè scrivendo io questo trattatoper voi solo, Valtezza dell 1 ingegno vostro nonaveva bisogno di molto lunga esplicazione. Magli altri, che non hanno tanto ingegno quantovoi, e tuttavia vorrebbono ridur la morale aquattro versi, io non credo già che aborri-scano la lunghezza, ma più tosto si infastidi-scano della scienza istessa, la qual loro par-rebbe sempre troppo lunga, quantunque fossebrevissimamente trattata; perciocché è semprelungo tutto quello che infastidisce. Perchèquanto poi al dire che pochissimi precetti ba-stano al vivere onestamente, io noi nego; eso che Socrate fu della stessa opinione ; e peròsolca dire che colui è già grandemente virtuosoche desidera di essere. Nego bene che il fine