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Volume II.
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5^0 FILOSOFIA MORALE

Anzi pare che verecondo si chiami per lopiù colui il qual si vergogna duna colpa chegli altri compatiscono leggermente, benchéegli di tale compatimento non si accorga , eper Ciò si turbi. Onde la verecondia è con-giunta con semplicità d animo , et è propriade i giovani e delle donne. I vecchi o nonsi vergognano di cosa niuna, o si vergognanosolo delle bruttissime, e che non possono es-sere compatite. Me giovani si compatisconotutte più facilmente, se già non fossero diquelle atrocissime in cui non suol cadere ilverecondo ; e più si compatiscono se essi sene vergognano; perchè vergognandosene mo-strano pentimento ; e più è da lodarsi nel gio-vane il pentimento, che da biasimarsi la colpa.

Benché la verecondia sia una qualità moltocommendabile, essendo indicio di gentile animoe costumato , e inducendo 1 uomo a pentirsidel mal fatto, non per questo vuol numerarsitra le virtù, essendo più tosto una perturba-zion d animo et una passione che vien danatura, che un abito ; laonde accortamenteAristotele nel secondo libro della Rettorica lapose tra gli affetti. Di fatti non si dice maiche il verecondo si vergogni facilmente, per-chè egli sia avvezzo e per lungo tempo eser-citato a vergognarsi. Anzi vergognandosi piùi giovani che i vecchi, pare che la vergognasia una disposizion danimo la quale, eserci-tandola , venga meno ; ciò che non avvienedella virtù, degli altri abiti.

Siccome poi la verecondia è disposizione allavirtù, e però molto è commendata ( almeno