Band 
Volume II.
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539
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PARTE QUINTA 53t)

e da Aristotele fu detta fiaAaxia, et è unadisposizione, per cui luomo resistendo al do-lore, e contrastando per sostenersi, pur cedee si abbandona di tanto in tanto a una so-verchia tristezza ; nel che non è ne effemmi-natezza, vizio ; perchè 1 effemminato e ilvizioso cede subito al dolore, e si turba senzacontrasto.

I continenti sogliono essere tolleranti; per-ciocché chi può astenersi dal piacere, puòanche soffrir con pazienza il dispiacere. E si-milmente gl incontinenti soglion essere intol-leranti ; perciocché chi non sa astenersi dalpiacere , molto meno saprà soffrire il dolore.Oltre a ciò, la continenza è una disposizio-ne, per cui luomo, privandosi dun piacere,soffre una noja, essendo sempre nojoso il pri-var se stesso di un piacere. Par dunque cheniuno possa essere continente, se non è ancorain qualche modo tollerante.

CAP. Y.

Della verecondia .

La verecondia è una disposizione che haluomo a vergognarsi del mal fatto, temendoa cagion di questo non esser tenuto cattivoda gli altri. Onde si vede che la verecondianon è qualunque vergogna, ma quella solache nasce dall azione poco onesta. Perchèquando gli uomini si vergognano della povertào dell ignoranza, o desser nati in basso luo-go , quella si chiama pivi tosto vergogna cheverecondia.