PARTE QUINTA 5 7 5
et ai filosofi molto comode. E già si vede,ohe dividendosi le operazioni delle potenzein piò maniere, potranno anche dividersi ipiaceri all’ istcsso modo ; e quindi e nata ladivision de i piaceri in quei dell’animo e queidel corpo, dicendosi piaceri dell’ animo quelliche nascono dall’operazione della volontà odell’ intelletto, e piaceri del corpo quelliche nascono dall’operazione di altre potenze,le quali non movendosi se in qualche modonon le eccita il corpo, per ciò si dicono sen-timenti del corpo. E queste istesse due spe-zie di piaceri potrebbon dividersi in altre,dicendo, per esempio, che i piaceri del corpoaltri appartengono alla vista, altri all’udito,et altri ad altro sentimento, facendo cosìmolte classi di piaceri. Noi però non andremodietro a tante divisioni, non avendone ora bi-sogno, e le lascieremo a gli oratori, se av-venga loro di dover ragionar del piacere.
Essendo i piaceri divisi così in varie clas-si, non è da maravigliarsi se gareggin, percosì dire, e contendali tra loro di nobiltà; epar certo che quelli che appartengono •all’in-telletto , e quelli che sono amici della virtùvogliano essere stimati pivi de gli altri.. Nèsenza ragione; imperocché ogni cosa dee sti-marsi tanto piu nobile e più pregevole, quantoè congiunta a maggior perfezione. Però chi èche nou stimi più nobile lo spirito che ilcorpo ? E tra i corpi stessi, chi è che nonammiri più quello in cui trova maggiore ar-tificio della natura, che un altro? E se cosìè, perchè non stimeremo noi molto più