6io ragionamento
mi son pur disposto a servirvi; e quantunquefacendo il piacer vostro, assai temo, e conragione, che non farò quello de gli altri, po-trete voi però da questo istesso comprendereche, più che a tutti gli altri, io sono contentodi piacere a voi solo. E certo chi è oggimaiche più desideri di sentire il parer di verunosopra un lihro, che essendo stato general-mente attribuito a così eccellente tilosofo,come è il signor di Maupertuis , bisogna beneche sia stato generalmente stimato bellissimoet ornatissimo , e degno di quel gran nome ;e quando anche se ne aspettasse il giudiciodi alcuno, chi è che non dovesse aspettarlopiù tosto da altri che da me? Et io certa-mente l’avrei desiderato da voi. Imperocchésebben pare che la fisica e la matematica,che voi professate et abbellite con tanto lorovantaggio , rivolgendo voi il pensiero ad altrascienza, dovessero averne gelosia e sdegnarse-ne ; voi però siete di tanta prontezza d’ani-mo, e di così maraviglioso ingegno fornito,che ben potete servire a molte senza offen-derne ninna. Et io so quanto tempo avetedato meco alla metafisica e alla morale, equanto in esse siete innanzi proceduto, senzache la vostra geometria se ne accorgesse. Ol-tre che, essendo voi d’eloquenza e di poesia,tra quanti oggidì ne fioriscono, ornatissimo echiarissimo, pare che ninno potesse nè giu-dicar del libro, di cui volete ch’io giudichi,meglio di voi, nè scriverne piu leggiadramente.E se la dignità della persona aggiunge pesoal giudicio, a cui si apparteneva di giudicar