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Volume II.
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614
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6l4 RAGIONAMENTO

gode, e una certa somma di mali che soffre ,sottraggasi Furia somma allaltra. Se fatta lasottrazione avanza alcun poco di bene, luomodee dirsi felice, e la sua felicità consiste inquellavanzo. Se avanza alcun male, luomodee dirsi infelice, et e quellavanzo di malela sua infelicità. E già si vede , che se lasomma de i beni e la somma de i mali sa-ranno del tutto eguali tra loro , onde fatta lasottrazione niente avanzi, F uomo allora nonsarà felice infelice ; e niente accadeache egli nascesse, potea comodamente rima-nersene. Così lAutor Franzese.

II quale, se ho da dirvi il vero, mi mera-viglio che senza necessità niuna abbia volutodire con tante parole quello che gli Epicurei aveano insegnato così brevemente, e forse piùchiaramente ; e ciò è, che F uomo tanto èpiù felice, quanto più ha di piaceri e menodi dispiaceri 5 sapendosi poi da ognuno che ipiaceri e i dispiaceri più o meno si estimanosecondo lintensità e durazion loro. Il chetutto mi sembra dirsi assai chiaro. Ma il do-ver prima assumere i piaceri, e di questi poifar de i momenti, e poi di questi comporreil bene, e quindi passare alla felicità, mi èstato di qualche pena. dico già che lasentenza di Epicuro , condotta per così lungocammino, divenga falsa; dico che sarebbestata maggior cortesia farle fare viaggio piùbreve.

Ma venendo a ciò che più rileva, io dico,che se la felicità si compone di beni, e ibeni si compongono di momenti felici, e i