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egli , che delle parti , onde il nostro corpoè composto, pochissime n’ ha che sieno va-levoli di recarne un g nui diletto ; e all’ in-contrario moltissime sou quelle che possonrecarne un estremo dolore. E questo è vero.Ma non per ciò pentirommi io d’ esser nato.Perchè sebbene i dolori acùtissimi possonoassalir F uomo da ogni parte , non mai peròavviene die lo assaliscan da tutte , et è an-che di rado che lo assaliscano da una sola.Quanti n’ ha che passano gli anni interi equasi tutta la vita loro senza quegli estremidolori? Il che si vede per isperienza: la qualeci fa ancora conoscere che gli uomini comu-nemente non gli apprendono,* nè sene turba-no , e stanno così tranquilli come se ne fossersicuri 5 di che apparisce che gli uomini comu-nemente nè da i dolori atrocissimi sono infe-stali , nè dal timor pure. Chi è che tema esi turba di dover sentire una volta i doloridella pietra, non sentendone ora verun indizio ?
E quanto al dire che i dispiaceri per lacontinuazione si accrescono, come pretendel’Autor Franzese, vorrebbe certamente ciò di-mostrarsi per una lunga induzione, facendovedere che in ogni dispiacere singolarmentecosì avvenga. La qual induzione , non aven-dola egli fatta, pare che abbia voluto che siafatta da.altri; nè io mi ritrarrei dal farla, seavessi ozio. Ora però scorrendo così legger-mente quei mali che mi vanno per la me-moria , trovo tutto il contrario. Perciocchéqual è l’uomo, che avendo perduti gli occhi,non se ne rattristi da principio oltre modo ?