Band 
Volume II.
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SOPRA UN RIERO FRANCESE G31

Della qual tristezza confortandosi poi a pocoa poco, e assuefacendosi alla sua miseria ,giunge a tale , che quasi più non la sente. Élo stesso avviene a i muti, a i sordi, a gliStorpj , i q ua p ca duti in quelle loro infermità,come vi si sono assuefatti, non piu se nedolgono, clie se tali nati fossero ; e par lorocosì naturale 1 aver quei difetti, come a glialtri il non avergli. Che diremo della perditade gli amici e de i figliuoli 1 Che dell esilio ?Che della povertà istessa ? I quali mali sareb-hono intollerabili , se così sempre fossero durida soffrirsi, come son da principio. Le ma-lattie lunghe , come si sono sostenute per qualchetempo , pajon men gravi. Ma io non voglioraccoglier qui ora tutte le miserie. Basta beneche sono alcuni dispiaceri i quali per niunmodo si accrescono , quantunque duri e per-sista la cagion loro. E questo sia detto de idispiaceri del corpo.

Perchè quanto a i dispiaceri et a i piaceridell 1 animo, par che lAutore si volga ad unaopinione più animosa , sostenendo che i pia-ceri prevaler possono a i dispiaceri; il che fa ,assegnando singolarmente a i piaceri questetre proprietà. La prima si è , che essi per lacontinuazione vie piu vanno crescendo ; 1 al-tra , che r anima gli sente in tutta 1 estensionsua; e la terza, che confortali F animo, e invece di indebolirle, lo fortificano. Delle qualiproprietà, due ne sono che io concederei vo-lentieri, se le intendessi; laltra, che pur parafidi intendere , non posso concedere. Imperoc-ché, a dir vero, io non intendo che cosa'sia