SOPRA UN LIBRO FRANZESE 635
egli quivi due mezzi di render l’uomo piùfelice : l’uno si è di accrescere la sommade i beni -, Y altro di sminuir la somma de imali. Non credo che persona del mondo siaper volerglisi opporre. Vegga egli però sedella distribuzione che fa di questi due mezzi,sieno per contentarsi gli Epicurei e gli Stoi-ci, avendo egli assegnato l’ uno a gli Epicu rei , i quali dice aver studiato solamente diaccrescere la somma de i beni 1 altro agliStoici, i quali dice non in altro adoprarsiche in sminuir la somma dei mali 1 , e volendoche in ciò sia posta la principal differenzache passa tra quelle due sette tanto famose ,prende argomento di seguir più tosto quelladegli Stoici.
Quantunque io ami così poco gli Epicurei ,che alcuni credono eh 1 io sia sdegnato conloro (di che pare che anche voi, sig. Conte,vi siate alcuna volta doluto ), non soffrireiperò che alcuno contra ragione gli disprez-zasse , come panni che faccia qui ora l’AutorFranzese. Perchè quella distribuzione che eglifa de i due sopraddetti mezzi , volendo chegli Epicurei solo pensino ad accrescere i be-ni, gli Stoici a sminuir solo i mali, onde,piglia argomento di abbandonar quelli e seguirquesti, parmi essere del tutto ingiusta. Qualfu mai l’Epicuveo, il quale insegnando che sidovessero accrescere i piaceri, non insegnassead un tempo che dovessero sminuirsi i dolo-ri? Sappiamo che Epicuro studia vasi, quantopotea , di alleviare i tormenti crudelissimidell’ultima sua malattia con la rimembranza