6q8 paradossi
già stabilite, se non fossero manifestamente
contraine ad altre leggi della natura.
X L I.
Mi fanno anche rider questi che pensanopromovere la comune felicità degli uomini,nè altro propongono che sistemi di arricchiree render potente una tal nazione o una talaltra; di che nascono necessariamente discor-die e guerre , volendo ognuna e studiando difarsi ricca e potente quanto più può, senzariguardo alle altre.
Per me credo che a procurare la felicitàVeramente comune degli uomini, quanto pro-curar si può, niun altro mezzo vi sia , nèpossa esservi, se non quello : diliges proxi-mum tuum, sicut te ipsum.
1 Dicono alcuni: Questo è precetto di Gesù Cristo ; già gli uomini noi vogliono osserva-re ; che occorre 1’ andarlo inculcando ? Questoè come se uno dicesse: Che occorre sgridareil furto, sapendosi già che gli uomini, chid’un modo, chi d’un altro, voglion rubare?E meglio e più utile insegnar loro come <Jeb-ban rubare con sicurezza e con qualche spe-zie di prudenza. Ma io dico, - che sgridandosie biasimandosi continuamente il furto, puòben sperarsi che meno uomini si daranno alrubare , e i furti e le rapine saran meno.
F INE,