(VII)
I.
Sin da que’ primi emiri-ioni di lessici die nel secolo XVI. illustravano la nostra favella, Alberto Accansiodiede a divedere quanto convenevole fosse congiunger ad essi gramaticali rudimenti , siccome chiave del accumu a otesoro. Il lessicografo rassomiglia cosi all’ architetto, cui non basta aver insieme raccolti i materiali alla sua abrica idonei , ma e come porli in opera e 1’ ordine tutto della costruzione ti va divisando. Ultimo ad^ imitar 1 Ac-earisio fu in questi giorni 1’ autore del Dizionario universale di Livorno ; ma nessuno degli altri teste citati volleserbare tal legge. Quanto a noi , mirando a corredar di granitica il nostro , c schivi di librare il merito delleinfinite che sen conoscono , una gliene adatteremo affatto nuova , dono di amicissimo nostro concittadino , lavoratagiusta le teoriche della granitica generale , spoglia di ogni pedantesca barbarie, e di cui V ortografìa e 1’ orlolog.afaran parte. Le terran dietro le tavole di conjugazione del Compagnoni, inserite già nella edizion bolognese, appostivipur ora in nota gli esempli per le uscite antica te , le quali perciò non occuperanno luogo nel lessico nostro , benchéta une in tutte le Crusche e nell’Alberti s 1 incontrino. Queste due cose per altro , siccome di troppo il litardereb erose ingombrassero i primi quaderni, le rileghiamo agli ultimi, e verranno come giunta alla derrata, salvo a poterlipure, chine sia vago , riporre in principio , poiché porteranno separata numerazione di facce. Quel che non si pnoa meno di far precedere è l’elenco di autori e di opere citati nel dizionario. I cinque indici che han tessuto i pa-dovani editori , noi lì riduciamo a due , secondo l’ordine alfabetico delle loro abbreviature. Premesso il catalogodegli autori o libri d autori certi , incerti o incogniti del buon secolo , e quel de’ moderni citati dall’ Accademia indifetto o confermazion degli antichi , si troverà il primo indice , e schierati in esso alfabeticamente gli autori e libricompresi nella prima , seconda e terza tavola della Crusca , vale a dire : degli autori da’ quali son tratti gli esempicitali nel Vocabolario , corredati dalle note che, tra le numerosissime degli Accademici, più ci parvero necessarie 5di altre opere di essi autori , e di altre del buon secolo , non compresi negli spogli antecedenti al 1786 ; degli scrit-tori scelti nell’ adunanza di quell’ anno dai deputati della Crusca , da valersene per una futura ristampa ; e questiultimi porteranno un segnale che li distingua. L’ altro indice anche di tre tavole si compone , due che son dell’ Al-berti, e la terza estratta da quella che fu posta in fronte dell’Ortografia di Venezia ; tutte di scritture o mo-derne o eziandio antiche, ma dagli Anfìzioni del nostro linguaggio non peranco approvate. Vi abbiamo pure com-prese , e con apposita noia distinte , le edizioni de’ testi di lingua adoperali dai Bolognesi nelle giunte della lorocompilazione. Al quale elenco poi conseguitano le abbreviature de’ libri e dizionarii da cui son tratti gli articoli ag-giunti al vocabolario della Crusca dagli editori di Padova , da quel di Venezia e da noi ; non die le altre sigle esegni adoperali ne’ nostri volumi per minuirne quanto si possa la mole; ammonendo chi vorrà svolgerli, ciré suderàad intenderne 1’ orditura , se prima non ponga mente a que’ segni.
II.
Noi faremo questo lessico il più dovizioso di quanti giù se n’ hanno in Italia , rispetto a numero di vocaboli e
di locuzioni. E perché non sembri jaltanza , apriamo qui l’animo nostro circa il modo che a conseguire tal fine ser-
beremo , ed i fonti ai quali intendiamo attignere.
Tutte le parole in due classi possiamo distinguerle : altre formano il corpo e come il succo ed il sangue del co-mune linguaggio ; altre son delle scienze , delle arti , de’ mestieri , e van comprese nella impropria denominazio-
ne di tecniche : infinito numero , massime di queste, che per 1’ incremento incessante dell’ umana civiltà , non halimiti la loro moltiplicazione. Or se le une e le altre insieme costituiscono il sapere delle nazioni , del quale il vo-cabolario debb’essere, come il Monti diceva, la tavola rappresentativa, converrebbe registrarle in esso quante piusono , o almeno nella maggior quantità possibile. £ pero fermammo raccoglier nel nostro libro le italiane voci dalutti quelli ne’ quali giù stesser raccolte , e in un ordine solo disporle , tecniche e non tecniche. Ma perchè non sivuol proceder del pari con entrambi i generi , diremo il metodo della nostra incetta , e come abbiamo adoperato arenderla amplissima cosà per l’uno come per l’altro.
ì.Ed incominciando da’ vocaboli che formano il corpo della favella, di molte specie, per quanto a noi pare, ne fu cre-sciuto il numero di quelli che l’Accademia autenticò del suo marchio: o cavati da scritture esaminate da lei,ma da lei in essenon avvertiti; o da lesti del buon secolo che ignoti ie si rimasero; o dagli scrittori moderni eh’ella approvò, e di cuinella prima ristampa volea prevalersi; o da altri scrittori di purgala favella principalmente toscani, non privilegiati ;o dagli stessi accademici della Crusca, anzi dalla Crusca medesima, sebbene non posti a registro nel Vocabolario;0 'olii dall’ uso di favellare vivo e puro in Toscana , senza potersi peranco addurre esempio d’ autore che li confermi ;o finalmente somministrali dall’analogia , giusta le regole della gramatica e del gusto. Diverse per derivazione , questenon incruscate voci sono altresì diverse nel pregio. E quanto alle anlicate , in molte non vedi che muffati arcaismi ,storpiature del volgo , strafalcioni di amanuensi ; delle quali fecero cumulo abbondante le giunte napolitane e spe-cialmente le veronesi. Quelle vennero giù messe a luogo dal Pitteri nella edizione del 1 ^63; ed essa , come la più copiosa ,e seguitala dal Cesari, sarà il nostro esemplare, preferendola alla impressione del Manni , ultima ufiziale ; queste , 0 vuoidire le veronesi, scomunicale in gran copia dai compilatori Felsinei, nè per intero ribenedette dagli Anlenorei, si trove-ranno presso che tulle ne’ nostri volumi (3). Noi non ignoriamo che Vincenzo Monti voleva si confinassero cotesti cadaveri