(X)
fastellati insieme in mescuglio increscevole i vocaboli di cui quelle fan parte: difetto di cui nè lo stesso recentissimivocabolario di Padova è immune , e del quale si vanno ora purgando quei dell’Alberti nelle ristampe di Milano »ma che non farà inciampo alle ricerche di coloro che al nostro si accosteranno.
IV.
Alira lieve macchia notammo in quello che abbiam preso a modello : la mancanza di accenti in qualcheparole scritte in majuscole , comechè richiesti dalla ortografia. Egli è vero che taluni gramatici , e il Corticelli fraessi , dan precetto di non accentare lettere majuscole 5 ma la ragione , il moderno costume e 1' esempio delle mi-gliori stampe noi persuadono del sì. Comuuque sia minimo lo sconcio indicato , se dai vocabolarii hassi ad imparareortografia , conviene assolutamente schivarlo. E noi lo schiveremo non solo , ma esibendo prima le voci nel modoin cui debbono rettamente scriversi, le ripeterem poi nel modo che debbonsi rettamente pronunciare e sillabare 'il che fara si abbraccino insieme 1 ortografia e l’ortoepia. Circa l’ortografia, « questo il luogo di avvertire che seguendonoi la moderna, secondo che da’più va seguita, riduciamo ad essa per serbare uniformità , la le/ion della Crusca»tranne quando sia da indicare appunto 1 ’ antica. Ne 1 quali mutamenti per altro si vuole andare co’calzari del piom-ho , per non avanzarsi al punto di metter la maschera sul viso agli autori di cui si riportano i brani : e noi facei)’"do gran senno , co maggiori accorgimenti per questa via procederemo. (8) In quanto poi alla ortologia , mercè i se -gni della pronunzia , impareranno i meu periti ove cada 1’ accento che dicesi tonico , per cui le parole piane duliesdrucciole si distinguono ; e se strettamente o largamente debbano profferirsi le due sole vocali a tal differenza sog-gette. Per siffatte avvertenze , indicheremo con 1 ’ accento acuto su quelle la pronunzia serrata , 1 ’ aperta col gra-ve, e l’aspra col sostituire il corsivo carattere al tondo nella consonante Z , qualora non dolcemente sia da pronun-ciare. Nel che avremo l’occhio all’Ortografia del Facciolati, al Dizionario orlologico pratico dell’ab. Lorenzo Nesi, 8molto piu al portatile dello Zanobetti , perchè toscano , ed all’ universale del Vanzon , perchè stampalo in Tosca-na. (9) Dove costoro non ci soccorrano , consulteremo le lingue madri ; e quando pur questo sussidio ci manchi »come accade per lo più ne’ nomi geografici , metteremo il segno della lunga o breve pronunzia , secondo meglio nepare. Dovendo pertanto a cagione di tali ortologiche diligenze ripetere il vocabolo , il volemmo , a conforto detironi e de’forestieri, dividere in sillabe ogni qualvolta ne contenea più di due: faccenda più ardua che a prima giun-ta non sembri, poiché s’ha a porre il piede nel gineprajo de’dittongi ; nè avremmo noi saputo distrigamelo, se non toglie-vamo a guidatore il Casarotti. Per la qual cosa l’aureo trattato di lui intorno a’dittougi della lingua italiana sarà no-stra norma nel determinare queste compitazioni, spesso difficilissime a stabilirsi, e alcuna volta ignotissime. La Cruscastessa riconobbe non di rado il bisogno di significare il numero delle sillabe e la diversa pronuuziazione di certe voci. (10)
V.
Conosciuto come la parola debbasi e scrivere e compitare e profferire, piacerà indi sapere a qual parte del discorsaappartenga; se nome , adietlivoo verbale, di qual genere sia ; ed in generale qual pregio o valore si abbia nella lingua,cioè ove non di buon conio , ma sia voce soltanto di uso o di regola ; se antÌGata , o erronea, burlesca , familiare ,bassa, poetica, neologica; se infine latinismo, grecismo, fiorentinismo, francesismo. Le quali cose, ed altre di similtempra , con particolari sigle si vedranno perpetuamente accennate. Anzi ove un nome o un adiettivo abbia nel pio-vale eteroclita l’uscita , o che affatto manchi del numero del più o di quello del meno ; o, se verbo , patisca nelconjugarsi difetto ; 0 infine, se tecnico vocabolo, quale scienza 0 arte riguardi , verrà pure tutto ciò notato. L’Or-tografia di Venezia contiene, oltre a molte di tali nozioni , quelle ancora delle declinazioni e conjugazioni, e tutti ingenerale i plurali e tutti i femminili de’nomi, non che le principali uscite ed il reggimento de’ verbi ; ma dando noidi questi le tavole di conjugazione , e dagli esempi rilevandosi gli accompagnamenti che prendono , i casi che reggo-no , le particelle che accettano , da quelle rimanenti indicazioni trarremo sol ciò che torna in acconcio del faltonostro e della universale utilità. Quanto a’ femminili , taceremo de’ regolari che dal cangiar semplicemente I’ o in 0si formano j tutti gli altri poi li trarrem fuori. Quanto a’ neologismi ed agli arcaismi che saltano agli occhi , couvienconoscerli per ischivarli , nè li registriamo noi che in compagnia del miglior vocabolo che hassi loro da preferire :il perchè , scrivendo nella serie alfabetica Abbujto , Accantonamento , ec. soggiungiamo tosto , ad imitazion del-J’ Alberti , Fedi e di' Avuto , Alloggiamento , ec.
VI.
Uno degli aumenti più potabili per noi fatti al dizionario della nostra lingua , si è la parte etimologica.Riconosciuta oggimai ed all’ universale evidente si è la necessità di scoprire le radici de’ vocaboli, chi aspiri ad im-piegarli nella maniera più propria ; e fa marayiglia e rammarico non essere stata cotal necessità sì vivamente dagl'eruditi italiani avvertita, che spirasse loro tanto di sollecitudine da bastare a ben condurre così fatto lavoro. A malgradoquindi degli sforzi del Menagio , del Ferrari , del Muratori e di altri , non sapremmo additare opera alcuna la qua-le abbia quel servigio renduto alla lingua italiana che i libri del Barzizza e del Vossio vendettero alla latina , ddDiclerich e dell’ Irlburgh alla greca , del Bailey e del Johnson alla inglese , del Villoison , del Gattel , del Jauffrcli