Band 
Vol. I.
Seite
XI
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lo

perciò auclie presso 1 migliori s incontrino ple. __ -

devocalioli dispareri e controversie che si usurpano un tempo il quale andrebbe speso in occupazioni più utili.

Molti ( e principi di tal sentenza furono i medesimi accademici della Crusca ) scusano la non cutanza delle in-vestigazioni etimologiche con la incertezza de risuUamenli che sogliono derivarne; mostrando cos'i dignorare, o igno-rando in effetti, che gran parte di essi non può lasciare alcun dubbio. E molli altri del pari plausibili avrebberpotuto ottenersene , ove le preoccupazioni sistematiche , comechè forse ingegnose , di alcuni nostri scrittori , nonavessero fatto intoppo alla scienza. Imperciocché ha tra loro chi non vuol cercare 1 origine delle parole italiane luojii della lingua del Lazio ; chi queste misere parole contorce e dimena ed aggira per forma chea diritto od a toltoSl ravv s * 1 ebraico ; la predilezione di certi tali è rivolta alla lingua greca , di altri allararnea ; (il) taluni poiotrendo dall ararnea e dalla greca , inclinano alle lingue del settentrione , ovvero a quelle del mezzogiorno. Ma cpur noto clic Fenici e Greci ed Fruii e Turingi e Goti e Longobardi e Gepidi e Bulgari e Sarmati e Pannoni e Fran­ chi ed Alemanni ed Arabi ebbero in diversi tempi stanza e signoria nelle italiane contrade. quei che col Muratori in alcune nostie parole ravvisano gli avanzi della lingua clic gl Italiani parlavano prima di queste invasioni , doviane che il dialetto napolitano contenga ancora quasi originalmente incredibile moltitudine di voci greche, (12)

maravigliare 1

politano contenga ancora quasiclic alcune pur ne serbi le quali spettano al fenicio ; (i3) che altre provegneuti dalle origini stesse siensi anchealtrove diliuse. Ci pare molto difficile e forse impossibile che su la lingua dell Italia non abbiano influito gl Illirici ,che pur le sono s'i presso , che per cagione di traffico dovettero visitarla sovente , che bau dominalo in certe regionidella nostra penisola , e 1 antichissima lingua dequali più o meno modificata, suona tuttora in molli luoghi d ondei barbari strabboccarono su i nostri campi. (i 4 ) Anche i Turchi, i quali tennero tanti Italiani in catene, e che vennerotante volte con loro alle mani , .dovettero senza dubbio alcunché somministrare al nostro linguaggio. Molto pure gliavran dato e per gli stessi motivi gli Spagnuoli i Tedeschi e da ultimo i Francesi .

siffatta copia desotici vocaboli dovrem noi recarci a vergogna. Platone lasciò scritto nel Cratilo che pur dimolti nomi greci era da cercare P origine tra barbari. Dice Quintiliano che parecchie novelle espressioni vennero allomani non solamente da Tusci e da Sabini , da Preneslini e dagli abitanti delle Spagne , ma pur da Galli edaCartaginesi , anzi ex omnibus prope genlibus , soggiunge nondimeno che più sovente derivaron dal greco. (i 5 )Dionigi d Alicarnasso egli pure riguarda la lingua che il popolo di lloma parlava a suoi tempi , come un misto dilatino, di greco e di barbaro: e per barbaro intende lidioma degli Etruschi , deSanniti, deGalli e di altri fo-restieri che dimoravano in Pioma : (16) tra i quali ospiti il sig. Anquetil du Perron annovera pure gli abitanti diquelle celebri e lontane contrade in cui parlavasi lo zend , il pehlvi ed il parsi. (17) Or non è dimostrato , parnaturale , che tutti i vocaboli attinti a si remote sorgenti sieri tosto passali dal popolo agli scrittovi , e non picciolaquantità ne sarà al certo limasla ne trivii , fino a che soccorsa dall obblio de modi adoperati in tempi migliori ,avrà osato mostrarsi ne libri. Le quali cose meditando , abbiarn creduto dover serbare nella parte etimologica diquesto Vocabolario ( dovuta interamente alle cure dellavvocato P. Borrelli ) le seguenti avvertenze.

1. Nessuna predilezione avendo per P una o per laltra lingua che sia, ci lasciam condurre nel rintracciare leorigini delle parole italiane dalle due scorte più fedeli degli etimologisti circospetti , 1 analogia de suoni e F ana-logia desensi. 11 perche lungi da noi rigettiamo quelle scale ridevoli , a via delle quali Egidio Menagio traeva al-fanri da equus , e Giorgio Guglielmo Lcmon vegetatile da ischyo. Avvisiamo per altro esser d uopo far ragionedelle modificazioni successive , quando son confermate dall autorità della storia o da non equivoci esempi. ciè sembralo convenevole aver per analoghi i sensi , allorché si esce da limili di quelle relazioni medesime per cuisi formano i tropi ; e vogliam dire le relazioni fra la cagione e 1 effetto, il continente el contenuto, la cosa dise-gnata ed il segno , ec. ec. (18)

a. In parità di condizioni , preferiamo sempre 1 origine più prossima alla più remota. Se dunque la nostra lin-gua 6omministia una radice , non si ricorra alla latina ; se la latina basta , alla greca ; e cosà via via,

3 . Posta la stessa uguaglianza di cose , diamo la preferenza alla radice il suono della quale abbia col suonodel vocabolo esaminato la più intima relazione; ovvero la diamo a quella che più dappresso gli vada per senso..

4 - Quando soliosi presentate due parole di tal significato suono ed origine , che niuna delle due meritasse d e-scludei 1 altra , conienti di metterle in isebiera, lasciamo al lettore che a suo modo si determini per la scelta.

5 . Non perchè un qualche vocabolo appartiene al latino barbaro, ne riputammo 1 etimologia abbastanza scoperta;avendo anzi voluto indagare d onde fosse all Italia venuto. Cosà non neghiamo che battere derivi da baluere, battuereo battuare , ma crediamo non senza fondamento queste voci venute dallillirico bini che vale appunto il medesimo.Poiché oltre a questa analogia vediamo bini adoperato in senso di accadere , che noi diciamo anche abbattere ; bit-lise in senso di battersi ossia combattere ; razbitli in senso di abbattere , allorché labbattere significa evertere , sternere.E se troviain naturale che queste parole straniere migrando in Italia perdessero alcuna delle consonanti più dure , cisembra meraviglioso che qualche nostra voce passando all Illirio ricevesse aggiunzioni che 1 abbian fatta più aspra.

6- Ove non ci r.mane dubbio veruno sull origine del vocabolo, e noi asseveratamene il dichiariamo. Altrimentiscrtviam la parola analoga a q Ue ]l a p resa a( j esaminare fiua i mera isofonia : che la scienza pur delle isofonie in sestessa non è priva di begli usi ; come quella che concorre a farci discoprire 1 influenza della onomatopea nella for-mazione delle lingue , e mostrando l e aUlnenze f ra un idioma e laltro , agevola il trovamento di verità di altro genere.