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Vol. I.
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XVI
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( XVI )

pera, l 1 esempio di tutti i precedenti editori, e il debito di servire alla intelligenza di que nostri vecchi, non ultimo invocabolarista italiano . Per la qual cosa conservando fatta genia di vocaboli e di modi, e rispettando gli esempi dellaCrusca, eh è pur la sola autorità in lessicografia italiana , riserbiamo le nostre forbici per quelli che il Cesari o altriinopportunamente vi accumulò. crediamo ci bandiran la croce se ne lorrem via que brani che nelle giunte ve-ronesi fan codazzo a certi motti mal conci , buoni soltanto alla storia della italiana ortografia. Del pari escluderemodalle nostre carte que luoghi di autori contemporanei che nelle padovane sono a quando a quando incastonati , nonsanamente , come a noi pare ; che i nomi di Foscolo , Monti, Giordani, per quanto suonino grandi anostri orecchi ,non ci pajono ancora tali autorità in fatto di lingua da citarsi nel suo vocabolario.

XII.

A malgrado di questo nostro andar ritenuti, ben ci è avviso che grande scalpore contra noi si muoverà per qua-lunque innovazione osata in menomanza dellossequio dovuto al codice fiorentino, sia pur quello messo a stampa dalManzi o dal Pitteri, dal Ponzelli o dal Cesari. E però V impresa d un vocabolario tanto travagliosa in se medesimaper la difficoltà del lavoro, travagliosissima riesce fra noi perchè deesi combattere ancora colle varie immoderate pas-sioni degli uomini. E veramente infra due opposti scogli ci convien navigare. Da un lato stanno coloro che insoffe-renti d ogni magistratura nelle cose della favella , tutto vorrebbero tramutare nell idioma nostro e fargli violenza epiegarlo alle nuove teoriche della gramatica universale ; a quali fa afa la Crusca , lo studiar negli antichi è pe-danteria , amar il trecento un parteggiare cofavoreggiatori desecoli barbari. Dallaltro mostrano loro la frontecerti barbassori che , fallo lor idolo dun burattello , e men del fiore che della crusca cibandosi , vautan se soliaver palato , fuor del girone di Mercato vecchio veggono via di salvazione. Quelli sotto 1 insegna dellaragione , questi dell autorità , stranamente abusano ed autorità e ragione , non sapendo all una obbedire se 1 altranon calpestino. Coloro applicando la filosofia al meccanismo dell antico Volgare ì non consentono che si richiami aiprincipii , e quasi vorrebbero farlo da capo ; costoro dando ad essi del sofista e del fantastico , se non sindietreg-gia almeno di cinque secoli, insipido e barbaro torna loro ogni dettato. A vicenda poi si vilipendono , si tengon dameno del pari : nemici irreconciliabili, dequali può dirsi ,

Iliacos intra muros peccatur et extra.

Ed in vero sono gli smodati delle due parti o fazioni ; queste, come sul principio del nostro discorso dicevasi , dopoaver tanto battagliato intorno le condizioni della lingua, sembrano finalmente venute a ragionevole accordo; ma non puòtra quelli esser mai pace tregua , che troppo si dilunga dal mezzo chi tocca gli estremi. Laonde ai filosofastripiacerà nel nostro Vocabolario ciò appunto che farà stomaco ai cruscai; mentre costoro più degli altri irritabili, nullavi troveranno che valga il pregio, poiché profana destra osava toccare il volume. Eppure noi arrendevoli e pacieri,senza pender da guelfi più che da ghibellini , desiderammo che questo libro potesse andare a versi degli uni e de-gli altri. Poiché que primi rinvengono in esso i frutti della neologia , sopportino in pace gli arcaismi e i vecchiumiche pure vi scopriranno. In grazia della nuova gramatica conformala alle ideologiche dottrine di cui li presente-remo, ci menin buoni gli esempi dequali , giusta il costume de maggiori , volemmo corredar le parole anche delpiù comune significato. E così dall altro canto i secondi ci facciano il perdono delle novità indotte in quel lorocodice , e le diano all amore che noi pure abbiam messo nel sonante idioma. .Ricevete, diremo ad essi , il toscano vo-cabolario col nome ditaliano , e con querequisiti che potessero , a giudizio nostro, adonestare tal nome. L avre-ste forse voluLO quale uscì dalle mani desuoi primi compilatori? Ma gli Accademici stessi confessarono che il loro li-bro andava brutto di molte e non lievi colpe, e il corressero e ricorressero ben quattro volte, e non vha quasi ras-somiglianza tra la prima impressione del 1612 e quella del iy63. Non udiste forse il Salvini nella decima delle suelezioni augurare che ciascuno, ad imitazione dellOttonelli, notasse nel Vocabolario quello che fosse da correggere ,da migliorare , da togliere , da aggiungere , da mutare ? E come V immenso lavoro dell Accademia sempre piùsplendido , sempre più ricco ne diverrebbe ? Che se noi non ci affibbiare! la giornea per ingrandire il catalogo de'delittiaccademici ; e se conveniamo che , fossero pur cento cotanti , non isceméranno mai la riconoscenza e 1 ammirazionedeposteri per una nobile impresa come fu quella del Vocabolario ; perchè poi obbligarci a ristamparlo collo stessodisordine, colle stesse lacune , cogli svarioni medesimi che ivi sono? Già i più schivi tra voi concedono facoltà dal-logarsi in esso a folla schiera di vocaboli delle arti e delle scienze; ma temono le inondazioni della licenza nel casoche a qualunque scrittore si facesse abilità d introdurre voci nuove nella favella. E noi pure accusiamo di stranieroanimo e corrivo coloro che non avendola punto studiata , sognano bisogni sempre crescenti , avendo aperto il Vo-cabolario se non che rare volte o non mai, sotto pretesto dinopia, accattano dal francese stranie parole, ed av-visan pure così di scrivere italiano . Ove per altro sia manifesto il bisogno, il permesso di soccorrergli, lo dia o ilneghi 1 Accademia , Orazio e più la ragione il concedono ; ma solo agli scritti che seppero vincere 1 acerbità deglianni e linvidia. Se belli e neeessarii, vivranno i vocaboli , mal grado che ne sappia ai lessicografi , i quali sem-plici testimoni degli usi pubblici, possono registrar le parole , ma non hanno virtù di abbellirle o di formarle , cheil merito di esse sta in loro medesime , e i modi e ì precetti dell adoperarle si leggono nelle gramatiche e meglionelle scritture dogli eccellenti maestri del bel favellare , anzi che ne vocabolari. E per tornare a quel della Crusca ,negherete voi che lItalia intera ne chiegga la riforma ? Da lungo tempo la promette 1 Accademia , ma ristà ; edintanto sorsero possenti rivali che crollando il trono di lei , tentarono strapparle lo scettro della favella. Or eh*