3 .
ri(’ ? * n senso metaf.]Lab.ig. Quindi dagli occhi delia mente ogni oscu-eva * ain G 'n tanto la vista di quegli aguzzati rendè chiara, che ec.A-giu-zató-re. Ferb. m, di Aguzzare. Che aguzza , rts-, l § lla fann. Arcad.pr. io. Il quale ad Apollo ( siccome ad aguzzatoreAgt" P tl0 S l 'ini ingegni) donando l’onore e la ghirlanda della vittoria. (V)AccJ- iATRICE 1 A-gua-za-tri-cc. Ferb.f di Aguzzare. F- di rrg. (Min)j ^atuha, A-guz*za-tu-ra.[*S*w./-o stesso che] Aguzzamento .[Ed anche^d ni ! il ^ .fotta nell' aguzzare.] Lat. acumen. Gr. ogyrsj?. Soder.Colt.^ »n tralcio della vite che tu propaggini, e“fagli un* aguzzata-
la Co,ne fanno ì contadini a quelle canne che egli adoperano a nettarAcc* Rlle e Ie *»a»-rc.
S(J/ Zetta i A-guz-zét ta.fA’/w. e/”]—, Agnzzelto, sin. Intrìnseco di per-lf> <l P°} e,ì te , che scrue per mezzo e strumento a mettere a esecuzione}H\ Ue lm P rese ‘ (Dall’ ehr. ghuazzoth forti, bravi , onde ghuazar coad-j tl a,c 5 e vai dunque, secondo la sua radice, chi assiste altri conbravura, chi n’è coadiutore. V. Bravo. 1 ) G.F.8-48- 3 * Mcsser7 /°n^ 0 b 0 spo^izione di suo aguzzata, di sua bocca disse. E 10.b F, resero vescovo di Salciestri, ch’era aguzzclta del detto messer^ iti. 33. 2. Fecioulo , per suo dispetto ed onta , dipignere ec.^rvM 0 ^ 1 1 vttier.i de' Visdomini, e messer Meliadnsso, e il suo con-
an t , niQ » messer Rignieri da Sanguniniano , stali traditori e suef(>' 7jC ’^ e ^ consiglieri, a memoria eassempro perpetuo de’suoi cittadini.Sl fogge ne ’ buoni testi a penna )
A-guz-zèt-to. Sm, Lo stesso che Aguzzclta. F.| i( ^V° ns 'Sbere intimo.] Bruii.Ifot. in prive. Siccome sono li buoni par-Perr'' ° dettatori, siccome fu il maestro Pietro dalle Vigne, il qualeili | ^ Llc aguzzalo di Federigo li. imperadore di Roma , e tutto sire2 e(p 1 e .dello ’mpcrio. G. V- io. io. Per lo consiglio de* suoi àguz-
la „ Savi * del regno di Puglia , si recò al tutto la siguoiia dalia picco-alìa g™nde dì Firenze ! (Pr)
Ai f / :T fc 0 ‘ Add. m. dim. dì Aguzzo. Lat. acutuhis. Lat. èfyvrspos.IAb.rendi quattro lunghi fuscelli di scopa, e rendigli un poco aguz-zi P«nta.
s( 0 ^^ 0t ]de è pure V alguazil degli Spagnuoli.J Colui che ha in cu-p schiavi. — , Auzzino, sin. Lat. celeust.es. Gr. xsXsvffrfa.s c Va*' [Carceriere.] Alleg.rim. 120, La spia facendo insieme
4 - (]q! r - meta f- Uomo crudele , che tiranneggia. (Z)
AGUZZATORE
A-guz-zì-no, {Sm.] ( Aguzzino che il volgo dice anche al-/2 ° e da kulaghuz che presso i Musulmani vai direttore di schia-
arin ) Basso-uffiziafo destinato nelle ga/erfoon; (li Quale è dato gincarico di levare e ria.
Quale è dato t*incarico di levare e rimettere ie catene ai ga-i- 4z * - che veglia per impedire la loro fuga. (S)
C(„ h J n * A-gùs-to .Add.m. A'.Acuto.—, Anzzo,V«.(E formato da acuiius y
A e °«i
" ’^d - -,
». [,'■ n jut. di (iciitus acuto) Lat. acutus. Gr. otós. Dant. In(. 1 y.
c l'jf 0 . a dera colla coda aguzzi, Clic passa i monti e rompe'i muriil coit”? 1 ' Zoo. Dar. ann.1. 14-E un soldato detto Calusidio gli porsepì R ij C ■ S|10 ’ dicendo ; questo è più aguzzo. Sader.C0U.S1. E di più,. 8"tdia,' dieci o più sacchetti di tela ec. aguzzi in fondo, a uso d'un’a-^ p e !° lo »da, di tela di panno lino.
faci nj n ì? ta .f‘ [Sottile, Perspicace.] Dant. Par. 16. 5y. Oh quantoho e e § *0 esser vicine Qui Ile genti ch’io dico ec. , Che averle den-M . 0S | fcn ° r puzzo Del vil/an d’Agtiglion, di quel du Signa, Che
Per b t
5 ^*er f. ""‘ u i.uu'e ha l’occhio aguzzo. Idbr. son. 128 . Tu suoli pure
"" * (R * S * a a S Uzza *
^ 5ii ‘et(,y ol ') Agg. dì Foglie che terminano con una punta o apice
appuntalo
*^ Va Ui Se ^ l ‘° d Esclamazione. L.at. ho, proli. Dant.Infs2.i3. Noi an-*<*ra , COn 1 i , i dieci dimoili, Ah fiera compagnia! E 33.. 66. Ahi duraP 3 rt e ’J, ÌCt ' c ^è non f apristi ? But,Purg. 6. 2. Ahi: questa voce è una3 Va ) e che in gramalica si chiama interjezìone esclamati-
In ^"’hea ira e corruccio.
$ ,a ‘Udi’Dolersi. Imi. ah, proli, oli, bei. Gr. tytv.Petr.cnnz.AÌ M sei!" al ! a voce di lontano: Ah quanti passi per la selva perdi !Ajù di Svillaneggiare, Dir villania , Garrire, fiocc.nnv.6j.16.
A ll,J l ) ci’io V ^ , | a dunque ci sc’vemda? Dant.Inf.33. jg. Ahi Pisa ,
h'tic genti Del bel paese là dove’l si suona ! E appresso^ i5i.5 8'ia , p 7? 1 , uomini diverbi D’ogni costume , e pien d’ogni maga-
, cè
In c ^ le r| on siete voi del momio sper.'i i
1 per Ìy° ^‘Tgarc, Raccomandarsi. Baco. nov. ip. 21. Ahi, mcr-jT" l ti Se , t 10 ’ p 0r) voh r divenir micidiale di chi mai non t’offese.,|r >ri «'^ 7 ° dì Gridare minacciando. #occ. nov. q5.8 . Tratte le spadel!! ' tr0n * u ttiahi traditori , voi siete morti.l, **nì K J? nr> di Minacciare. ZibaUl.Andr .Ah s’io ti posso avere nelle^ hi ro °hc te ne farò pentire.
~ 3. Ali crudo amor , ma tu
La voceini comnon poter vederla
AID ANO j ?7
1 3 — In segno di Desiderare. Lat. ah, oh. Gr. *Di. Buon. Rim . ^o.Aid cruda morte, come dolce fora II colpo tuo, se spento un degliamanti, Così l’altro traessi all’ultinV ora !
1 4 — In segno di Riprendere, lat. ah. Gr. u. Bocc. nov. 18. 25 . Ahifiglino! mio, dunque per questo t’hai tu lasciato aver male?
1 5 — In segno di Vendicarsi. Ah ah , dicditela.
16 — In segno di Rimproverare. Petr. canz. jo. 2. Ahi orbo mondo in*grato, Gran cagione hai di de ver pianger meco. Bocc. nov. 77.7. Ahicattivella, cattivella! ella non sapeva ben, donne mìe, che cosa è ilmettere in aja cogli scolari. Ar.lur, 3o.61. Ah (disse a lui Ruggier)senza più , basti A mostrar che non mcrti quella insegna , Ch’ór tula getti, e dianzi la tagliasti.
17 — In segno di Abbon ire e d Abbominare. Bocc. nnv. 63 . ^.Ahi vi-tupero del guasto mondo! essi non sì vergognano ec. d’apparir morbidine’vestimenti , ed in tutte le cose loro.
18 — In segno di Rammemorarsi Vardi. Ercol.ufo . F . Io mi sono sdì*mendicato a qual parte io era. C. La lingua volgare essere una linguada se, ec. V. Ali ah , sì.
19 — In segno di Commovimento per allegrezza. Giuli, lett. i3. Ahiche giojoso gaudio, e che gaudiosa gioja in amorosi tutti spirituali cuori!E appresso: Ahi che mirabile e che magna mutazione .graziosa !
20 — In segno di Lamentarsi , Rammaricarsi. Bocc. nov. 26. 16. Ahiquanto è misera la fortuna delle donne , e come è male impiegato l’a-mor di molle ne’ mariti ! E nov . 3i. 26. Ahi dolcissimo albergo ditutt’i mici piaceri ! Petr. canz . 4ò % 2 - Ahi dispietata morte, alò cru-de! vita ! L’ una m’ha posto iu doglia , ec. ; L’ altra mi tienquaggiùcontea mia voglia.
21 — In segno di Beffare, pronunzi ito con prestezza : Ah ab ab.
22 — Talvolta questa particella aggiunge peso a qualche riflessione asentenza. Dant. lnf. 16. Ahi quanto cauti gli uomini esser donnoPresso a color che non veggon pur V opra , Ma per entro i pensiermirai] col senno l (P)
23 —* È anche Quel suono che si manda fuori ridendo. Cecch. Stiate*. 5 .Ah, Ah, Ah, bel garzonato ! FU. Non te ne ridere , cacasangue tivenga. E ivi: Io vo’ ben ridere ai nuovo e da capo. Ah, Ab,Ah.(V)
Ah ed Ahi non potrebbero sempre scambiarsi Tuno per 1 * altro. Asignificare beffa o minaccia, per incitar altri a fare, in segno di ven-dicarsi , rammemorarsi, sgridare, malamente si porrebbe VA hi nel luogodell' Ah. Sono poi sin. le due interjezioni in tutti gli altri sensi qui-sopra notati.
Ahantà. * (Geog.) À-hàn-ta. Regione della Guinea. (G)
Ahas. * IV. pr. m. (DaH’ebr. ahh fratello , e Idiusa confidare: Chi con-fida nel fratello.) (B)
AhassA. * (Geog.) A-hàs-sa. Citici dell Arabia. (G)
Ahccah. * Suono della gola , spurgandosi. Lasc. Gelos. 5. 8. Àhccah,uccliuc, oliceli ... So che io n’ho preso questa notte una imbeccatadelle buone. (V)
Ahibò , Aìbò , A-i-bò. Foci plebee. Non , No. F. e di' Oibò. (A)
Amo. * IV. pr. m. Lat. Ahi. (Dali’ebr- ahh fratello, e ì mio: Fratellomio. ) (B)
Ahimè , A-hi-mè. {Tnter.] di dolore , e di compassione , [composta da Ahie Me.] —, Ohimè , Oimè , Eimc , sin. Dant. lnf. 16. 10. Ahimè, chepiaghe vidi ne’Jor membri, Recenti e vecchie dalle fiamme inccse.I\ 7 oivant. qg. 7. Ed ella , ahimè , Messer Tristano , ec. come sete voi coar-sconfortato malamente?
2 — [Talvolta] fra queste due voci Ahi e Me si frappose alcuna vocedinotante maggiore affetto. Bocc. nov. i5. * 5 . Ahi lassa me Tch'assaichiaro conosco come io ti sia poco cara. E nov. 16. 20. Ahi lassome ! che passati sono anni quattordici, che io sono andato tapinandoper lo mondo. E nov. g3. 5. Ahi lasso a me ! quando aggiugnerò ioalla liberalità delle gran cose di Natan, non che io il trapassi ?
3 — Leggcsi anche nella seconda persona. Bocc . nov. 77. 33. Ahi mi-sera te! che ad un’ora avrai perduto il ma 4 e amato giovane, e’i tuoonore. Lab. Ahi cattivello a le!
Ai , che. A I ed A’ si scrive nel verso più che nella pròsa , è segnodel terzo caso di maschio nel maggior numero. F. A Ili. (Gin )
2 — In certi costrutti serve al! uffizio del sesto caso. Passav. Specchrdi penit. Distìnz. IL c. 1. Spaurito e sbigottito per le pene e periigravi tormenti che avea veduti sostenere a’peccatori nell'altra vita,facendogli i parenti c gli amici carezza c festa , non sì rallegravi*niente. (P)
Ai. (Zool.) Sm. Lat . bradypus tndactyhis. Specie di picciolo mammife^ro americano , detto anche Poltrone dell’ America , perchè è pigris-ma. Con nome più toscano chiamasi V Infingardo. ( Il nome ai gliviene da un colai suo grido molto piangente , c che si fa udire da'lungi.) Gab. Fis. (A)
Ai. * (Geog.) Città di Francia sulla Marna.—della Giudea.—Frantedella Russia europea. (G) t
Aia. , * A-ì-a, ’A-i-a. N.pr. m. Lat. Aia , Ahia , Ahias. (Dan ebr. ahh<
.ih *•* sn, r v ce 110 lar<) pentiret pi,V ^7 . dl Sospirare. Petr. caty 1 Passi A seguir d’un
canz. 1 7
- — .. >.na fera, che mi strugge,
l ^' s ’1 O or me.0ant.PrtF\25.i36. Ahi quanto nella mente mi com-j) ^ch* Alando n ù volsi per veder Beatrice, Per ‘ ’ 1
io fu i e<1 ° ss ‘ Presso di lei, e nel mondo felice!se!!° ^'.Sgridare. Ah pur ci venisti.
À[- Mar ‘'> v igl>arsi. Lat. proli, oh, vali. Gr. S. Dant.
11 c i' la »t° mi P'en ùi disdegno ! Rim.ant.Guitt.Qg.
J’t s ' p a ‘ e dolorosa Ragione aggio da dire !
‘ì , ali ?' 0 '^Incitare al fare. Àr.Fur. 18.43. Ah, dicea, vatenl’no-5 cr 1,1 W° m *' > ?. gn ' » fratelli , tenete il luogo vostro.
Va Il aÌia i0 j‘ S,j< “g no - L at - ah . proh , oh. Dant.Pur:
‘i
icl,
"dar jy.’ * 1 * dolore ostello. Petr. smi. 2j6. Ahi morH frutto cU taoit' attui in sì poche ore
fratello, e inh signore : Fratello del Signore.) (B)
2 — * (Geog ) Citta della piccola Armenia . — Fiume dell Italia . (G)Alt, * (Mit. Maom.) Libro nel quale sono spiegale le dottrine tutte che-riguardano la religione maomettana. (M>0 » ,,, ,
Aicamo , * A-i -cà-mo. N- pr. m. Lai. A Incanì. ( Dall etir. ahh fratello^
e qum sorgere: Fratello che risorge.) (B) , , . ,
AioAr.no , * A-i -càr do. N. pr. m. Lat. A.carJus. (Dal tea. eiche quer-cia , e bari doro viene Eicir do , doro come qoercur) (lì)
Aicha. * ((ieog.) 'A-i -cha. Città della Boemia —della Baviera. (G)Aichecra. * (Mit. Ar.) A i-che-e-ra. Uno de sette Dei adorati dagli
Arabi. (Mit) . , • o •• »
ÀirTiTi # fMit Maom.) A-i-cti-ti. Settaru musulmani. (Mit)
uun1, ~ \ h - <jat- 1_ eìesìt^ ^•‘bia, { G) ‘
(DallVbr.ùAq/^a animtlffy