2 2 g AL tornio
Ali tornio, * Avverhial. col v. Lavorare = Tornì are. (O)
Attorno, Aì-tór-no. Avv. F. A.F* e di'Inlorno.Lat.circum. Gr.xvM.Kv.
G. F. i. 36. 3 . Poi si cominciavano gradì da sedere tutto alterno. *Altospumathe , * Al-to-spu-màn-te. Add • cani . comp, di Alto e Spu mante . Che fa alta spuma. Adrian. Detti. Fai Berg. ( 0 )
Altr'altro. Avv. Come a dite con efficacia: Eh c’è ben altro, Egliè ben altro. Cecch. Stiav. 5 . s. Una stiava eh, Filippo? e per chefarne? FU. . - . Per fare il pane, il lievito. Seiv. Oh ob, inesser no;altr’ altro. Una giovane bella ... si toglie per altro. (V)
Altra fiata. * Avreibiai Lo stesso che Altra volta. JBocc. Amet.(0)Altramente, Al-tca-uién~te.Aw.z=:I/i altro modo,{Diversamente.} —,A 1 -tramenìi , Altrimenti, Altamente, sin. Lai. ali ter. Gv. aKKcos. Bocc.Introd. ii. Sy. Veggonvisi verdeggiare i colli e le pianure , e i campipieni di biade non altramente ondeggiare che ’i mare. Petr. son . 146.Se ciò non fosse , andrei noli altramente A veder lei , che ’l yolto diMedusa , Che facca marmo diventar la gente.
Altramente AMra-mén-ti. Avv. Lo stesso che Altramente. F.Bocc.In-trod. 21. Prima col puzzo de’lor corpi corrotti, che altraraenti, face-vano a’vicini sentire sè esser morti.
a _ * Nota uso. Bocc . g. 11- n. 8. Senza aver mai potuto sapere chi
egli si fosse altramenti che da lui udito avesse, ec. (Cioè : se non co-me udito avea da lui medesimo.) (V)
Altra volta. Avverhial. = In altro tempo, In altra stagione. — , Al-tra fiata , Altre volte , sin. Lai. alias. Or. ocvB-is. Bocc.nov. 3y.l. Ecome altra volta tra noi è stato detto. E nov. 8j. 1. Altra volta,pia-cevoli donne, delle verità dimostrate da’sogni s’è fra noi ragionato.E Fiamm. 1. 5i • Tu ninna ora trapassi senza sospiri, la quale altravolta lieta e senza alcuna malinconia sempre veder solevi. Dant.Purg.2. 91. Casella mio , per tornare altra volta Là dov’io son , fo ioquesto viaggio.
Altresì, Al-tre-sì. Avv. affermativo. Similmente , Parimente,[Medesi-mamente , Ancora .—, Altressì , Altrcsie, sin. ] ( Sembra combina-zione barbarica di alterum e di sic , quasi che volesse dirsi anchequest* altra cosa è così. 1 Tedeschi dicono noch eins anche un altro.)Lat. pariter , itidetn. Or. ìftoiots. G. 1. qi- *• Da detta città d’Au-relia fu altresì distrutta per lo ditto Totila . Dani. Inf. 19. 91. Lag-giù cascherò io altresì, quando Verrà colui ch’io credea che tu fossi.Bocg. nov. 20. 10. Perciocché voi io non conosco , nc lei altresì. Enov. 26. 22 . È potrebbe sì anelar la cosa che io ucciderei altresì to-sto lui, come egli me.
3 — * Beptirato più volte nel medesimo costrutto , in forza dì Così odAltrettanto, come pare. JSov. Ant . 5i .Signore, questo bagno significa,che tutto altresì netto e altresì puro ed altresì mondo di tutte lor-dure di peccato , come è il fanciullo quando esce della fonte, vi con-viene uscire di questo bagno. E più sotto; Signore, questo sproneci significa che tutto altresì visti ed altresì intaìentati, come noi vo-gliamo, che i nostri cavalli siano alla richiesta de’nostri sproni, al-tresì visti ed altresì intalentati dovemo essere al nostro Signore. (V)
3 — * Usato in principio di periodo. G. Fili. Vit. Dant. Perocché or-nato appare fil cemento) d’allo dittato, e di belle ragioni filosoficheed asUologiehe. Altresì fece un libretto , che f intitola De valgavieloquenza (A)
4 — * Così, Altrettanto. Bocc. Nov. E tenieno il procinto della Gn-scianella in fino al Serchio di sopra, ch'era altresì grande spazio o più.(A)
5 — Unito a negatila vale Nè anche. Bocc. g. 3 . nov. 7. Nè quellaaltresì c di frate. (Cin)
Altresie , Al fre-sì-e. Avv. F. A. F. e ^Altresì. » Farcii. Ercol.s#5. Altresì è provenzale,nonispagniuolo,e gli antichi nostri scrivevanoAltresie e non Altresì. (V. Altresì.)
Altressì, Àl-tres-sì. Avv. F. A. F. e di’Altresì. Guitt. lett. 5. 22.Acciocché voi siate in della corte di Paradiso altressì maravigliosa-mente grande ec. Liv. lì/. E da quell’ora innanzi furo li accolliiiccialtressì leali e altressì fedeli verso Enea. (V)
Altretale , * Al-tie-tà le. Pron. Lo stesso che Altrettale. F* (Am)Altrettale , Al-trel-tà*le. {Pron. comp. che sì suole usare solamentenel pii] Lo stesso che Àllro tale , divenuto una parola. [ Simile af-fatto.] —, Altretale, Altro tale, Arrotale, sin. Lai. tal/s, hnjuanodi.Gr. recai ito?. Bocc. Introd. '54- Nè «altra cosa alcuna ci udiamo ,se non i cotalc-sou morti, e gli all rettali son per morire. Lih.Sagram.Però dovete guardare verso li vostri sergenti, che voi siate altrettali versoloro , cliente voi volete che sieno verso voi. Cr. 6. 21. 2. Se metteraiacqua in vasello aperto due palmi soli* esse, diventeranno altrettali{le granella. ) Tac. Dav. ann. 3 . 73. Così l’animo, quando è in-iettato , .e infetta e di focose libidini arde o languisce , con altrettalirimedii si vu< le attutare.
a — posto avverhial. s= Similmente , Parimente. Lat. pariter, itidem.Gr. recrcCrov , opaitus. Tuv . Bit. Il primo che scontra, sì gli dà uncolpo di sua lancia , che PaLbattè a terra morto, e altrettale fece alsecondo e al terzo. en.Pist. L’altro hae il vento sì repente e si forte,che spigliatamente iì ne porla : pensa che tutto e altrettale a noi av-viene. ótor. Bari . E se tu mi credessi , tu faresti altrettale. Tescid.7. y3. E coronò di quercia cereale, Fatta venire, assai pietosamente11 tempio tutto , e ’l suo capo altrettale.
Altrettanto , AUret-tàn-fo. Add. m. correlativo [ che dinota ugua-glianza di numero e di misura , ] e vale A lh’0 e tanfo, cioè quantoV altro correlativo. Lai. tantundem , tofidem. Gr. toccvtzs. G. Fa.o4 . 2. Mahdaronvi i Fiorentini cento cavalieri e cinquecento pedoni,tutti soprassegnati a gigli, e di Bologna altrettanti. Bocc.nov. 24. 9.E la mattina appresso si vuole andare alla chiesa , e quivi udire nl-jjtuK» tre messe , e dir cinquanta paternostri, c altreftanfeavemmarie.a — Uguale. Petr • canz. 24. 1. Una donna più bella assai che ’l sole,E più lucente e d’ altrettanta etade.
3 —. [Usato anche conte sost.] Petr. son. 166. Cosi ams' io del belvelo altrettanto»
ALTRO
Altrettanto. Avv. Lat . tantundem. Gr. roa-ovrov.Bocc.nov.29.24^^^belli e cari gioielli, che valevano per avventura altrettanto. E85. 2. E benché mille volte ragionato ne fosse, altro che dilettar nodebbia , altrettanto parlandone. E nov . 12. iy. E poiché, mille 'disiderosamente stringendolo, baciato 1’ ebbe, e altrettanto da I» 1baciata. Sen. Pisi. Demetrio nostro amico, suole nobilmente dire c 1altrettanto gli è delle parole della folle gente, quanto de'suoni che,b^lendo e rombando , gli escon di corpo ; imperciò che mi cale se ’lono in giù o’nsù? Dant. Purg. 3 . 92. E tutti gli altri che ve»^ napi resse , Non supplendo’l perchè, fero altrettanto./? Par. 2. 88.sola virtù sarebbe in tuffi Più e men distribuita , ed altrettanto-
a — Sirailnitute, Ugualmente. Ar. Far. fò- * 65 . Orlando col cog» a0 'che non poco Bisogno avèa di medico e di cura , Ed altrettanto l lCclic in degno loco Avesse Brandunarte sepoltura. (M)
Altre volte.* Avverhial. Lo stesso che Altra volta. Bocc. Filoc. ^
Altri. Pr<n. Primo caso del primo numero , pósto soslantivam ., ^Altr' uomo , Altra persona. Lat. alter. Gr. aA\o=. Bocc. n-‘V.S.8- ^voi nè altri con ragione mi potrà pur dire che io non l’abbia vcb’ 'E nov. 2 6. 18. Pei D;o , tanto sa altri , quanto «altri. E nov.
Egli si vuole inacquare, quando altri il hee. Petr. son. 110. Ood 3 .jvien ch’ella muore, altri si duole.Dant.Inf. 22. 24. Ma Burbariccuchiuse colle braccia , ec. Dimanda , disse, ancor, se più disii Sapei_ ^lui,prima ch’altri il disfàccia .E 33 . 24 E n che conviene ancor ehtri si chiuda.Cron. Morell. 254 . Come avviene a’ pupilli, altri spe 11e logora e consuma , e’1 pupillo paga. - /U
3 — È talora modo di dire che chi parla porge in terza persona » ^tendendola per la prima : Altri non farebbe (cioè , io non farei-JAnnoi. 10$. E così usiamo Altri per io . e diciamo : Io ve j-dico a fine di bene, perchè altri non vorrebbe poi aver cagi« llfadirarsi, dove questo Altri sta sicuramente per io.Bocc. nov. 'ò'ì\Non sappiendo chi questo si sia,altri non si rivolgerebbe così di legg 1 j a
3 — * Ognuno, l’Uomo. Pass. 3yo. Certe cose segrete c occulte d j-
natura con sanno gli uomini ec. , che s’elle si sapessono , molli j ^di morte , d’ infermità e d’altri pericoli si sostengono che altr 1 &schiferebbe. (V) .
4 —* Egli , Alcuno. Pass. 164. Come non si dee tacere, (in cnì ^{sione J quello che altri ha fatto, cosi non si dee dire quello che anon ha fatto. E appresso: L’uno modo si è, che altri si confessi S P 3volte per li peccati cotidiani ’ cb’ altri fu. E 36f. Non idee crede 1 ^persona , ec. che ’l sogno sia revelazione di Dio ec., eh’ ella p oU \y)
, essere dal diavolo,credendo altrifewa personaj^ ch'ella fosse da
5 — Trovatisi alcuni esempli ne’ quali questa voce pare usata nr
obliqui. Bocc. nov. 5g. 1 . Sentendo la Reina che Emilia della 3 \ ia eC fvelia s* era diliberata, e che ad altri non restava a dire che a fe l * (così a dir cominciò. G. F. 12. 4.3. Si vestieno i giovani una covvero gonnella corta e stretta > che non si potea vestire sanzad’altri» Bocc. Fiatn. Qual fallo mio mi t’ha tolto, c datoti atri? (A) Sen. Pisi. 52. Tu conoscerai cliente sarà ciascun uomo 1tu porrai mente come ei loda altri. (Pr) 0/J io
3 — F anche altri esemplij\e'quali però,come bene avvisali •
in questa voce , mal si discerne se sia del numero del meno od*
6 —* Posto pure sostantìv. nel numero del più. Bocc . nov. introd- j,
tri , in contraria opinion tratti , affermavano 1’ andar cantando elazzando essere medicina certissima a tanto male. (A) 0 ,
* Nel numero pi. sta coi pron. personali a guisa di pfenfi'iIv. Avveri. 1. 2. 19. Per la pratica che abbiam noi altri dei
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Salv. Avveri. 1. 2. 19. Per la praticadel favellare. (V)
. —* Trovasi anche Chi altri? cioè Niun altri che. (Am) .
ALTRicE,Al-trì-ce.iy/fiVwtn'ce,C/ie alimenta,Che produce.Lat.
Pind. Tua patria essere io so di carmi allrice. (A) Guidici*
Viva fiamma di Marte , onor dc’tuoi.Che Urbino un tempo, e pi» ' . òlia ornaro , Mira che giogo vii, clic duolo amaro Preme or i’ ade’ famosi eroi. E Parini , Fespro. 6. Già sotto al guardomensa luce Sfugge l’un inondo, e a berne i vivi raggi Cuba s’al»e il Messico , e 1 ’ altrice Di molte perle Cali/brnia estrema. (M) ^
Altri che [per Altra persona che, Nimialtrapcrsona che, 1 ] Fuor <'< lAltro che, Altroché , ARricbc, sin. Bocc. introd. n. 35. Egli m l P g (che niuna persona la quale abbia «ilcun polso, e dove possa aUt T| tl icome noi abbiamo, ci sia rimusa altri che noi. E nov . ó' 3 . ^ oC c.che la madre del fanciullo non può essere a così fatto $ervigio- )> PFit. Dant. O insensato giudizio degli amanti! Chi, altri che CsS 3 f c jjimerebbe per aggingnimento di stipa far minori le fiamme? Petr.&m’inganna Altri ch’io stesso c’l desiar soverchio? (A) . ..j,
Altrieri, Ai-trièdri. Avv. di tempo. (Da altro , e jeri.) —-, L’allro J f
Jerlaltro , Jer T altro , sin. Lat. nudius tertius. Gr. rfporptTX'
ec*
Fier.3.1. 9.Avvenga cb’una certa pazzarella L f altrier nello spL''Chiamasse un suo Tirinto disleale. .0 lo
Altamente , Al-tri-roén-te. Avv. F. Altramente. Arpm.AnU c. 2? fy,non sono pomposo; ma niuno puote altrimente a ragione eC*
non sono pomposo,* ma niuno puote altrimente a ragionerertz . T. f. car. 3y. Altiimcn te io mi dorrò dalla S. V.Nov. ant, 5i. Se altrimente non la puote stornare. (V)
J-1-
j.ivtv. tini, 1. oc aiuiuiv.m«, .iwi. .«* ^ . j # nCt.j'
Altrimenti, Al-fri-mèn-ti.^w- Lo stesso che Altramente. /?occ.iVd ^' , &tS’avventava a'sani, non altrimenti che fàccia il fuoco alle cose s£: j tr PDant.Inf.g.65.Vn fracasso d’ un suon pjcn di spavento ec. No» ^ ollmenti fatto che d’un vento Impetuoso.» Cavale. Discipl.Spti'd8 J 'altrimenti di quello che farebbe un barone d’un re. (V) . c &£
a — * Usato per vezzo di lingua. Bocc . g. 2. n. 5. La quale guelfesue c se parimente senza saper altrimenti chi egli si fosse,rim ,ssue mani. Segiu Mann. apr. 1 7. 4 - R a ve F a cagione di auiafh >è altrimenti il loro merito, è Dio . (V)
Altro [Add.mADiverso t Ctiè differente in qualsivoglia maniera ^ a .^ /l0 tisicose di che si parla o s’ intende , Che non è lo stesso . [E ^ wl ijiro *enW Alberti, col Cinonio, e con altri maestri di lingua cheAltri , Altra , Altre , add. e pron ., in questo sign ., benché si