ALTRO CHE
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ferisca 6 diversità di sostanza , pur tuttavia conviene che ri -
è dìvp ì J )eisn,ul ° cosa d’un medesimo genere con quella della qualeri a alfr 0 " ^ er esempio , non si direbbe che un uomo è stato spogliato*li llSi / Clss ussini , senza qualificare lui stesso per assassino » ] Lat.fiiort'o v' “*■*•?*• Eocc. inirod. g. La cosa dell’uomo infermo stato odell* u 1 la ^ e ^ferinità , tocca da un altro animale fuori della spezie- ec .. n„nii. .—--~ E nov. i 5 . 6.
C in * *to‘
'fi d« e ln,r °d-
gli altri tutti, secondod’Atene usciti , andarono a contrastare a certe fron-u n. Ò2. Tindaro , al servigio di Filostrato e degli al-
vi p ot ’ a Uenda nelle camere loro, qualora gli altri ec. attender non«C £ Cro * Petr. son. 1. Quand’era in parte altr’uom da quel cli’i’Ita sa i CfH3z * iS. 6. Una dolcezza inusitata e nuova, La quale ogn’al-
"f* e ? 4 .-.
nojosi pensiti’ disgombra allora. E 32 . 7. Altro amore,- altro lume , Altro salire al del per altri poggi Cerco,~ '' 151,1 tempo , e altri rami.
“'Vi Cl>sf cor ''elaUvo del primo termine , [ cioè di due , sia persone ,' Lat. alter. Or. input. Dani. Inf. i 3 . yg . Dal vecchio pontej Clr , llia a,n la traccia Clic venia verso noi dall'altra banda. E 22.33." Mol,‘ ai ’ a lainane i e l’altra spiccia.
f^anda ^ Ula Sg>ore. Ar. Fur. 3 o. 3 g. Gradasso . ., pure a chi ’l do-
. Pi)
,. t1ai 'ra . . , Ohe fu in Soria a un castri mio prigioniero; Ed èggiero. (M)
5 . n. 6. Comandò a coloro ec. che senza
/ r ri’.,ii. “ w • ♦ • v_.ne i* iv la ^ am a che Bu
5 C " ltla tidam V .°' ^ occ - S- 5 - — ___- ....
" * e,l '° dei re, non dovessero più avanti fare chefatto fosse. (V)
ni „ C „7," !a qualità diversa, bocc. p. 4- «■ 1 ■ E vergendo molti
llro
§^ u<l luà e e a Corte del padre usare, gentili ed altri (cioè di diversa
/ì > siccome noi vegliamo nelle corti ec. (V)
j i 1 ha jc»za di sost. e vale Altra cosa. Lat. aliud. Gr.&kko.
fu ^ 5 . Tra tutto l’altro ch’io t’ho dimostrato ec., Cosa
*• ad ai# tu otc ^^ scorta Notabile. Petr. canz. 8, 6. Che ini con-' J C $i, n ii ciic a lì AV guai.
4l 'Rìerido e ’ ln .forza di cosa di più importanza .] Bocc, nov. 86. 8.I bep. r *>n fosse altro, così al bujo levatasi com’era, se n’andò là.r °i Un 0 ^ PCflw ‘ ^ ra S * 1 speciali e proprii significati diquesta voce Ai-^ Pffllsi l;ar che sia , Cosa che porti pregio', straordinaria, e fuor delti 5 .j j^ le ec.E cos i pare che sta presa nel Novellino. (Nov. Ant.e ^ tT alt ® ei1 ^ v ' Cassero smemorate credendo che fosse altro. (V)afilli V(l k Nelle altre cose , Quanto al rimanente. Lat. edera,’ l b> fttr “| Ul< l ll hi. Gv.òLkXìk'S. Bocc. nov. 52 .
9 ^ ’ cht* 60 ’ co,?z * 18. 5 - Lumi del Ciel, per li quali io ringrazio La
ai. * hifi? cr a| ho non ra’è a grado3 'trr> V.“' Cimi __ ....
2, Ricco c savio e avve-dila avarissimo. E nov. 88. 2. Essendo peraltro assaisi diede ad es^er non del tutto uom di corte, ina mor-
( lffl modo frequentissimo appresso di noi : Se Iddio facesseS e ,V ° an r tj ~~~^' > *° morissi. Dep. Decani, 1 27. Fuggendo di farciio C ^dio r 1Ur>2 ’° , per non dire , Se io morissi, direm più volentieri,
r<n™ SSe D altl0di ™’C V >
t c *°6. «j* le ^ Restante. Lai. reliquimi. Gr.cthXo^'konrèv. Dant.Purg.* e ' Ma ne P orf ' di costui l’eterno, Per una lagrimetta che ’l miSol (j u l dell’altro altro governo. Petr. cap. 1. Sopra gli omeri37 C ^r an ^ Di color mille, e tutto l’altro ignudo. » Slor.d’idoli. ,’ mmo c * ie dissono : sieno confusi tutti coloro cli’ado-in q, Je * e R altro che udisti. Cren. Strin, 125 . E’miei fratelli eh-fijjl^o in, a \° P a lagio una piccola cameruzza , e nel palco di sopraa ll, °h di iSf Jc i llnz2a 5 f'Rto l’altro (il resto del palagio) abitavano i
>'s^fi,^;, Belfradelto -cv)
7 sign. ma in forza d'add. Vii. SS.Pad- (En\
^1 ^ c inf er „ "danni J c. ’òq. 112. Sicché schiacci!
—filai ^ ) c. 3 g. 112. Sicché schiacciando il capo al ser-
bo i^ruì a’i 1101 ^ 1 P ossa mettere tutto l’altro corpo nel nostrocuore.(Vjt|, e a quale ■ tra ppi’sona.^mm.^nf.^f .Ninna' cosa è mia , o d’ al-h ^ ^On Ve » Sl Può togliere o perdere. Ar. Fur. ^ 3 . i 36 . Anseimo ,b' c i^ifrei e i f a,tro da cui Possa saper di chi la cosa sia. (V)
Z i 3, d)nnt. Inf. iq. Fatto y* avete Dio d’oro e d’argento:c da voi all’idolatre , Se non ch’egli uno, e voi u ora-
clta'Ti’enza,
j e lui. I,r ° luogo.n pur,, . , 5e r h
1 V. *
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' a «ais,A
Guitt. Lctt. 1. 7. Catuno animale paga (appat;njà' 0 (V° 11 ^ ^ U ' nd 11 a *' 10 ’ C ' 0ll 'l" c cos ^ sarebbe egli fallo
•„ e d’ avv. Anche, In secondo luoeo, Inoltre ,che diresi
Non le dissono nulla , perchèp’^ 1’ a | t ntla secondo il mondo , pognamo che molto fosse inFa-le si) u ra (.cioè ; e anche, e in secondo’luogo,) perchè crederono*0. Tr* t p ac j ^ , pensomi che la donna ,10-
Vit.
t 1 ait el)l3e gr a CaCCÌa . sse ‘
** , eh*t||M uto » PtTché conobbe che questo conveniva chefusse;
"d modo *,,T p deva che ’l figliuolo era già morto. (V)v ^r v a,< a. Sc c *J nirr rogatico. È il numquid amplio?? de latini- Cecch.^à. V,a il n;„ * Ambrogio ha a non essere più geloso.iChi^anolla c*chir * • ”* * ■ ‘
l( k'ht.- ho diif fll 61 »^ 11307 ' 3 a Ucuccione ec
iavisteìli da questa porta
(V)
ec.
ha a lr-Gior. Altio?
non è simile ad altro, riguardo alle qualità.Sicco-ne / r " ì, 'Rhanza di qualità mostra in apparenza negazione,r *Q °' ls tit„; stessi, cosi per ima certa licenza poetica, Altro
P | 'a c /; ,,E - Avv'-l Ll’veisn.
Ss a’.'lUam. >r '^ c ,Ion > Fuorché. V. Altri che. Lat. «iti.praclcr,, q. e ' s,, oi $>r CC ' " w - *■ Aveva grandissima vergogna, quandoA. ,?'« p er m "rnti ec. fosse altro che falso trovato. H nov. 12. 2.'“ts,. "‘'il’j 0 avv entura non tia altro che utile avere udita. Petr. son.■Htsj Qtl potè’mai formar parola Ch’altro che da me stesso
ALTRUI 22Q
2 — Non esser da altro che ec.r= Non esser buono se non a ec. LaO.
to8. \a via : tu non se’da altro , che da lavare scodelle.
Altro ci è. Modo proverò. , come a dire : Eh c’ è più \ Di peggio.Lasc. Parent. 3 . 2, No, diavolo; altro ci è, disse quella buonadonna. (V) *
Altronde , Al-trón-de. Avv. che significa molo da luogo , e vale Daaltro luogo. ( Per la consuetudine di surrogare alter ad alias si èdetto Altronde per Aliunde.) Lat. aliunde. Gr. oSsv. Foce. nov.25 . 8. Dalla qual s rio ogni mia pace, ogni mio bene e la mia salutevenir mi puotc, c non altronde. E nov. 65 . 17. Facendo sembiantedi venir altronde, se ne 6alì in casa sua. Cas. Rèm. son. 33 . Né contal forza uscir potrebbe altronde.
2 — Talvolta rappresenta moto per luogo o a luogo , e vale Per a/«tra parte , Altrove. Lat. alia, alio. Gr. à'AAo^ev. Petr.son. 3 g. Ed ioconfra sua voglia altronde’l meno. Fine. Mari . Rim. 26. E se nell'ampio mare un picciol fiume Perde sé stesso, e non gli accresce Ton-de , Da quanto egli ha , né sa voltarsi altronde.
3 —- Dagìisi ancora talvolta il segno del sesto caso,ovvero del secondo ,senza alterare il significato. Bocc. nov. 4 ] - 12. Ohi in quella il tro-verrà, non so, perchè più di qua entro, che d’altronde, vi sei credamesso. Tescid. 7. iog, Per queste entrava là dentro la gente ; D’ al-tronde no, che non v'aveva entrata.
4 —- [D’altronde in sign. di Fuorché, Da altra cagione, Da altro prin-cipio.] Pass. 2i3. Chi è si stollo che credea avere d’ altronde che daDio quello ch’egli ha?
5 —* D’altronde nel sign. di Per altro, Del resto e simili, è manierapresa da' Francesi, senza esempio fra'nostri classici , oggi di uso pressoche universale. (P) ( 0 )
Altrotale , Al-tro-tà-le. Pron. com. F. Altrettale. Alani. Colt. 1. 26.Non si lasci talor dentro all’albergo Dell’innocenti gregge arder in-torno Dell’odorato cedro, o del gravoso Galbano , o d’altrotal eh’alui simiglie. Remò. Pros. 3 . igg . E del tanto , che vuol dire quantoper altrettanto ; cioè: per altrettanta cosa quanto c quella di che siparla; che si disse ancora in forma di nome altrotale, ed allietali nelnumero d<ri più. [V)
Altrove, Al-tróve. Avv . che significa moto a luogo e vale In altroluogo. ( Da altro e da dove preso sostantivamente in senso di luogo.)Lai. alio, alibi. Gr. dw-n. Petr. canp. 28. 5 . Parmel vederquaudo sivolge altrove, Lasciando tenebroso onde si muove. Bocc.nov. 12.8.Non sappicndo perciò che’l suo fante là 0 altrove sì fosse fuggito.E nov. 5 o. tit. Pietro di Vinciolo va a cenare altrove.
2 —■ E colla prep. In. Albert. 11 . Volgi in altrove gli occhi tuoi, chenon veggano la vanilade.
3 — Dagìisi ancora talvolta il segno del sesto caso , e vale quello cheD’altronde. F. Altronde, §. 4 •
4 — Significa anche [/‘alibi de'latini eh’è lo stato in luogo , evale]l’essere in luogo. Dunt. Par-1.3. In una parte più, e meno a)Uove.Petr. son. 121. In cui natura Si specchia e’l Sol, ch’allrovc par nontruovi. G. F. 12. 4 °- 6\ Vorrà investigare delle mutazioni che sonostate per li tempi addietro in questo nostro paese , ed altrove.
5 — [ Usasi qualche volta come avv. locale per relativo di sostanza ,JPetr. canz. 11. 6. Io parlo a te, però di’altrove un raggio Non veg-gio di virtù , ch’ai mondo è spenta.
6 — In altra cosa. Fr. Giord. 200. Dunque sc tu pecchi in veniali dinecessità, così anche peccherai nelle parole; che tu non sarai piùforte ivi che altrove. ( Cioè : più in quella cosa che in altra J [V)
7 —Usato fig. col v. Essere = Essire lungi col pensiero.Ambr. Cofan.4.8. Costui è altrove, (cioè : egli è col suo pensiero lungi di qua. j(Cin)
Altrove che. Avv. che vale Fuorché , Se non. Bocc. g. 1. nov. 5 . Epropóse di non volere in mare entrare altrove che in Genova . (Gin )Altrui , Al-f rù-i, [Pron. che serve ad amendue i numeri,] vale quantoAltro, ma non ha relazione se non all'uomo,e regolatamente non s'a*doperà nel caso retto ; e nel secondo e nel terzo caso si pub porresenza senno assolutamente, ma non nel sesto . ( Da allertus geuitivo dialter altro.) Lat. alferius, alius. Gr. sripov , òl^Kov. Bocc. ìntrod.
11. 11. Ciò per Taluni case facendo, solamente che cose vi sentisseroche a loro venissero a grado. E nov. 4 - 9 ‘ 1 ° estimo eh’ egli sia gransenno a pigliarsi del bene , quando Domeneddio nc manda altrui. Enov. 25 * 4 ‘ Che io da altrui, che da lei, udito non sia. Dant. Inf.
1. 18. Che mena dritto altrui per ogni calle. E <-£. 49 • Uscmne maialcuno , o per suo morto 0 per altrui, che poi fosse beato? Pctr.canz.
3 . 3 . E le tenebre nostre altrui fanno alba. E son. 6. Acerbo frut-to, che le piaghe altrui, Gustando, affligge.
2 — Pur si,legge nel caso retto. Fiamm.y, 8. Avvegnaché altrui tengache ella, per beneficio delie Ninfe pietose de’suoi danni , in fonteancora il suo nome servante si convertisse. Pass.zo 3 .Si perdonano ec.i mortali, i quali altrui avesse dimenticati» E 3 s 0 .Il secondo modocome si dee studiare e cercare la divina scienza, ài è innocentemente,*cioè a dire, che altrui viva santamente c giustamente senza morta/peccato, fìemb. Asol. 1. 3 /. Nè giova spesse volte che altrui gli si op-ponga con la ragióne. E 2. 5 g. il fatto «e male è stilo fatto , in partealcuna correggere non si può , per molto che altrui ne lavelli. (P)Celli Error. Di questo mondo non si cava altro, Che cavarsi le vo-ghe che altrui può. (A) An,m: Ant. 122. Però le cose eh altiui vuole•ritenere, studisi di recarle in ordine, tior. S. Erano. Sc tu ben tiporterai d’altrui, conviene che altrui si porti bene dì te.... Beato ccolui che bene si porta d'altrui, e non desidera che altrui si portibene di luì. (V) Fior. Fin. 44■ Chi averà misericordia di altrui, al-trui P averà di lui. (Pr)
i —. Talora si pone in forza di sost. e {prende Vari., e ] vale Cièche non è pròprio ma d'altri. Lat. alienimi. Gr. dwórpiov. Bocc.nov.40.3 .Per potere quello da casa risparmiare, si dispose di pittarsi alla stra-da , e voler logorar dello altrui» Cresc. 1. 23. Il lavoratore del po-dere 31 dee guardare di tor l'altrui (V)
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