ARTAGERA
Aatagesa. * (Gcog.) Ar-ta-gè-ra. Città deU ’ 4 'jTj,. men ia ùd Tigri -(fi)AnTtticEctA, * (Gcog.) Ar-ta-gi-cir-ta- g e ip Armenia /"' eM0
A»woig ABT a. * (Gcog.) Ar-ta-gi-gav-ta. Luta
Tauro. ((',') . , „ r interiore. (G) . .
»* UcniA ’ * (Gcog.) Ar-ta-gì-ra. Citta della L foce dem ¥Autaooucìmekte , Ar-ta-go-ti-ca-men-tc. A • - y storpiata dal gr-
, quasi i,i senso di Miracolosamente .^ sim0f co mc se volere
a 'yhe primato, e thavnialurgia prestigio , Gr. S-cv/zart'" 5 - p 0l - L -«irsi (irci-taumaturgìcamente. )a--. § 20 ^ p cr o/i.'
» m cert ° cor
Ì C ^ leilte stracaniate.
Ah T ai „:.. ^cog.) Ar-tù-la. Citili della
con voi perdericuo le cetcre de’ sagginali,
uta Le o^g.; Ar-tà-Ia . Città della Geòrgia. (G)
Ar-tadc-so. Città dell' Armenia. (G) ,
V >l J °°o*) ’Ar-tù-lo. Fiume dell’ lllirioForse il Dnn^ (G)(Gcog.) Ar-ta-mi. Fiume d'Asia nella Fallria
Auta*. . (Gcog.) Ar-ta-mó
■ nT AMOa
“^aha, * to' ”»y “*■
A ff"a in rir °B-) Ar-tù-ua.
A«ia ^Nm-anvi. (G)
a &i 'chè^si^fi * Ò^ 1 * - lad) Nóme sotto il quale è adorato Sciva,j n 1 "PP'yscnta con una figura metà uomo e metà donna.' a < di Sr;.r! ai \ SC , I l 1 i?. s, S n iUca metà, nari donna , c Issurà è uno de’no-
,,, ) (Mit)(Geog.) Ar-tà-i
^RTàM, — -
^"assissA. * (Grog.) Àr-ìa-u«Wakita. (Boi.) Ar-la-
fu-,'della classha la ru,”le
SOtto
* J Pie'ni,.ì * . * "veniale tu mai
i «il. "] Vùsf 0 "' i ,or i ,orini c °{alni anus p auc - >
• «ri,
i 0p «.
0 ?s ‘ milza.^ -n.) [ Nome dato
Città deli Armenia turca. (G)is-su. Antica città d'Asia nell’ ileria. (G)ni-ta. {tSf. Nome dato al cyclajnen europacmn
' .. che
occhi ;al di
tubo colto all' in giù. —, PanPois. Mes. L’allattila giova
finiti }l'ior(<
--- uutu ad un unguento in cui entra il suga del -
** Mt'vpicciato sulla pancia dc'bambini riesce purgante.'] Ri -
» TlnfT....«« A a» --:_ a: ni..
* À -, mc«« outu. {Krj
di P e \.^- r da-S(!'r-se. N. pr • m. Lat. Arlaxerxes. — Nome dì tre n
Ajv
A'*. * ({'' T~ Frano re dilla dinastia de Sassanidi. (li)
Ar-la-si. Città della Scria. — del Curdistan. (G)
' to gO Ar-tas-sà-ta , Artu.xata. Città della piccola Av
ARTE 433
ad alti (in luogo aUoJ, per esser rimossi dall’.arti ,c dalromorc dellegenti.
6 — Ordigni proprii dell'arte o mestiere. Fratte. Sacch. itov. i 63 . Sa-rebbe stato meglio ebe ’l detto ser Bonavere non fosse stato notajo; ese pur fu , andare avvisato e tornito dell’ arte sua ( di calamajo epenne - , per ellissi , come se dicesse: delle cose dell arte sua J comcgli altri. E nov. :C 4 - Per essere trascurato, e non portare 1 ’ arte suaa cintola , coni’ è d’ usanza. (V)
- — Compagnia d’artisti. Din. Contp. Stor. t. Andando una vilia di
‘ san Giovanni farti a ofterere, coinè era usanza, cc. E Star. 2. Im|x>-sono (d consoli) che ciascuno consigliasse per iserittura , se alla suaarte piacea che messer Carlo di Valnis fosse lasciato venire in Firenze come puciaro. E Q. F • #. Ou. Tutti si vestirono di nuòvo, ciascun’ar-te e mestieri. (P)
8 _ Artefice. Dant. Par. i. Vero è che, comc forma non s’ accordi
Molte fiate alia ’utenzion dell’ arte, Perchè a risponder la materia èsorda. (M)
rj — * Cosa ordinata al suo fine. Dant. Par. 8. Se ciò non fosse ileie 1 che tu calumine Producerehhe si li suoi edòtti, Che non sarcli-ber arti, ma ruinc. (N)
io — Artificio, Astuzia, Frodolenza ; e pigliasi in buona ed in malaparie. Lai. artilicium, dolus, calliditas. Gr. rìx^t , bitniys. Foce,nov. 2. i 1. Con ogni sollecitudine , con ogni ingegno e cori ogni artemi pare che ec. si procaccino di riducere a nulla c di cacciare dalmondo la cristiana religione. E nov. 05 . tu. Con che arte il leccia nonso -, ma egli non è in casa uscio si serrato, che, com'egli tocca, nons’ apra. E nov. 8o. 7. Gli mandò una sua femmina, la quale ottima-mente sapeva l’arte del rufliaucsimo. E nov. g 5 . 5 . Per arte nigro-maidica prollcriva di farlo. Peti-, son. tf. Quel clic infinita provvidenzaed arte Mostrò nel suo mirabil magistero. E tu. Le stelle e il cicloc gli elementi a pruova, Tutte loro arti c ogni estrema cura Poscrnel vivo lume. Dml.lnf.ii. (jt). Come natuivi lo suo corso prende Daldivino intelletto e da sua arte. E s". 76. Gli accorgimenti o le copu leyie Io seppi tutte , e si menai loro arte, Che al line della terra il suo-no uscie. E Purg. 10. 10. Qui si conviene usare un poco d’arte.Incantesimo. Foce. nov. 70. /7. A dirti il vero, noi ci abbiamo
! n s;
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a^ 3 ' 10 , e SiVi ;- l ^i-n. N. pr. m. (Vale in gr. Dio del pane; da artosA,^ t ‘ (Gcoj,.', Iddio.) — Nome di tre re d'Armenia . (Van)
» - «wvi 1 UUIU. ) ^ OÌ
l,T *tAv^ rt0 ®=^ Città della Siria. (G)n ‘cn te ’. KTR 'i Ar-ta-ta-mòu-le. Jvy. C 1Aure ' , y 'f u,tlle vo!mei>te. T.m e »l)7ly m
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'Con arte , Ingegnosamente, Astuta,'•'mente. Lat. callàie, ingeniosc, framlolnilrr.
V- K artatamente inrse con costui una stretta dirai-ai-IaìV A ' " w - 6 4 - 4 - Non solamente gliele comincio a conune.idau,< a soll ecitarlo a ciò mollo spesso. lUcord. Aialesp.it.
,y A ’to. a , entrò in Firenze artatamente e falsamente.
e ,|; enlo 1 ' ‘*‘I Q - Add. m. Fallo con arie , Fiuto. Slor. Semif. 4 1 -^r 1 ^''nativa 011 ' ohe si fa alli supremi, trapassa lo leruiine della
5 Ul 'ore * anzi difenderla e sostenerla con l'urim, clic fidarsi
òr'' * Stilli 11 loi ° al ’fate moine c lusiughefoli. (V)avviva . ! ’> ll'-lretto. Rao. Fvrg. (N) ,
a, Aa A-tÀ . V,V°S ) Ar-ta-vi-va. Città della Mingnlia. (G)
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. . —...... comprende r idea dell industria umana
' - azioni della indura ne ’ bisogni o pe comodi della.”’ alla .
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*l'Uof Crc "-Danna '' Albert. f>- L’ arti servono alla natura , e
c u$o , c °sl » <*• L' arte è delta da arrendo die vale in latinoW&V- n V0l g ai -e, ec. È l’arte un accoiicianiento finito delle"•»> ‘"tic ,
. di cciinanilariienta che
, o'r arto è un rag«n^t cose., - ad un line , ec. Lq sapere e Puso ec. j P ct .
Vi, R, ° che l’viomo sa, ha insegnato > j a vc gglueVole ■Wr 0 ^ fa &a sazia la volontà delfuomo 5 avvc gnacUe
tu ‘.da da le gran ricchezze, ec. Adopc ) 0 ’ngegno, s
l’uso v* arte i che secondo che la , ‘. se affgwgntl'ai 1
mano, cc. L’arte dà, e V f 0 3.ChAartc J^a
l I''e.Ua C ’ a 8 ran via breve pai-ratti- Pani, l’ff- • t p isccl ,te ; i» , c !’.v astrc,’, , 8 “auto puote, Segue , coinè ’l uiaesUo gll0 v fonte anv
ài 4 ' ««a Dio (piasi* è nipote. E Par. 2 ' ?fA‘l vocabolo che m g«=-
vn arti. „\y. Agost. C. D. 4 - ?'• che li latini trasso-
ll ° <!‘jd l' ì!xi,ì * 0 arate c si dico la vù’tude, si v
2 r.V( ° nomc Arte. (V) . „»• n „ m a-e secondo ah
«lino fende anche per metodo o maestria 1 P t Buono ^ {U ' u
i'Dibc-S 1 * Milite; ed in questo significato si att chic de vc-
tl W -f 1 ' e "leccaiLidie .1 Dant. Inf. g 120. Che fi.■ 1 C he ha 1 alnl | J
Par. 13. 77 . Similmente operando aUa»U4a,L ad ? |.
r""' avtL’ C U1:iu che trema. Bocc. nov. f- 1 .. Io j! s i gn orc, voi schi-*-'le 1- . attender gli bisognava- E nóv. eg- 6 . ■ 3 Avendo
ì < ' ?,i muti' 3 f ' U ‘? prrrhè giovane e feumnna som - f 6 ’ tata se puUa.
^ Min' UC ' C adornati in luce, cUe nioUi s ) c0 - ' ,.lilìcum ina^' s ^ ra "
l*'* > Ji U Vato che rende ragione agli artisti. La -
^'"'Ccin’ cor P lls - Gr.
in "•' , -
durata fatica in far l’al t c. D.Uam. 2. 3 . A dii volca, Clan le mensesparto Senza pagare } c ciascun si furiiito, Clic parca (piasi incanta*menta od arte.
. 2 —Onde Gettar 1 arie, Par I’ arti, è lo stesso che Far sortilegi.Tue. Dar. Ann . 2. 38 . Lesso come Libonc aveva fatlo gcltur l’arte,s'egli avrebbe mai tanti danari, che coprissero Ja via appia fino aBrindisi . Morg. 3 . 3 i . E Malagigi getti l'arte spesso. E 21. 53 . In-tanto MaJagigi, lor fratello, GiUamlo 1 ’urte un giorno , com’er' uso.E 22. 102. Malagigi non volle giltar V arte. /^. Gettare.
12 —Col i\ Fare: Far artv^Esercitur un' (li te. EJig. Usare artifizio. (A)
a — * Far sortilegi, J. n. 2. G. F'. g. 5 g. II dotto mao.-iro
fatto suo ai ti , uno cappellano del papa molto sicuro foco portare a’di-monia. (Pr)
3 _ [FTip] Fare arte 0 mestiere di una cosa 0 di checche sia= Fuivisu bottega , maneggiandosi con industria a cJ}ett.o di guadoguaivi so-pra. Sen. ben. F'arch. q. 26. Ma a colui il cfuale c ingrato, |crchè
•ne fa arte, e non ristora- mai benefizio elio gli sia fatto ec. , non sarà
un uomo buono, e valente benefizio, ec.
1 3 —* Col y. Sapere: Pr- pr- Conoscer l'arte^ ina dicesi anche Saper d’ar-te =; Saper Jctre incantesimi. / ar. Esop. 4 j> Una fémmina clic’ sapc\*d’arte, si venne a lui c disse. (Pr)
if — * Col \>. Stare: Stare all'arte della lana, della scia e simili = E-serenarsi nel trajjlco dilla lana , della seta ec. Vasai'. Vii. Conpochi maestri volle stare all’arte. (A)
?5 — Pror- Ciii dice mal dell’arte non sarà de’consoli = Chi stra-pazza il mestiere , non Jà fortuna.
1 (5 —Chi é stato de’consoli, sa che cosa è arte: è risposta a chi vuoledare (A intendere una cosa a chi la sa meglio di lui.ìj —<• Ognuno ha buona moglie e cattiva arte > e vale , Che niuno ar-tefice si contenta della sua arte. ,
18 — Chi ha arte, ha parte ss Chi sa , è ricapitato par tutto. Lat.
artein (juaevis terra alit. Gr. ro «/m y*w Flos, l'Jt.
19 — Niuno si dee vergognare della sua arte ; [ e vale , Che iguanad e liberamente esercitare la sua professione. ] Cani. Cani. 6j. Nonsi vuol mai di sua arte , GU è proverbio , vergognare.
ao — * Chi è dell’arte è sospetto; perchè gii artefici , massime nello.stimare i lavori , si favorisc ili t un V (diro. (A)
’2i — * Il tuo nemico è quel dell’arte tua ; per dinotare la gelosia ., larivalità , l'invidia , ed anche il mal animo che ordina» it unente poi • -tansi fra loro quelli che esercitano una stessa professione. (A)
22 — Coll',
.v-vuto : - -- - cv<rrr,/A*. Q. V.i. 6o./j. Si fece Fare il ca-
Li, ^ dell’ «, v a n 1 < r°^ onne ? e ia rada c -la croce dell’ oro sopra, peraI: * caUmala. -
vvnrn’ 3 ? V dclt ?. nia g !slra to. Fardi. Slor. 8. .
*>cro fi#>i Mi»,], „ i
Nellarte
Giudei auanaeslravano
pure
men, n’intese. (Pe) Srdvin. Dita 1. i8g. L’arti liberali non per. al-tro son cosi dette , coni’è noto, se non dall’essere elle degne d’miuomo libero. (N)
23 — * Coll'agg. ///Meccaniche: Così ddamansi quelle ani, che han-no prittcipalmènc: bisogno deli opera manual:. (A)
24 — * Coll ogg. di Maggiore: Così dicevasi altre volte ralcldmia.(A)
2 5 — Coli agg. eli Prim" : Cosi per aMmomasia fu della hi grammati-
ca. Dant. Far. 12. Crisostom i, ed'Anselmo, c qu i Donato Che allaprilli’arte (legnò poner mano. E Sa/v. Avveri. Pvoe.ni.. Alle mimilecose delia prima arie son coiulesceso. (P) •
a 6 — [ Coll’agg. ili Marinares a : La marineria . ] Foce. nav./ji.S. Am-maestrata alquanto dell’arto marinaresca.
27 _ pel vme ; L cioè , 1’ eloquenza. ] Aram. Ant. 11. 1. g. Di molla’
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