444 A SGHIMBESCIO
Farch.Stor, g- *$9. Le sue mura torcendosi in alcuni luoghi, e facendogomito, ovvero angolo, sbiecano molte volte, e vanno a scbimbcsci.
A sghimbescio. Posto avverbial . ■=: Obliquamente. F. A sbieco. M. Bin.Rim.buri. Messer Latin, per elicila sta a schimbescio. Soder. Colt. 5 g. sidee fare il foro per iscaucìo, a schimbescio, j endente attraverso allo ingiù.
2 — Per metaf. Alleg. 5 y. Élla s’è re. Ulto e fondato nel capo a schim-bescio il più mal adetto capriccio del mondo.
Ascino, [ó’m.] Invidia. F, e di Astio. Lat. invidia. Gr. tySóvos. Alain.Colt. 1. i/j. E tur aschio al vichi , non pur pictade, È Aret. Filos.
4. Non se ne usciria in cento anni, se ti dicessi raschio che a ciascunavii fantesca porta la maritata. (Min)
A schioso , A-schió-so. Add. m. Pieno d'invidia. F. e di' Astioso. Lat.iuvidus. Gr. fòcvspcs. Lod. Mart. Rim. 2g. O’ogni mio bene tfschio-so Si .sta, nè vuol ch’io elica. « Car. Lenii,. Sappi. Tutto acceso del-la bellezza della Cloe, ccl aschioso della pratica che vi tcnca, (N)
A schisa. Posto avverbial. Lo stesso che A sbieco. F. Lat. transversim,oblique. Gr. 'XXcx.yim, Cr. 4\ 11. 4 • Li ramo di due anni, o di piùtempo , innestano il ramo lungo , ec., congiunti insieme l’un Taltro aschisa. Frane. Barò, 2y3. 16. Ed a schisa menarla,O in altra guisa ailai'Ia.
A schiso. Posto avverbial. Lo stesso che A schisa. y. A sbieco
A schivo. Posto avverbial . col v. Avere ~ Avere a schivo. F . A schifo,Petr. son . 210. E veggio ben quant’dli a schivo in’ hanno.
Aschur. * (Gcog.) Fiume del Turchestan. (G)
Asciiura. * (Gcog.) À-scliù-ra. Isola del mav dell'Indie. (G)
Ascia. (Ar.Mes.) [o/.] Lo stesso che Asce, F» Asce e Accetta. Fr. Giani,
5. Pieci , ih. Vedi il jnuesfro, che coll’ascia taglia, che de* pento colpinon fallirà uno dove p’vorrà elafe,
[Strumento da Raschiare.] Cr. 4 - 4 ?' 6, Radasi ottimamente ilvaso dentro con rasiere ovvero ascia.
2—*( A vchc.)Presso gli antichi Romani lascia era tuia mannojache seivivaa sgrossare e a polire 4/ legno ; una specie di rostro , con cui si ri-mesco lava la calce durante la sua infusione ; un sarchiello simile aquello di ci{i si savono i giardinieri per estirpare 1 busciom : e questostrumento trovasi di frequente scolpito su i cippi e sulle tombe.. (Mil)
3 — * (Chir.) Diosne di una /lisciatura indiano e descritta da Jppcr
orate. (A, O.) ' t ’
fy — (Zoo).) A-sci-n. Genove d' insetti dell ordine de' lepidotteri stabilitoda <5 copali^ c che comprende le specie del genere poliommnto , \e cui alenon hanno macchia. (Da a priv., e schia ombra, macchia.) Lat. ascia-(Aq)
Ascialone. (Ar.Mes.) A-scia-ló-ne. Sf. Legno in foggia di mensola, che si
oriente. (V)
A scie s te. Posto avverimi.
A bello studio, Deliberata\
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conficca negli stili accomodali (die fabbxiche , a fine di posaiyi sopra altrilegni per far palchi , e altro. (Dal lat. ascia , ascia , c ciò per qualchesimilitudine di figura.) Bald. Foc. Dis . ^.Mensola , Beccatello* (A)
2 —r Legno o fervo dalla pun te di dietro de' carrozzini , e simili, cheposa sulla sà(a , e regge le stanghe , c, secondo la divei'sità t/e’/egvn,nuche { cosciali. (A)
3 — Dicesi anche ad una mensolelta del filalojo. (A)
Asciasi. (Aste.) A-scì;mh. Add. e su;, pi. (Da a priv., e scia ombra.)Jyome de' popoli che essendo tra i tropici , hanno qualche volta ilSole al zenit , ed in quel giorno sul mezzodì non hanno ambra • —~,Asci;, sin. (Di/.. Mat.)
Asciare , A-scià-re. [Ali.] Digrossare, legni coll' ascia. Lat • (]olarc. Gr.
-t ttXty.y.v. Soder , Colt. ioy. Ma non è meglio, che dalla parte di den-tro asciar bene |e bolli, Je quali, ec. Maini. 6. yg, E un djavol le-gnajuolo in sul groppone Gli ascia ii legname, sega cd impiallaccia.
Asciata , À-scià-ta. Sf. Colpo dato pò//* ascia , Lat. sccuri§ ictus. Cr.nella v. Dare. (A)
3 — Fig. Dar un’asciata =3 Far la giustizia alla peggio $ che anche di-cesi Dar la sentenza coll'asce. (A)
Accidia. (Zool.) Arscì-di-a. Sf'. F\ G.Lat.asckUa. (Da ascidion piccolo ofre,sacco.) Genere di molluschi acefali , senza conchiglia , le t(i cui specie han-no il mantello ed il suo inviluppo cartilaginoso ', a guisa di sacco ir-regolare, ovafe o cilindrico , chiuso da pertugiti) , tranne due orificiiineguali) uno più elevalo dell'altro , di cui il primo selve di passaggioall' acqua e Valero di uscii % agli escrementi. L$ loro branchie firma-no un gran sacco , in fondo ol quale è la bocca , e vicino a questasonò i visceri. L'inviluppo è molto più largo del mantello propinameli-te detto , eh* è fibroso e vascolare. (Aq) (N)
Avidiato.* (Éot.) A-sà-di-à-to.Add.m.Agg.dipartevmnìtudcll'ascidio. ( 0 )
Ascioio. (hot.) A-scì-th-o. Sm. V. &. Lat. ascidium. ( y. Ascia. ) 1 bo-tanici moderni hanno u.nit,o agli amminicqli una certa appendice cheappartiene alla estremila delle foghe della pianta chiamata S 7 cj j entedelle Ind\e orientali , a cui hqn dato il nome di Ascidio . F questoUna specie di lima , q tubo dilatalo , della lunghezza di Ire o quat-tro dita , e largo uno , voto al di denpv , che ha alla sua estremi-tà una membrana , fa qu.nle fa /’ ufficio come di un coperchio che lachiude. La situazione itt cui sta posta quest' urna è tìù la fogVa edun corpo fdifotine , il quale ha {a sua origine dal nervo pritiupah p(pngitudinaie della foglia stessa , e che dopo essersi ripiegato a guis-tdi filo , si raddrizza , e la sostiene. Quest' urna è siqsceiuva per mez-zo di un esteyno assorbimento fi riempiersi d acqua , che serve a nu-trite la pianta. L'acqua assorbita resta nel tubo in vigore di dettaWrtybrannf che fi \ ufficio ili coperchi ? l s i quale , contraendosi ,chiùde t apertura dell urna stessa. Il coperchio di quest ’ urna si aprefi;a il giopno , ed d liquido, in essa contenuto talvolta diminuisce del-la pietà \ ma tale perdita viene ad essere nella notte risarciti! , giac-ché nel giórno vegnente si ritrova nuovamente l’urna ripiena della per-duta sua acqua. (Aq)
Asci diocarpa. (lìot) ' A-spbdio-càrTpa. Sf: V. Q, Lat- ascidiocarpa. (Daascidion piccol otre, o borsa , e càrpos frutto.) Classe fi piante , opiuttosto divisione dejla uf. classe del -sistema sessuale di Linneo , eleg-ia Crittogamia , che comprende de'vegetabili a f onda sparsa $ fruttiimmersi^ òd a modo di borsa , che si aprono per la cima. (Aq)Ascseu. 0, * A-scièl-lo. Sui. ff. A. Jf. e L’Augello. Rim. fnt. Cifro
saputa , Consapevolmente. 3 —, A scentre, À scientre i *L p,’ A S P,diti opera , consulto. Gr. Tac. Dav. Ann. 3 . ^ g^ent®*
nate, presente il Senato , gh disse ; c Claudio? lasci! tu a y\a — * Dicesi anche Al tuo, suo ec. sciente, F. A sciente 0 * CA scientre.* Posto awcidiul. F. A. F. e di' A sciente. sci cll * t i
4 ^. Il sole della giustizia .., non allumina niuno, che al t/et&lascia la lumiera. E y 5 . Di ciò che tu mi di’che tumalvagia legge al tuo scientre, di ciò non ti voglio ripr°. n _ j,
Ascinare , * A-sci-nà-re. Alt. Distonie dall' impresa,
scìanaqa habena scu capistro continuit, retraxitque cauw i ^tanf*. ) Car. Lclt. Egli C il Guiàiccione J si portò seco cl1 a ]atti a *scartafacci con animo di far quel che voi dite, ma l a 111 ^
ascinato. (B) - yino 01 ^ i'f>
Ascinomanzia, * (Lett.) A-sci*no*man-zha. Sf. F. G. Lat.
(Da a a ine scure, e manteia divinazione.) Specie diuso presso i Romani^ che Jacevasi col mezzo il' un' asce ^
i ladri. —;, Assiiiomanzia , sin. (Mit) _ rt itc^ c
A?cto. Sin. y. A. y. c L’Agio. Gmd. S, Gir. 4 ['. aV ,
Iddio per Y ascio dell’ uomo. Pass. fò. Gli uomini che s ^ jagli asci e alle delizie e ai diletti della carne. (V) , j )0 tfy
2 (Aste .) PI. Ascii. .Nome che si dà agli abitanti delg ^ foli 1110in certi tempi dell' anno il Sole è verticale , e pervio ,l0ibra. Lo stesso che Asciani. y. (A) _ (Q) f fi
AsciocuEnE, A^ciò-glie-re. Alt. V. A • A r . e di' SoìagU cra *a — Assolvere, Liberare, absolvcre , liberare. Gr. a jt itah a2. y. 3 . E dalla loro venuta innanzi fu ascolto lo reg n0 >
giogo di quelli di Costantinopoli ,
Asciogliei'e dilf. da Assolvei ^, Libeinre , Slegare, ^ c |,c j 1 [(I1 jcolare. Asciogliei'e è opposto a Legare , e dìccsi delle f^ ( . al *cCepiscono prima legate. Assolvere vale propriamente n |, n 1accusa per sentenza giudiziale. Liberare vale far libero, () fig' f
tà. Nell’ordinario linguaggio però, p specialmente nelquesti tre vcibi sogliono im|negaisi indistintamente. ! y Jjicure, Snodi ini Svincolare ditìèriscono da Sciogliere,la specie, ossia indicano o determinano la qualità del g s ci<>v^ jfgljmcnto. Cosi Snodatv vale sciogliere dai nodi, Slcffd 16 , ,,, 1/■ 1legami, Svincolare sciogliere dai vincoli. Queste particol»mitro svaniscono quando i delti verlii sono traslati a ” , v , r jiA sciolto , * A'SciòUtb. Add. m. ^Ascioglicre.to. Ar. Far. Se pruovar. lo potesse andrebbe ascio! ^qh 3il marito né la corte. (A) E fi- i(> i‘ Se tu non cri *
ascolta, Ch’ io non portassi rotto e capo c schiena, -j f
A . " n ‘ - —
Asciolvere, A-sciól-ve-re. [All. anom. e, più comari, n.la mattina innanzi desinare. Lat. jentare. Gr. <3tK ^ 3t ^ n T>I |J •
•u >/utuii^t tccJi/ture. jututn.. • ■ i /•£ M
{'eli. 3i. Fatto questo , asciolvea ; e l’asciolvere suo ^ <■ p}oii:ìi due pani e por a desinare mangiava laicamente.
.I !am i . . „ . .
sbiadati c qsin sagginati Asciolvon menta. Lorsaziaron liene a asciolvere.
" if jed. o*'-
terminate dpi mangiare usitato, cioè dell asciolvere ^ * lc ‘ ** ' ^ ^
merenda, e della cena. . ct te
3 —• [ Brpvc durala di tempo; di'è quel tempo che * l „ u „ a sCvere.] Stanz. Rabb. Mac. y. Allora allora, in manco rrf^'ni
In nebbia sè converse, e gli altri in polvere. , V&/ ‘F .
3 —■ Pei' metaf. [ Dices.i Vira tal somma cc. è un asCl0 ' vC ff , : h-
la è di poco momento , che giova poco.] Seri. ben. 1 ^ s
poi uè anco Zenone , se fusse stata maggior sommai C y
iato di fidargliele ; ma cinquanbi ducati sono un a» 01 c
dice, c da spenderli in una malattia. n p
Ascino, fìat.) A-sci-ro. Sm. F. G. Lat. ascìrium- ijjf i i
des aspro.) Genere di piante , della classe pohadelf 1 ^ sD^f iftjhmiglia delle ippevicìne che hanno un gran niu,ie f n ^ fi^ col^Jf limanti riuniti, afla toro base sono distinti in f u( i 6 .
g portano delle antere ritonde , calice diviso in 4di 4 petali. (Aq) (N) ' . ._ f.( V * ^
AsriRoioF..* (Dot.) À-sci-:rò-ÌTde, [A’/n.] Specie d ipe rl ° ‘ pr’ 1 * 1 |ci
g dal gr. idos forma. ) (A) ‘ ■ T il yCf
As::is>, A-sei-so. AMI. m.' fr, j, jr, c (!l - p riv o. Ini- - ■ „
S* Mhn. nnt. lite, i2n. Pcrch’ ogni I 01
A “ ,ta cl qho lui gii di lena ascìso.
it.tussA. (Geom.) A-scisrsa. Sf. Una porte qualunque ^‘ V
dnwictrn di una c H ,va eh- comincili da un vaniiorigine unte le ascisse , e termina in una linea <'/“» \ C 1 ’- fi’ 1 'nata. ( Dal lat ubscissa tagliala, perchè tagliala dall-»* 1 '’ > pi, fr, fAsciie. (Mei,) A-sci-te. iSf r.’L) Idrofila del *«^.1 JAgotta 2‘t acqua sierose o linfatiche, scarse, nella stia ■ [ ( s 0 a (*
scos otre, pcrclié in questa malattia 1’ addomi» 1 ' ! '^'ì
' ' ‘ -elica. Gr. * nrl | ;1 .i 1 ’’, ^
otre pieno, di qualche liquore. ) Lat. ascites. apPp*malalt. imperocché tre sono 1,’ idropisie : p ,,;i . K > s [,-< ti!1 ^uV fìì L yBuilia si appella ascile, la terza si appella da in ‘ ‘ art cor a f Ài ^ d:.ar.cORlp a g na , ) rincWàùC" A
onerale. V Ascile propriamente detta e
sin iu.l't '/i i
j — * Usato anche a maniera di add. Hitpì.;ia ascite, cp. Red. Cons, (0.)