AVARIZZARE
dinataa! 16 che l‘uomo possiede. E Purg. ig.
tider ai . e 110r | P cc unia. But. Inf. 7. Avarizia si può largamente con-*°ior (]■’ 6 a “ 0la si diflinisce come dice Tullio: Avarizia è immoderatotìni re _ aver ’-‘- Puossi considerar meno largamente, e allora si può dif-pee Ull - ome dice santo Agostino, cc.: Avarizia non è pure appetito dialS 0t - a s ’ ' n * d'altezza c di scienza. Puossi strettamente considerare, eP (, ori “dntiisce cosi: Avarizia è iramoderato amore d'aver le cose diioni,,, alla fortuna. Tratt. pece. mort. Avarizia è amore di-
Avari^ 0 della robe -*-*v,„. rs;.., jt \t„„
, ar ! . ,-1 roba, ovvero ricchezze temporali. Fior. Pirt.A. Moti.
■ lla c contradio della liberalità, ed è soperchia cupidità d avere,
Miy (jj a cquistare ingiustamente, e ingiusto ritener quello che fa me-^ “gl; i r , eI p ure ’ cd in lasciare guastare le cose ch’egli ha, innanzi“h'noder t QMsl Jìhs. V. S, Avarizia è continuo desiderio
a i’P>'es in ''j, d’avere, e tenacità, più che si convenga, di tenere. Egli ' “..Avarizia noip perdona nè al vecchio, nè al giovine: tutti7 , l£u ne ’ vecchi invecchiano ; solo 1’ avarizia non invecchia.•eiBp r j ,°ns. Ogni vizio invecchia colla persona; ma sola l’avariziaPer frun Jn § l , 0Vauisce C rinfresca. Amai. Ant. ao. 1. 8- L'avarizia néd avere è henavventurosa, e per cupidità d’acquistare è ini-d’ave r c ’ . cc - «w. 83 . i 3 . Bruno e Buffalmacco rimaser coutentihf g 0a * n gegni sajaito schernir 1' avarizia di Calandrino . Dant.cuori j c ^v*.Su|>erbia , invidia e avarizia sono Le tre faville che hanno i. n >ai ni' Ccs . 1 ' Cas. Leit, E prima ti dico, che uiuno vizio mi spiacque, ■— * {7 c,le 1' avarizia.
* p ° ne {pI'Bocc.g.i.n.6 .Delle pcstilenzioseavarizie de’cherici.(V), resa Scarsezza. Segner. Pred. 35 . 1. A tal eccesso di of-
(Icón )'A) >tlv * cne ta * e avar ‘ z * a d* pianto. (N)e ùV ' ■
"■‘‘«'«e,
s. V ^ Donna vecchia, magra, talvolta idropica •» intenta a cotiiar danari , o con una l
di colorito pai -
■"■•np 1 ' 1 - - ~_ danari , o co/i una 6orsa nelle mani
Oftònj .^t- Alcuni le danno per impresa una vipera col mot-e risana morta. (M/t)
da Spilorceria » Sordidezza , Grettezza, Parsi ninnici,
io j t | » Tenacità. Le due prime indicano avarizia sordida , e
i^’che a Sordidezza. Grettezza è vizio d’animo tapino, ristretto.
c ltì0I Ho Ul Cipriamente esprime moderazione nelle spese, nel trat-jrri ad ;.?j* ** molto alfine ad Assegnatczza ; benché questa valga rnv-
Tenacità nel mctaf.
ad {fi* ** u| mio amile au Asseg _ 7
i Q r ^ ,c are regola , economia nello spendere,
Ìtll27 'AHK^? a e * ; d° ni anche Spilorceria .
^^tìain* ’ V:, 'ris-zà-rc. fZV. <zss.] Mettere ad effetto /’ ayarizia.Lat.
dicati
va-ris-zà-re. v ...-^
*• Gr. Tf\^ovf.^ixv -rronuiAxi. Goni. Purg* ig. Lo for-
o/tóc 1cun '\ volta non fornica se non ima volta il coese; ma 1’a-Z* 1 », continuo avarizza.
***» G,. ì ?' l ?‘ [Add. m.] Bruttato del vizio dell' avarizia, Lat. ava-.?» che'(.y ^ '^PYvpos. Fior. Fin. A. Moti. Quegli è proprìamenteava-d quello che c da spendere, fioco, nov. 2. g- Intanto tut-
S( \ ° u P*di di danzivi gli vide, che, ec. E nov-8. 7. Pure aven-ff* r» V? <,fìut,m loe avaro fosse, alcuna fivilluzza d» gentilezza.
J^L^dor
Gente
ì>
invidiosa e superba. Petr. canz . p. 2. L* avaro^ s ign. s'usa sovente in forza di sost.] Albert. 12. DaU’ ava-
n * arnic riprende.
(i h«.. d ^-0 SÌì/H V//«v/ r
io ej .i- en ? P l *ò nascere , perchè l'avaro nulla fa a diritto se nonl’a r ° setv Sl m ' f0re - Am. ant . g. 102. AH’avaro non fa ha cagione diCavaleFruì* Ling* Nulla cosa è più scellerata , che
ri. ’ ai 0,>0t f ^OI
7cS ìtU< >. fìlos 7 c. ~s ~. L’ avaro è pronto a domandare, tardo a
del proprio scarso j
'h* gol Sa a ne n a *'e » ec., dell' altrui iar._
**»«. a P er crescer V arca , as>ottig(ìa il corpo per accrescer gua-l 'icov flì ' ltla ha rattratta a dare , distesa a ricevere, a dare chiu-si • re aperta.
t\) !*' >c c.itf U ò ^ carso ' Petr.son. 45 ’ E siate ornai di voi stesso più ava-1 x r. di !1, ^ quale, dove meno era di forza, cc., quivi più ava-
fó ’-hc f.’ t ctr - l<a i. Fani, ndl’ngg. K viti, Ciro piu di sangue ava-fi,' , IJ i ,'i v 7 i Vì . ù ' U’o. Fusi. G-ar. rj. 3 b- Prodigo del suu sangue, e del-1 1;>S *‘UnJru:iite è fatto avaro. Beni. Ori. 41 - 2<£ Gli uccide,Gj,. ^ 8 1 shuratta : Purea di carne e sangue un lupo avaro.’p7-]‘. d'ultra mai mercede Noti mi vedrete, o donna ,
1 >*e
4. Sol
r^to.
6 ’
«tr. j.- G'Sere : Non esser avaro di checché sia
9 lc esf C * le iuo sangue non fu avaro. (A)^ t f^%Zfr aro ventre per Fenire famelico Avaro sepolcro,v*® » ec, l As li,or(J tore ; Avaro Udo , per Paese abitato da genti
a JV ù, p ^
n / ^ posta e j f ? re : Gettarsi all’ avaro = Divenir avaro per elezione^ '
(A)
« proverbiai. L’impronto vince l’avaro, dicesi di chi pert\S Vrir o a'- b* 1 ' molto pregare ottiene alcuna cosa negata. ,
i)'. Ga i( ’' U - 'la Spizzeca , Mignella, Spilorcio , Taccagno , Barn-la,, 1 ’ e 'V). r Pillacchera , Cacastecchi. Mimi atta. Pittima , 8 orala ,T»i parte dilurida, sucida
'-u'n t j. > pillacchera , Cacastecchi , Mignatta, Pittima ,àj. av Uri z i a J' 1 ' 11 parte di queste voci sono basse e plebee, '' u ' i''*,'>■ ** n> ~ Km "‘rida, sucida ec., e corrispondono alla voce Sordido. •'."‘"Se sovente meschinità di animo, povertà di spirito. '
troppo attaccato al danaro. Lo stesso é Mignatta in
V-',
'*»o^" l '.n a ' Uo
S* cc, °'
4 ^hi’' Gr! ^' va- r°-nàc-cio. [ Add. e sm.J pegg. di Avarone. Lat. so, dideGn^ntc jhtvSipos. Fr. Giord. Pred. R. Credeauo die fosse, come
fcc., ■
U| ' ■
un avaronaccio sordido.
„ "Uè- Add. e sm. accr. di Avaro. Lor. Med. Arid. 2. 4 -i , ' ch e f avcr danaro l’avarone. Ceccb. Esili. Cr. 2. 3 . C’èAv!, e i 0 r® nu porti, avarone. hi Dot. 2. 5. Egli ha paura 1’ ava-) A "’ . richiegga di qualcosa.
- Va-»i, Advasi. Isola, principato, e città del Giappone . (G)
AVELLO 5 19
Avastomatei . » (Geog.) A-va-sto-ma-té-i. Popoli d’Africa nella Mauri tania. (G)
Avata. * (Geog.) A-và-ta. Città dell'Arabia Pelrea. —della Fenicia. (G)Avatca. * (Geog.) A-vàt-ca. Bujn della Russia Asiatica. (G)
Avatici. * (Geog.) A-và-ti-«i. Popoli della Gallia Narbonese. (G)
A ve. r. L. e ride Dio ti salvi. Modo di salutare altrui. Lai. ave. Gr.X«-‘ps. Dant. Purg. so. qo. Giurato n san a che dicesse Ave. E Par. 16.34 Oisserai: da quel di che fu detto Ave Al parto in che mia madreeh'è or santa, S’alleviò di ine, ond’ era grave. Morg. 1. 2. Quel diche Gabriel tuo ti disse Ave. Ar. Pur. 14. 8-j. Pareva Gahrìel che di-cesse Ave.
a — Ai prende anche per lo tempo in cui si die . un Ave maria; ondeIn mcn d’ un ave = In un tempo brevissimo. Gentil . Quindici
«’ aliògaro in men d’un ave ; ,GU altri campar grazia dell' Al-
tissimo. (A)
Ave. * (Geog.) Fiume del Portogallo . —* dell' Alemagna . fQ)
A vece. * Posto avverbio?, zs: in luogo et altro, In cambio . éJqcc. (0)a — * Pub vaiare In vece , ma non s’ uscirebbe bene dì ipialut^ uc cosaparlando. Rabbi. (0)
A. vedere. * .Posto iivvcvlial- co l v. Dare* V. (0)
A vedere e non vedbre. Parto avverbial. =• in un punto , In un attinto.Ambr. Furi. 1. 3. Dove prima e’ la teneva in casa, ora a Vedere e u>nvedere l ha cacciata nel monastero. (V)
A veduta. Posto avverbial. = Fedendo, hai. rìdendo. Gr. avroty*.F . i. 12. 3. Giucò ad un’ora a tre scacchieri co’ migliori maestridi scacchi di Firenze , giucando con due a niente, c col terzo a veduta,a — (Conmi.) A veduta, e oggi piu comunemente A vista, è termine de’mercatanti nelle lor lettere di cambio , a distinzione dell' altro termi-ne loro A uso; e dove questo penta significazione che il pagamentodelta somma compresa nella lettera debba farsi col rispetto e indugioprescritto in quella piazza dall'uso , fulcro poi esprime che debba pa-garsi la somma , e adempiersi t ordine della lettera , subito veduta lamedesima lettera.
A veggente. Posto avvelenai. V. A. Lo stesso che A veduta, [ma usatoper lo più a modo di prep .] Mir. Mad. i8. E immantinente a veg-gente di tulli coloro, ec.
A veglia, * Posto avv tbial. Col v. Andare. F. (0)
2 — * In generale Nel tempo della veglia. Gas. liim. Buri Si canteranper le taverne a veglia Li versi tuo’. (N)
Avegos. * (Geog.) A-vé-gos. Città del Portogallo . (G)
AvKi«o.*(Gcog.) A-vò-ì-ro. Lat. Avericurn.PiccoZa città del Portogallo.(fi)Avbìronb. * (Geog ) A-vei-ró-nc. Fr. Avcyrow. Fiume e dip. di Franciti,(G)Aveja. * (Geog.) A-vè-ja. Antica città d'Italia nel San/iio, (G)
A vela. * Posto avverbial. Col v. Anduc. F. (O)
A vela E remi. * Posto avveHmU. Cioè colla forza della vela, e colloquiode’ remi. Ar. Fw\ 8. 26. I naviganti per camin sicuro A vola e temiinsìno a Londra furo. (0) (N)
Avelenarb , A-ve-le-n;‘-re. Alt. F. A. F. e di' Avvelenare. Fr. Giord.
Pred. 4. (A)
Avelia
vela
evhelios ^_ 7 ^ .
58. Avelia e capitorza e sepajuola.
Avelimu. * (Geog.) A-ve-lì-mo. Città dell' Indie. (G)
Avella. * (Geog ) A-vèl-la, Ahella. Lai. Abetta. Piccola Città del regnadi Napoli in serra di Lavoro. (G)
Avellana. (Agr.) A-vel-l«Vna. £ S/i F. Lat. Frutto dell' Avellano, e vene sono ai diverse varietà : La sai valica che ha il frutto bislungo \ la.bianca che ha il frutto ùtauco; la pUtacchina che ha il fruito rossobislungo , di mediocre grossezza; la grossa tonda, eh’e di buon sapore-,e la grappolata che ha i fruiti <1 racemo.] —*, Avillana, Nocciunla, sin.Lat. noi avellana, £ coryli aveilanae fructus Lin.] Gr. As'rrox.xpyo».Cr. 5. 3. Ut. Dell’ avellane , cioè nocciuole. E n. 2. L* avellane sonocalde e poco secche, e san più fredde delie noci. E cap. 54- 1- Fa isuo’frutti (il seccomoj'o) come piccole avellane, i quali seminati na-scono. E 7. 5. 2. Ne’luoghi caldi f uliveto e’I ficheto, e selva di me-lagrani, ma ne*freddi c temperati favellane, le mele cotogne e le ne-spole. M. A Idoli'. La foglia piccola, che dimora intorno i’avellana, siè calda e secca.
Avellano. (Bot.) A-veMà-no. [.9m. Albero detta momeiu poliandria, fami-glia delle amentacee , che ha fusto diritto , ramoso , con la scorza gialla -siva nella gioventù , grigiastra in seguito ; le fòglùi alterne , piccioltue ,ovaio-rotonde ; ed i fiori maschi in amenti gialli , pendenti. E indi-geno nella maggior parte de' boschi dell Europa. ] —•, Noeeuiolo ,sin. Lat. corylus, [corylus avellana Lin.j Gr. «-ri 'pukos. Amet. Qui-vi in molte verghe surgeano avellani. Cr. 7. 5. 3. Ma gli ulivi e 1fichi e ì melagrani c gli avellani e i meli cotogni c x nespoli polimmostar partiti da 12 ialino in 20 piedi.
Avellano . * Add. pr. m. Di Avella . (B) »
Avella.ro. (Asti.) A-vel-là-1-0. Sm. Nome della stella chiamata anche
AvMLmuf, T-viillc-r^ C^U- ®»1 L S '' l o l, f re ' Svellere, Sbar-bari Lai avellere. Gr. *«*«*'**. Petr. son. 8,4. Ch ogm basso pai-
sicr del cor “• avute. cnm . Di Avellino . (B)
iS2T’»iS23U.. ^j-5," «**-•«“ "
Avello , A l , p a [ j at- hni haro labellum che significava il
chiami. c j )e - v j en ,ial puro lat. labellum diminut. di labrum
r^riWi’vase per attigner V acqua o per bagnarsi: c ciò per si-iiulìtudinc di figura. Murai. ) Buco. n<w. 79 . 34. A voi si convienet . n _- r m odo che voi siate stasera m sul primo sonno m su uno di qoe-gh'avelli rilevatile. Dant- Inf. g. u8. Che tra B h avelli fiamme erano