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sparte. Quid. G. Gli fecero reale onore, mettendolo in un avello di
marmo intagliato. ita or
jvello dilK da Sepoltura , Cassa sepolcrale , Arca o arcojago ,Mausoleo , Cenotajìo. Sepoltura si prende d’ordinario per Sepolcro-,ma esprime ancora 1 ’ atto del seppellire. Arca è generico , e si diceper simili!. Cassa sepolcrale resi-Agnc la idea, e determina il reci-piente de'cadaveri, li Sarcofago era quello ove gli antichi riponevanoi cadaveri clic non si yole^no abbruciare. Mausoleo (daMausolo) èpropriamente macchina sepolcrale. Il Cenotafio é un monumento, unsepolcro vuoto , senza spoglie o reliquia alcuna : è alfine a Mausoleo .Ave maria, Avemmarh , A-vim-ma-rì-a. L*fY] Orazione che si porgealla nostra Donnei 9 U{ d comincia così, Lat. salutatio angelica. Òr.ònrrfa<r(Aè$ Doni. Par . 3 . 121. Cosi parlommij c poi cominciò,
Ave Maria cantando. Bocc. nov . 12. 4 - Ho sempre avuto in costume,camminando? di dir la mattina, cc. , un paternostro e una ave ma-ria quando esco dell'albergo. Cr. 4 4 - H quivi tanto si lasci,
che'si possano dir due ave marie , c poi si secchino.
2 _ elìce anche a quei tre tocchi eli campana che suonano all*al-
ba, « mezzo di e a sera, per cenno che si saluti con detta orazio-n , la nostra Donna [, ma piu generalm . si prende per quello de. lasera.] Bocc. nov. 7 g. 36 . Colà un poco dopo fave maria passai al-iato al cimitero. Segr. Dior. Cliz. 2. 4 - Venuta la sera, sempre favemaria lo trovava in casa. Alleg. 8 7. Questi dall’ima all'altra ave mariaLasciati pur riposare il debitore.
3 — Si dicono Ave marie le pallottoline della corona , minori di quelleche si chiamano Paternostri.
/j. — * L’avo maria de’ morti è il sonar delle campane nella morte diqualcheduno ; e anche in alcuni luoghi il suono della campana adun* o ?n di sera dopo V avemaria. (A)
5 —• * Il tempo che s’impùga a dire un'ave maria. Tassai. Secch. 1. 61.
E perchè ognun moriva d'appetito, In un’ave maria fu sparecchiato. ( 1 Y)Avena ? A-vc-ua. [A/.] Giramento pastorale da fiato. Lat. avena, calu-nnis. Gr. aùxos. Tass. Ger. 7. 6. Ma son , mentre ella piange, isuoi lamenti Rotti da un chiaro suon eh’a lei ne viene, Che sembra,ed è, di pastorali accenti Misto , e di boscherecce inculte avene. Ru-celi. Ap. 227. Non suon di canne , o di sottile avena, Ma celeste ar-monia di moti eterni.
2 — (Boi.) À-vè-na. [Sf. Genere di piante della triandria diginia, fa-miglia delle graminacee , una delle cui specie somministra in granoed in paglia nutrimento al bestiame , specialmente ai cavalli, ed allepacche ; e della /emina di esso grano si nutrisce il contadino in qualcheprovincia della Plancia , e della Svizzera , se ne fa pure cataplasmie decozioni. Lat. uv-ettrrWttva,} Lib. citr. malati. Usi a pasto la bolli-tura di avena. Pur. 27. E loglio c avena £1 nascer Iraniani .Avenale. * (Geog.) A-vc-nà-ie. Ponente del regno Lombardo-Vene »to. (Van)
A vento. * (Geog.) A-và-ni-o. Lo stesso che Avignone . V. Lo stesso cheAbitmio. V. (G)
A venire, A-ve-m-re. iV. ass. anom. V. A. V. e di'Avvenire. Fr. Gìord.Pred. 26. (O) Bemb. Star. L. 1 . p. 8. In poco d'ora poteva avenire,eh’ ella fòsse di quel regno cacciala. (N)
Aventare , A-ven-tù-re. [N. ass.] V. A. Venire avanti, Crescere , Alli-gnare. (Quasi avanti ire.) Cr. lat. disse convalescere. Gr. è-mhihóvctt.Pallad. Agost. 5 . Voglionsi seminare in grandi spazii e con grandifòsse : aventauo migliori nel renaccio.
2 — Avventare, Scagliare. (V. Avventare.) Bemb. Star. 5 . 68. Con tuttele guise d’arme da aventare francamente difendendosi, la Terra pren-dere non poterono. (V)
A ventato , A-veii'là-to. Add. m. da A ventare. V. A . Cresciuto , Alli-gnato. Pallad. D. Meglio aventulo , se si pongon le vermene suebarbate.
Avente, A-vcn-tc. {Pari, del v. Avere.] Che ha. Lat. hahens. Gr. Ìx,wv.Cr. 3 . 7. 1Ò . Il pane poco fermentato , non avente sale e non bencotto , viscosità crea. E 10. 24 • 2. Pertiche grandi , cc ., aventi nelcapo superiore quattro 0 cinque verghe. E cap. 35 . 6. E sopra lorosi tenga un’assicella , nel mezzo avente un chiovo ritolto. Red.Annot .Ditir. 120. Sonetti di Gillio LellL colla coda, aventi diciassette versi.Avektia. * (Mit. Cclt.) A-vén-ti-a. Dea degli Elvezii. (Mit)
Aventico. * (Geog.) A-vcn-lhco. Lat. Aventicum Helvetiorum. Anticaciuà degii Elvezii , che si crede Avance. (G)
A ventina. * (Mit. Rom.) A-ven-ti-ua. Soprannome di Diana dal suotempio sull Aventino . (Mit)
Aventino , * A-ven-ti-no. N. P r : m : Avcntìnus. (Dal lat. adventus
venuto , sopravvenuto- ) — Piglio dì Ercole e di Bea ■ (B)
2 — * (Geog.) Uno de sette colli di Roma. (G)
A vento. * Posto avverimi, == Indarno, Invano. Lat. perperam , in-cassili? 1 . Bemb. leu. 3 . 2Q. voi. 5 ,pag. 276. Acciò non vi venga senzaqualche titolo c forma che faccia vedere ch’egli a vento non vi sia ve-nuto. (N)
A vento aperto. * (Chini.) Fornello a vento aperto, p. Aperto, $. 16, (N)
A ventura. Posto avverbial.zz: A caso .—, Alla ventura, sin. Ar. Pur.
23 . ig. Pur andare a ventura ella si messe.
2 — Usato a modo di prep. A rischio. P'av. Esop. 32 . Test. Jìiccard.Meglio è avere da mangiare e da bere, e vivere sicuro e ubbidire, chevivere come fo io, e ire a ventura di morte. (P)
Aventurina. (Min.) A-ven-tu-rì-na. Sm. Nome che si dà ad una specie .di quarzo , e fu così detta perchè essendo per avventura caduta lalunatura di ottone in una pasta vetrosa. , la massa acquisto de ’ riflessimetallici. Questo accidente fece introdurre dagli artefici nelle pastele lamine di mica pi'ima bruciate e poi ridotte in polvere, per avereun aveniurwa migliore. Questo nome fu in seguito adattato al quarzo/al ino gran, lioso , che dà riflessi simili a quelli dell' aventurina ar-ti fi cade. C osi fu pur detto d quarzo comune , che a cagione dellelimine di m !r a riceve una tessitura, granellosa ed i riflessi metallici.
AVERE
Quest ultima è assai stimata pel pulimento che riceve , e se ne fi 11collane , braccialetti, ec. —, Avventurina, sin. (N) fc
Avenzia.* (Geog.) À-vèn-zi-a , Avcnza. Lat. Aventìa. Fiume dell 1scuiia, poi dello /’Avcnza. (G) ,. /£)
Aveo. * (Geog.) 'A-ve-o. Città della Tui'chia Asiatica nella 'Avera. * (Geog.) A-vè-ra. Ani. cit. d'Asia nella Pahnireiuu (fijAveranista. * (Lctt.) A-ve-ra-nì-sta. Sm. Seguace o difensore alseppe Avcrani. Lami. Berg. (N) ,
A verro. Posto avverbial. Lo stesso che A verbo a verbo. L a f ,^< 1 *bum. Gr. tziirots roìs fasciti. G. P. 12. 112. 2. Mandò al donaFirenze l’infrascritta lettera, la quale facemmo volgarizzare a Ycb’ era in latino , ec. n tttf
A verbo a. verbo. Posto avvei'bial. A pai'ola per parola, Sepstf fl,muna parola .—, A verbo, sin.Lat. ad yerbum. Gr.ccfaots roà f £
P. 11. ig. Metteremo appresso a verbo a verbo la detta dichiat 3 ^2 — Dicesi anche Verbo a verbo, e vale lo stesso. G. P. **• 2 fcC èLa quale (pistolaJ in questa nostra opera ci pare degno di Jl1in nota verbo a verbo-, a perpetua memoria. . « fls
Avere , A-vé-rc, l Però. anom. ausiliario , cosi denominato pere' 1 ^ ,jjugato co' v. tanto di signiflcazione attiva quanto neutra, sotW[mancamenti delle voci de' Loro tempi.] Dinota posscdùucn'Aed è semplice e coi,jugato : conjugato o con se medesimo, 0 C ! Jd'attiva terminazione ne’lor preteriti , e ne'futuri dele dell' infinito-, ed è anche conjugato dagli altri vei'bi. Afd* A Q SfGi\ à'x 5 '»'. E di esso e degli antichi verbi difettivi Aggio e A jydarà notizia appresso e colla dichiarazione agli esempli ? e c °
stinzione delle maniere.
1 '— * Lf ai'ie. uscite e maniere, per lo più antiquate , di scru' eV€ Qr Ptempi di questo verbo : Abbi per Abbia. Salo. Avvert. 4 * 2 ‘ e2 j#abbi 0 egli abbi, e quei vadino in vece di abbia, e di vadano e c ’’dio nel miglior secolo trascorsero nelle scritture. (V) r gsjOf
2 1 — 1 * Ajo per Ho- Rim. Ant. Fr. li. Noi. Giac. Canz. 7*
ancor 5 non credo mai si stingua. (V) j r I 1 ?'
3 — * Ani per Avrà. Alam. Colt „ 3 . y 3 . E nel tempo avvc°
rà più larga. (V) _ .. (T
4 — * Aria per Ayria. Bemb. pros. 1. 22. Il dire Aria 5 ì> ou „ fi 0,
dia, eli’ egli (il Petrarca ) usò alle volte, è uso ìncdesiriiaiae 11veuzale. (V) , Jjtf'
5 — * Ave per Ha. Alam, Colt. 4 - 88. Guardi poi tutto <I ucl
1 ti
, £ po
ave in cura. (V)
6 — * Avtuo per Avevano. Lia. 31 . 8. Che poca sper- inZ
nella pace di Sanniti. (V) itili ^
7 — * Avercbbe per Avrebbe. Carole. Simb. 2. 18.
rebbe copiosa materia a parlare dc’benefizii ricevuti da Dio - V
8 — * Avesti per Aveste. Lib. 31 . Voi tacesti tanto che vo
consoli , quali niauteneano la vostra parte. (V) i-h'^*
9 — * Avellono per Ebbero. Cit. <8. Gio. io 3 . E appena
vettono compiute l’orazioni, il demonio si parti. (V) [, c iiC '
10 — * Aviamo per Abbiamo. Alam. Colt. 1. io. E quanto
yiam da te si chiame. (V) % ’
11 — [Avri per Avrete , detto alla lombarda .] Bocc. nov- ‘rnon [l’avri da mi, donna Brunetta, voi non l’avri da aù- p a fcr
12 — * Ha’ per Hai. Vii. SS. PP. 2. iti2. Oimé misero-
mi abbi abbandonato, die non mi ha’ visitato. (V) or- 1 ! 1 .)
■ i — * Ilae per Ha. Vit. ÒS. PP. 2. 164. Io non ho c . l, ^ a
per piacere a Dio , come hae questa per piacere agli uomini “ lS ,|cK|
■ 4 — [Haja per Abbia.] Dant. Par. 1 7.t3p.Cliè l’animo dinon posa, TSè ferma fede per esempio c’liaja La sua radica
C nascosa. * iji^ ,
1 5 — [Ilei per Ebbi.] Tratt. Giamb. E quando bei cosi tj' 1 ^
vai ritto in piedi, del tenebroso luogo pensando. E appi' esS J ^^do hei assai cercato e veduto , e diligentemente considerai 0 ? ^se il cuor mio a pictadc. #?.
2 — Presso gli antichis'è usato Àbbo per Ho. Vani. Inf
to io f abbo in grado, mentre io vivo, Convien che nella ^si scerna. E 32.4. S’io avessi le rime e aspre e chiocce,. tC ‘’, fillerrei di mio concetto il suco Più pienamente; ma perdi’» 0 *!
a-— [ Onde Abbiendo per Avendo.] Vii . Crisi. D ■ A° avere e vestimento secondo la convenevole necessità , e ,
chiauza. G. V 7. 101. 1. Abbiendo raiuiata grande oste 1 ^
si parti di Francia . Ttfcid 1 ^ ^
3 —[ Abbiavaino per Avevamo.] Vit. Plul. Strad . &esiliato noi abbiavamo tribolazioni. . .. ris] 71
4 — * Abbiuto per Avuto. Fr. Bari . 287. 20. Ed abbui ^
questo c’ho qui detto. (V) j 0 0°
5 —. * Ahbuto per Avuto. Rim. Ani. Fr. Guitt. Perii e 11
averei abhuto. (V) fai
3 —Aggio è lo stesso che Ho, ma oltre la prima. V erSOf1 }l ic.d^ Sldell'indicativo , non ha se non le x voci del tempo P rcsetivo. Oggidì non è più in uso. (E voce del dialetto 11 ’ pjrjvasi in uso anche in altri dialetti del Regno.) Petr. (e;
- - ^ ' far si basso.’’ C“ f L # ^
1 ■ c««rrato •rftjR*
1. io. 02. Aggio compiuto 11 imo corso, cu ugn 10 _ ' n.. r ò, sl “ ,J
care
3 -
han
pi-offerto il cuor; ma a voi non piace Mirar. io. 82. Aggio compiuto il mio corso, cd aggio scl ''' a 'T d$ t,L " |2 — C Onde Aggiatc per Abbiate.] Pe/r. Son. 8t.Jt L ’ paro, uggiate cura Che similmente non avvegna a voi. v ad-i— * Aggiano per Abbiano. Alam. Colt, i- iQ - (0 f , ^
n le piante sue patria più cara, Qual aggian4 ■— Usato in varie guise nel sentimento possessivo. ^
i'x av ‘ Bocc. nov. 7. 6. Il quale si crede che sia il P 1 !* io*’’ /
sue entrate, che abbia la Chiesa di Dio, dal papa \ n a4. Ordinò con una sua fante, che Federigo le v ' e . nls ( -; a inC^ |t f |ii 1 ’ t 1 ,^un luogo mollo bello, che il detto Gianni aveva !“.cV a ,V26. <7. Ho nondimeno provveduto c trovato ìnrdo ^ *
parie. Enóv. 76. ià. Ma che n’avesti, sozio? alla l )l