5 22 AVERE A BARATTO
1 /allro di sull’ ora imposta si trovò con ISoddo. ed cbbono Miche-le Cini.
26 — * Godere, Possedere, in sìgn. osceno. Bocc. g. 8. n. 8 . Egli ha
la mia donna avuta, ed io intendo d’aver te. (JPergami) E g. 10. n. 8.Nè . . . la volli men che onestamente avere. Cliz. 1. 1. Perchè ten-tare d’ averla prima che maritata, gli dovrà parere cosa impia ebrutta. (N) r
27 — * Guadagnare, Acquistare , Ottenere, dogo così nel proprio comenel Jig. Dant. Par. 27. E se natura o arte fé pasture Da pigliar occhiper aver la mente In carne umana , o nelle sue pinture ec. Eìl S.Maria Madd.gò. Erano sì duri questi chiavelli, che tutte le mani siconvcniauo squarciare per avergli. (V)
a — E detto di castella e simili. Star. Semif. j5. Li Fiorentini man-darono loro oste sopra lo castello di Pogua, e quello per assedio eb-bono. (V)
28 — * Operare. Vit. S. Frane. 186. Dio lo esaltò, perche ha Dio esalta-zione degli Limili. (V)
29 — Posseder facoltà. Diar. Mon.347 • Se i minuti avessero vinto, ognibuon cittadino, clic avesse , sarebbe stato cacciato di casa sua.
3 0 — Procacciare , Provvedere. Nov. ant.54 2. Che ordinò questa gentildonna?Ebbe uno cavallo, e da’suoi fanti il fece vivo scorticare.» Vii.SS. PP. 2. 3g. Or va e abbi molte altre lucerne, e accendile a questa.(V)
3 1 —Reputare, Stimare , hai. ducere, exislimare. Gr. vepi'^uv. Bocc. nov.1. 3o. Diedegli la sua benedizione , avendolo per santissimo uomo. E110v.11. 11. Martellino rispondea motteggiando, quasi per niente aves-se quella presura. E nov. 27. '62. Abbigli per fratelli e per amici. E Vis.g, Scguia Fabricio, clic gli eccelsi onori Più disiò , che posseder ric-chezza , Avendo quei per più cari e maggiori. Rusp. Rim. Un ch’io nonho per buon, non che per santo.
3 a — * Ricevere, e dicesi cosi in buona che in cattiva parte . Pass. 82 .Furo anienduc sentenziati al fuoco. Allora disse la sirocchìa : Fralelmio questo ho io per te. Fior. S. Brune, ig. Vuoi sapere perché tut-to i) mondo mi venga diritto? Questo ho io da quegli occhi dell’ al-tissimo Iddio. Fr. Giord. log- Dunque in ciò che le diceano (/e cosefuture ) era cosa manifèsta, che l’avevano da Dio . E 84. Io non ho que-ste cose da me medesimo, ma d’altrui, cioè da Dio . (V)
yf, 3 — E parlando di colpi e simili, mettendosi invece nel 2. 0 casolo strumento. Brune. Suedi . nov. 140. Intrò dentro e volendo divi-dere i cicchi, ebbe d* una mazza nel viso.
33 — Ricevere avviso , [Risapere, Aver notizia .}Bocci nov. 3g. 7. Donna,io lio avuto da lui, ch’egli non ci-può esser di qui a domane. » Stor.Semifi 17. Tesiti resterebbe a dire chi cotali consoli e rettoli si fos-sero 5 ma perocché di parte di loro non aviamo , gli tralasceremo.Solo aviamo dello signore detto ec. E 18. Avendo lo Conte avuto pervia da un suo fedele ec. Qualmente si erano dentro preparati alia di-fesa ec. (V)
34 — Ricevere in dono. Car. Eneid . 5. 806. Cavalcava un destrier chesoriano Era di razza , e della Leila Dido L’avca per un ricordo e perun pegno DeH’amor suo. (M)
35 — * Ritenere. Petr. p. 1. son. 68. Fuggendo la prigione ove amor m’eb-be Moli’anni a far di me quel che a lui parve. (V)
36 —Sapere, Avere imparato. Car. Am. Past. 3. Tu non hai fino adora tutto lo intero dell’arte , nè manco la pratica di quanto t’ho in-segnato. (M)
37 — Sentirsi. Bocc. nov. 67. 7. Che avesti, Anichino? Duolti cosi, eh’ ioti vinca ? E nov. 6g. 1 7, Or che avesti , che fai colai viso ?
38 — * Stimare. Vit. S. Gir. Se egli ama lo suo avversario, certo quic molto da avere, che questo amare sia secondo Dio . (V)
39 — Tenere, Pigliare , Togliere. Bocc. nov. 14 18- Un sacco gli do-nasse , e avessesi quella cassa.
4 o—Tenere, Occupare. Car.En. 7. 4 )1t Ecco han del Tcbro La desia-ta foce. (IVI)
4 1 —Trovare, Rinvenire, Investigare. Bocc. nov. 18 . 22. Perchè parte par-ve al medico avere della cagione della infermità del giovane.
42 — SÌ adopera in varie forme , e se ne compongono diverse maniereassai usate e proprie ed espressive , dichiarate in buona parte sotto leloro onci principali• pure si darà qui cenno di alcune , oltre alle espres-se di sopra, in patte d-lle quali il verbo Avere par che pìgli la forzadel verbo Essere , o di altri verbi, come sopra si dice.
43 —• Se precede a nomi posti senza articolo , e che non vi si soggiun-ga altro verbo , prende la signi/icama dal nome che il segue , e neesprime Ì azione , di che il nome dinota l essenza e la sustanza : va-ria ben talora la forma della costruzione. Per maggior notizia di che ,benché più parte di simili locuzioni spiegale siano alle lor voci, purequi appresso se ne noteranno alcune piu frequenti nell uso.
Avene a baratto * zzi Barattare. V. A baratto. (N)
— a buon mercato. Lo stesso che Aver buon mercato. V. (N)
— a capitale zz Bar capitole o stima , [Avere in pregio.] D. Gio. Celi .lett. i3- Se colui, che ci manda, non ci riputasse vilissime, non a cosivili uomini ci manderebbe: se ci avesse punto a capitale, non cosi a-gevolmente ci partirebbe da sé.
— a caro * = Gradire , Amare , Lo stesso che Aver caro. V. Ca-vale. Simb. 1. 3i. 3i2. Molti molto più hanno a caro li loro cani,che Ji poveri loro fratelli. Segr. Fior. Disc. 1. Ea nobiltà ec.aveva a caro eh’ avendosi a trapassar il modo, lo trapassassino i suoi enon la plebe. (N)
a carte quarantotto * ~ Avere in dispregio. Cr. alla v. Carta, §.
4- v. ( 0 )
— accordo zz Essere in pace, in concordia. Cecch. Mogi. 1. 2. Io hopur così poco accordo- con moglicma , ec. Bir. Lue. 1. 2. Se tu nonfai pensiero di accomodarti alla voglia mia, noi arem poco accordoinsieme. (V)
— A comandamento * -zz Governare, Avere a governo , e vi si aggiu-giw il pronome. Cronichet. /d/.Ed in questo anno i Fiorentini v’an-
AVERE A MENTE
dai ono ad oste, ed ebbero la terra a loro cumandanicnto. Zf (l ! } P rCS ^.E in questo anno ebbono i Fiorentini tutta Toscana a lorocoi^mento. (B) . {1 ,
Tener caro , Far conto. Lat. cordi babere. Fir. Tfl ,h ■
— A CUORE
se vostre, clic voi stesso. Ar. Bur. 18. i3t. Grifon,che poco Ri-avevi quell’arme ec. Gli disse. E sat. 4 Ora nessuno Abbia a
- a disdegnoqui mi mena ,
Padrone , lasciate il pensino a me, che io non ho manco a cU < 01
cose ' 1 .‘ ■* ' 0 0 ‘ a
re a
più di ine la cura mia. (N)
a — * Avere nel pensiero o nella memoria. Lo stesso che fi-rn cuore. Cr. alla v. Cuore, 39. V. (N)
— a cura. * V . Aver cura, 5. 4 (O)
~ = Non curare. Dant. Inf 10. Colui ch’attende
ujLjici, Forse cui Guido vostro ebbe a disdegno. (B)
— a dispetto. Contrario di Avere a grado, e vate Dispregiare*' ' nje
in dispetto. Dant. Ritti. 43. E questo vo’per merlo Per voi, non 3*cerio, Ch’ aggiate a vii ciascuno e ti a dispetto. (P) Intvod . ' ll ,j l ji)0La natura di poca cosa si chiama contenta,e se le darai di sopC rtfaralle male , o avrallo a dispetto. (B) ,
— a dispiacere s =3 Sentir noja , dispiacere. Lat. displicere. Gf Qtpio-utiv. Ar. Bur. z i. 70. Se prima l’avea a noja e a dispiaci *
f odia sì , die non la può vedere. G 1 '^*
— a fare. * Nota modo strano. Cecch. Dot. 3. 2. Vo’ trovare t y»ba
mo,.«.che so chVv’ha a far vicino f a quel podere.J (Ci^’casa o stabile vicino.) (V) . £,(N),
a — * Non aver a fare nulla una -cosa con un’altra. V.Avereyy,
— a fare di una o di uno * = Giacer carnalmente seco. ^
anche Aver che fare. JP. G. V * *2. 5 o. li quale si dicea che aV^a ^1di lei, E g8 . Con tutto che palesemente si dicea che detto mes# ^0^avea a fai e di lei. E 2. 8. E morto il suo signore per lo sU °servigio alla donna piacque ed ebbe a fare di lui. (V) . c ^‘
a —* E in generale, Aver a fare della àomuxzzzConoscerli .mente. Branca Sacch. nov. 112. Quando io ho avuto a faredna, mi pai 1 essere dell’altro mondo; sì rimango vinto. (V) qJ*3 —* E così dicesi anche Aver a fare oche fare con6.46.E‘delio re Manfredi fu nato per madre d’ima bella donna f p-che&i Lancia di Lombardia , con cui lo impcradore ebbe a “j5 o. Il quale si dicea palese che avea a fare colla regina, (y j l3
— A fare in un luogo. * Parlando de* mercatanti vale A vt ' |£ » e c0^
luoghi crediti , danajo, merci, ec. G. V . g. 80. E 01 dirtossì con ^ fgnic di Firenze de’ mercatanti , che aveano a far in Fra»c» a > p# 1E 2. 28. Convenne c’ mercatanti che aveano a fare a Geno ’ ,dassono foro il danaro. (V) sfanne
— agio = Tener comodità. Lat. opportuni tatem babere. Or-
*X stf - Guid. G. 3o. Le quali tutte fi Greci occupano, ec*?grande agio. _ „ , c „ „ 0 ii nif J ‘’ s ' 1
— A governo = Governare. Frane. Sacch. nov. 212. Sallo l il0 i tei*Jec., chi sono, o da che sono li più che hanno a governo h
—i a grado — Gradire , [e vi s‘ interpone anche t aggufit 0 gì' 1 * 1 ^simile. ] —, Avere in grado, Avere a caro, Aver caro, sin* li .. g 0 vhabcrc. Gr. àpìonuv. G. V • 8.115. 1 . Onde il detto Legato cgrado da’Fiorentini, cc. „ ^|[3 ^ j|
ai fianchi. Nel senso di Avere eguali. Ar. Fur. 26.
crudele (parla dell’ avarizia) il più molesto Non sarà d L 1 p n 1 're de’Franchi; K ben convicn clic molti ecceda in <juesto> iprima, e pochi 11’abbia ai fianchi. (Cioè-, cke nessuno lo s 'liberalità , e pochi V eguaglino.) (M) _ _ . ln tte 01
— aiuto * — Esser soccorso. Tass. (ì-r. 3. 65. Ma le vie
P'
AIUTO " esser soccorso. 1 ass. lr-r. o. o j. iuìi *>= y.
Ver puotc ajnto Tenta Goffredo d' impedirle almeno. O-V yit.S- 'v- al certo = Tener per certo. —, Aver per certo, sl "' qu a,)
3 y. Al certo abbiate che nulla cosa nuoce tanto alt’ uoin ) pmala compagnia. (V) . _A a
— ALLA mente. * Lo stesso che Avere a mente, Avere
Bocc. g. 3 . n. io. Delle altrui canzoni io non so, ne ®-n’ho alla mente. (N) j (Jr-XfJ r (
— allegrezza = Rallegrarsi. Lat. laetitiam babere, laet (jlta «
G. C. 7. 10Ì. 1. Come lo re di Francia seppe la 7 Ifi
d’Araona, egli e la sua gente ne cbbono grande allegi ^ esf’ 0 n»
— ALLE MANI UNA cosa * - Averta presta. , In pronto , c i,irl v oitrattato agevole. Frane. Sacch. ii. iy3. Av mi volete f( , ci ,„Ufiorini, io ho alle mani cosa che vi darà il maggi® e ( j [rl to‘ s »aveste mai. (V) Fegez. 172. Ne’ inuri i sassi e tutti g ‘ .‘ u0 , cd
si pongono ammannati, acciocché ... alle mani gn au yi-
capi de’nemici gli possano voltare. (Pr) . j n nc tl °'
_ìl netto. * Parlandosi di Scritture, vale Averle posi G f :
mem. e
— al sole = J'osseaer acni siaoiu. i^iu. wua “****• '
<•». .7 _ TKrv.-IOSe LU
vp e^sw.
in i‘ 4
to. * Parlandosi di Scritture, vide Averle pu»> | 0':
Lett. ined. (Pe) . , poSS' - ^ nl^
.E = Posseder beni stabili. Lat. bona immoinna 1 yo-Vf-rpuu éx-uv. Tratt. segr. cos. domi. Vanno boriose “ |j a u» è. fibeni al sole. Coni . Maulell. E’non ha tanto al so ,c .gioì'- ?' <f''
Il sole. c.0m. infinteli. I. nei ua ^ ,
.LE Aver per male , Provare dispiacere. Ben• ■Alessandro , avendo a male che ’l signor V'ng 1
- A MAL
Papa Alessandr
avesse avuto ardire di comperare , ec,
— A MANO. * V■ Avere in mano §. 4 - t l> <) n . _
— A memoria. * Lo stesso che Avere a mente. » 1 c(♦<:$.**/V) f g
cor non sarebbe Lo mio dover jicr pcniteiizia scem
di’a memoria m’ebbe Pier Pettignano in sue sal ’. c a cc ioe f ,;cA'
2 — * E col segno del 3. caso. Rie. Mal. cap.10. . aV ca ^
arcssono a memoria alla sua morte e ingiuria che ( 1 ,jei ,,f ’/^
dei Pioinani. (V)
Ricordarsi. — ,
vere a memoria , sin. Lai. mcinmisse. Gr. /nr-f 71 ^ e 1 '
meste = Rammemorarsi ,
— , niti' 1 - . .[il 1
. Gr. /xsfoTHp®! L . i>e‘ r ^
La nobile virtù Beatrice intende Per lo libero ai/d 11 ’ J,.%
Che 1 ' abbi a mente , se a parlar teli prende. f a ss<A, — * Dicesi di scritto che si sappia a " ,cmK tutto a mente avea Saut' Agostino. (N)