AVERE A MOLESTO
^ dispiacersi. Tralt. Cù\ /.' 4 Li quali <V essere usciti*pLi * e gami della lussuria non avrebbouo a molesto, né dalli suoi sa*
" AMO 1 ' 10 t * lS P rC ' iZat ‘* (N)
W r ftE *'"— Portare affezione. Lat. benevolenfcia prosegui. Gv.
pr^L* e X £JV * Bocc. no\>. g8. /}?.. L’ amore, il quale avea a Gisippo ,sor' f ien * ;e rivolse a Tito. Dant. Par. i. 118. Né pur le creature, cheletto e° le ^ intelligenza, quest'arco saetta j Ma quelle c’hanno intei-
ptr” E p LlGE , NZA * “ Dispregiare , Trascurare. Incroci. Viri. 14 i Euice San Paolo : Fistiuol mio, non avere a negligenza la disci-
■lise ni; ui
- k Jf Wain Uomini.) (B)di v m? :,TE — •Stimar nulla. Far. Esop. i 3 i. Ninno... prenda ardire,f f... ,lnc SS' ar <! e arrogautare i miseri e piccolini, e averli a niente.
" d n , lhu facm '-) O)
avi lt M0, Co stesso che Avere in animo, Pensare. Cas. Leti. 38 . Io hoa . lllmo risegnare il segretariato a uno di questi miei nipoti.(B),1 a. I . A ^Propriamente Sentirnoja di alcuna cosa. Lo stesso che Averespiacerc. F. poliz. Bah 10. Le fantastiche e le ombrose , Non le™'^ver più a noja. (N)
- t Forse, anche per estensione, ] Odiare. Lat. odio habere. Or." A E li. rn. liuti. Tanto 1 ’ bau proprio i suoi figliuoli a noja.
43 , ., T . ro ~ Avere a cuore , Aver caro , farne conto. Ar. Fur.21.c!)„ ., ®*o onor altramente sarà tratto, E di quel del mio Argeo,, ^ * n hai detto Averlo tinto, o più ebe il proprio, a petto. (M)c he r Z ea//; agg. di Fanciullo, Bambino o simili dicesi dede balie
N App e ° ""ottano. Or. alla v. Petto, F. (O)
, 1 r ' ’ Aver farne. Lat. esurire. Or. irai-fS-'.
T>.is C( T? U'.'^erare , Appetire , A ver voglia. Lat. appetere, concu-tìV- Beni. Ori. 1. 2. 65 . Ecci, diceva, alcun altro
^ a l’kì- a qualche appetito di cascare ?
ardj r( f E "r* -Ardire. Lat. audere. Gr.ro\^civ. Dant. Inf. 2. 123 . Perché^Vetp e franchezza non hai? » Segnar. Pred. 6 . 3 . Come dunque...a Sc ar< ‘“ re di oilendere tanto Dio .. ? (N)
^( 7 j 5q ^ Aver a Ale , Schifare , [ c dicesi anche ., ma in modo
^ Ve - e a stomaco.] F. Sellilo. Lat. contemplai habere. Gr. ita plisciava^ 0 * 5 ' 7 ^*'* 7* i ^°‘ hhspregiandoli , e dicendo che si
tiicntc rì p - Come donne, e pettmavansi le zazzere, aveanli a schifo e perftl ‘ ^ tr ' As. 126. Ancorché il sole 1 ’ avesse a schifo.
"* a 8cq °* Do stesso che Avere astio. F.
A s u = Disprezzare , Abborrire. F. Avere scorno. §. 2.pwj f GNa == Sdegnare. Lat. despicero , despectuì habere. Gr. ckty'v-gno | ^ Morg. 21. 8 j. Questa persegue i buon , perchè gli ha a sde-c oitlè -T1 . c l* e v’c delle barbe sol una. » Petr. canz. 4 * CanteròH> t hho 10 /'DN SSj ^ * u Idiertade 5 Meo Lee Amor nel mio albergo a sdegno
>bì
tate
»
Clu
wmare a se. Buon. Fier. 2. 18. Tornando indietro,
’ * S 0sp ' a voi ’tbargetlo.
“ere, ~ Avere diffidenza, Won si fidare. Lai. suspicioni ha-
StJ i»pctto’' uro '~^'*'. 0. E. 7. 101. 2. I Gbibcliini t’avevano aa ^ > perché era di progenia e nazione guelfi.av er« dubitare. Baigli. Urig. Fin. 10Q. Dico, clic chiunque ha o puòl | * e fi„m 80s l ,c,to U presente sito nella prima condotta della colonia. Ila
• 1 *̰ SA = Averne fallo guadagno. Uscirne con onore. Ar.
< r Vi >llo' 1' U’ incognito campimi clic restò ritto, K vide l’altro colv * l’itinn 11 tei ' i ' a 1 Stimando avere assai di quel conflitto , Non si curò*s Tl0 la guerra. (IVI)
«’lii
ì. Astiare Aschiare. —, Avere ascliio, sin. Lat. iuviderc. Gr.:«* leB: r. ,1. 1,3. 5 . 1 vivi ebhon astio de’ morti, per le soper-é * 5T 0 ,, ^‘azioni occorse alla nostra città.
^ *0Di Ac °- Lo stesso che Avere a schifo. f r .
*■ vi 1e 2a 0 ouiF.N/.A * = Essere ascoltato. V, Audienza. (N)ha n ^ falere in dispregio. Canale. Pungil. 26. Ben mostrano*'!'■«. A'f ‘. t"à a vile Dio che gli uomini, e meno lo temono.(V) Oant.a v'| < J Uesto vo' per merlo Per voi, non per me certo Ch’ ag-x * 2, 0 j,- e "^ciascuno cd a dispetto, (tì)
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_; fver ragione sopra qualche cosa. F. Azione, §. //. (N)
Té -lettere autorità. Lai. potestatein habere. Cr.bvvxp.it
iNd 0 ^ co ‘‘ ; ‘ dicesi Avere in balia. F.
0 ,
n. 1.
^ tiost,.- ^ dissere bandito , Andar in esilio. Bocc. g.g.
1 E * « ^«orentìni, che per aver bando di Firenze là dimoravano.(O)
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Aver diletto. Er. Gioid■ 270. Se mi fosse poi eletto, ella
„ à "■" ' > si ne avrei alcuno diletto. .. Ella vale soldi trenta,(Y) Vle * P«ò diletto.. .ella vale lire dieci, allora ne avrei piùi]j ^ * 7.
('■'-ite p e , aire ’dile. Guidati. Retl.ìi. Il quinto è, quando si duoled v . ' s one onde dovrebbe aver bene, ed essere ec. (B)i\>~ ver 1.01li.,.., 1:...v. Bocc. g. 10. n. 8. Niun di loro
v u Va Uè 1 T W‘, sollievo, conforto.l,.. s . s >'Hi ^ n .. ne riposo. Se non ta
ti., I «in _ ne riposo, Se non tanto quanto erano insieme. (N)s , . 0 j c * U> ' bisbiglio. Car. En. 11. j 3 h. E chi per Turno Sen-S? r Drai «-«'i avean tra loro Varii bisbigli. (M)
''Jih p 'bisognare. Lat. opus habere, [opus esse.] Gr.Ssiv. Bocc.
, es tàre e ,. <;cc . u,la grandissima e bella nave nel porto di Cartagine,— ,v,' °*'nirla di ciò che bisogno avea.
1 14 b iso J;‘ “ nc he con Ut prep. Per. Cavalc.Med. cuor. 202. Sem-V,?' * Òw. P Cr Protettore colui che ebbe per fattore , cioè Dio . (V)kca Sta Setiten? S ‘"sf arc - Omel. S. Grcg. (Brescia 1821.) v. 1. f. ig.. K .t’Òt Sp ** P l “ ha bisogno di spavento che d’esposizione. (Cioè,i Oo, ttQl Ha,,i, rit0 clle necessità d’essere esposta ; ovvero; vuol’essere! \ t f A Uka eS P° sl!l ' ) (PO
^,^0, 5 p SA ’ = Accostare, Appressare la bocca ad una cosa.D'Uta c °m’io ebbi bocca allo svegliowe Per farti, Beca, una^ > ■ li prese appunto il granchio nette dita. (B)
AVERE CORSO 523
— bocb. Lo stesso che Aver voce. V. Cren. Moreìl. 268. Tu ti dia-faresti a lungo andare, e avresti boce di gran ricco. Frane . Sacco,nov. igg. Costui avendo bocc del miglior mugnajo, e di colui che un- ■glior macinato facesse gran tempo , cc. (V)
—- buona opinione * = Pensar bene, o a bene. Bocc. g • 3 . n • 5 . IIquale come che buona opinione avesse della dorma , ancora ne la pre-se migliore. (O)
•— buona presa = Aver buona cagione, appicco. Borgh. Coi. Lat. 38 g.Trovando questa voce Retore nelle dodici tavole, ec., pensò di averbuona presa di tassare come sonnacchioso Livio. (V)
— buon dire * = Aver agio , opportunità , ragione di dire. Lasc. Gelos.3 . 10. Tu hai buon dir tu, clic se'uso alle rn.de notti c a'disagi.
— buon mercato — Aver checchessia con poco costo. —, Avere a buonmercato, sin. Lat. parvo sibi aliquid coiìiparare. Gr.swre\uj$ie{ix<?!$ac.i.» Bocc. Nov. g. 8. n. 2. Ed ebbine buon mercato de’ soldi cinque. (N)
— buon mento* Essere obbligato. Ar. Pur. 5 . i 4 - Clic me ne avviabuon merlo e non saria Mai tanto beneficio per scordarsi. (N)
— buono. * E proprìam. Averne buono. —Star bene , Essere sui van-taggio. Cr. alla v. Buono, $. 11. F. (N)
~ buono in mano. * V . Aver in mano 2. ( 0 )
—- buon ridere * A ver buona ragion di videi'c. Lasc. P areni. 4 * 3 .Ridi pure: tu hai buon ridere, che non ti toccaj maladelto io, ch«te lo dissi mai. (V)
—- capriccio = Aver voglia dì una cosa. V. Capriccio.
— carestia di alcuna cosa * z=s Mancarne. G. F. 10 . 124. 4. I Ro-mani avendo gran carestia di vettovaglia , per lo gran curo che ge-neralmente era per tutta Italia , ec. Lasc. òelos. 5 ' 3 . Non intendich’i’ho carestia di tempo? (N)
— caro = Gradire. ■—-, Aver a caro, sin. Lat. gratum habere. Gr.(p/Aov t^uv. Bocc. nov. 36 . 20. Figliuola mia, io avrei avuto moltopiù caro che tu avessi avuto tal marito, quale a te , secondo il parermio, si convenìa. Dant. Pai'. 8.■ 8g. Grata m’é più, c anche questoho caro.
2 — Avere in pregio, in istìma. Bern . Ori. 1. 3 . 14 E che debbeaver car , quanto più gente Lo va* a trovar, sendo savio e valentìe.E 1.6. 2. Ed hai più il corpo che l’anima curo. (V)
3 — * Tenersi fortunato, Giudicare una fortuna./'/vmc. Sacch.t1.224»Quelli della bastia con le pietre e con le balestra danno loroaddosso jtanto cheebbono l»eri caro potersi ritogliere senza troppo iuipediniento.(V)
— certezza — Esser certo. —, Aver per ciato , sin. Lat. prò certo
habere. Gr. croc^u/i iieitTTxcr^oc.i. Petr. canz.26. 6. E più certezza avernefora il peggio. » Cliz. 1. 1. Perchè s’io la farò (una sua facceiulajnon ne ho certezza alcuna. (N) .
— cervello = Esstr uomo savio e di giudizio. Beni. Rim. Che 1 la-voratori starebbon ben, s’egli avessi n cervello. Cas. Lett. Nel numerodc’quali Saudrino, che ha manco cervello, che mulo o cavallo checi sìa.
— chiarezza * — Aver cognizione chiara ed esatta . Salv. Cas. 146.
E avremmo in vero della natura di questo poema miglior chiarezzase cc. (N)
cimiero ad ogni ELMETTO: * Dtcesi di Colui al quale non mancanoparliti , e che sì accomoda a tutto. Cr. alla v. Cimiero. F. ( 0 )
— colmo il sacco *= Essei e arrivato al sommo di alcuna cosa. Petr.son . 10. L’avara Babilonia ha colmo il sacco, D’ira di Dio, c divizii empii c rei. (0)
■— colpa ^ Essere m colpa. Lat. in culpa esse , culpari. Gr. xirlxsiva.1. G. F. 12. 111. y. Altri dissono, che non era tradimento a tra-dire il traditore , se colpa vi ebbe.
— commissione zr: Tener ordine. Lat. jussum habere. Gr. ■> «AnbtrS-;*/.Bern . Ori. 3 . 7. 5 ./. Aveauo i servidoe commissione, Nuove non por-tar mai triste né buone.
— compassione ~ Compatit'e. Lat. ignoscerc , misereri. Gr. s’xs siv.Bocc,pr* 1. Umana cosa è aver compassion degli afflitti. E nov. 38 . 11 .LaSalvcstra , avendo uu poco compassion di lui, colle coudizioni date dalui il concedette, n Bern . Ori. 1J. 1. Umana cosa, anzi santa e di-vina, È degli afflitti aver compassione. (N)
1 — * E col 3 . caso , siccome /’ usarono gli antichi , awu più checol secondo. Omel. S. Greg 2.11 1. L'uomo di Dio avendo compassionealla lassezza di esso leproso ec. Fu. SS. PP . 2. 2iy. In quell’oraninno ci a vera compassione. E 2jy. Quantunque più pene da loropativa , p ù avea a loro compassione c a loro errore. Bocc. hov>. gj .A Dio non piaccia . .. che io sia guastatore dell’ onore di chi ha com-passione al 1:2:0 amore, (pr)
1 —- confusione Confondersi . Lai . confondi , pudere. Gr . xicrfóutàxi .Segner. Pred. 12. Anzi fu tanta la confusione ch'egli n’ebbe, checadde infermo. _ ,
— considerazione ” Considerare. Lat. cogitare. Gr. vc~w.Stgner.Pred.12. Che cautele non \isò? che considerazioni non ebbe ?
a — Ed Avere in considerazione pedona o cosa = Averne stima ,Farne conto. Lat. ratiomm habere. Gr. Xoyov
— consiglio * = Consigliarsi . Fit . SS . PP . 2 2j8 . Lo vescovo aven-do consiglio co’ suoi chericì , entrò nella predetta contiada. (f )
~ consulta = Fare , Tener consulta. Car. En. 9.846. tu elidel campo altri agli scudi, Altri ali’asle appoggiati, *‘ vCin enn
JZSlSUiEiSS-- c rr 3 --»t*
il re pagai]; bea bo di lui Contezza, e l Vidi alla gran corte m
— ’coHTaAST^L Contrastare. Lat. contendere. Gr. hxywilt&xi.Dant.Inf 7 85 Vostro saver non ha contrasto a lei.
_ COPIA d’Ùsa persona. In senso disonesto: Poter agevolmente esser
con lei. Ambr. Cof. 1. 4 E dove agevole-Mentc copia ho di le»,forsedblkite Mi sarebbe , ec. (V)
_ COMO . Si dice di cosa che e cercata, usata comunemente, frane.
*
mezzoove.ni consulta