5 2 4 AVERE CORTA VISTA
Saccli. nov. 117- E per tutta Siena più anni ed anni ebbe grandissi-mo corso. (Parta d’un Breve, col tjw.de indosso le donne credeunodovere uscir bene del parto f (V)
_ corta vista = Veder corto, Veder poco da lungi.
_ credenza * ~ Tener per férmo, Credere. Bocc. g. 3. 11. 6. O se
avuto ho credenza che io mai da voi amato fossi. (N)
— credito. [ Dicesi delle persone di stima, e di valore , non che dellemercanzie quando hanno spaccio e vagliano ussai.] V. Credito.
— cuore 33 Tener vigore , animo, Lat. vira liabere. Gr. dxfiidv. .Sr-gner. Pred. 3. 0 che egli non abbia cuore di vendicarne l'ollése. Cr.alla v. Cuore, <j. iti. 17.
. — * Aver il cuore ammalato , Aver il cuore nello zucchero.V- Cr- alla v. Cuore. (IN)
— cura da: Curare, Procurare. Lat. curare, curam liabere. Gr. eV<-piham ixnr. G. V. 7.102. 4- E lo re Piero, tornato a Villafran-ca , non abbicndo cura di sua ferita , ec., ne roorio. ( Cioè nonsi riguardando. f Dant. Purg. 3. 8g. Giovanna , o altri, non ha dime cura.
, — Attendere, Badare. Cecch. AssiwiL 1. 2. Egli avea a un tempocura alla padella e al gatto. (V)
3 — ]■] Aver in cura = Aver in custodia. » Red. Ditir. Un talvino Lo destino Per stravizzo c per piacere Delle Vergini severe ,che racchiuse iu sacro loco Hall di Vesta in cura il foco.(N)
4 — Aver a cura vale Aver in pregio, in istima. Bocc. nov. g8 .40. Mostrando d’ aver poco a cura quanti nel tempio v’ erano.
— dar sto =3 Avere dal suo partito. Dep. Dee. 23. Non vorremmoche , ec., credesse colui averci dai suo , o pensasse altri che noi di-scordassimo dal parere di esso Bembo, (\) ( Se pur dal suo qui nonsi riferisce a parere thè vitti dojio. ) (Ti)
— da'riso, * E pro/ir. Averla da riso. V. Avere 12, 3. (N)
— davanti 33 Aver pronto. Dunt. Par. 5. Lo suo tacere e il tramutarsembiante Poser silenzio al mio cupido ingegno , Che già nuove que-stioni avea davanle. (M)
— npR sasso; * Dicesi del vino , allorché nella lotte è vicino a finire,ond' è che comincia a sentir di feccia. Ej’anc. Suedi, sog. Hac-comandandosi molto a questa donna , di guastada in boccalctlo, edi boccalelto in guastada il frate visitò si questa botte che . . .il vi-no ebbe del basso. (Pr)
— dell’avaro, dello speeorciq * £= Sentire, Sapere di avarizia. V.Avere di checché sia. (N)
— dei, romore * 33 Essere sgridato. Lasc. Spirit, 2. 5. Ma lasciamiandare a casa a portar queste maschere rinvolte , acciocché non avessidel romore. (N)
— pei. teatro * 33 Mostrare grandiosità, Far pompa. Gori, Long.7. 43. In questa comune vita non può dirsi veramente cosa grande estimabile quelli, di cui il disprezzo dee riputarsi cosa grande e stima-bile , come per esempio le ricchezze , gli onori, le dignità, gl’ im-pcpi , c quante altre cose , che al di fuori hanno del teatro, e dellaburhaiiza. (B)
*— destro di accora cosa * = Aver agio e comodo rispetto a quella.E dteesi anche Avere il destro. V• Bocc. g. 0. n. io.. Ed ivi lace-ra un piceiot taglietto, quale talvolta per modo di vivaio fallilo ne’]or giardini i cittadini che di ciò hanno destro. (Al)
_ di certo 33 Tenere, per certo, [Intendere come cosa certa.] Vrbttn.
E mirandole i fianchi , e grossissimi veggendoli , ebbe di certo leiesser gravida. » Bocc, g. io. nov. 3. Vivi dunque di nje sicuro, edabbi di certo che ninno altro noni vive, il quale te quant' io ami.(V)
,_ di checché sia 3= Parteciparne. Lat. alicujus rei participem esse.
Gr. ri rivo? Buon. Eter.lnlr.i. Dunque eli’avea del satiro co-
stei? E 1.2. 4• E’ vo’ vedere Di dargli nell'umore , e dire il vero ,Ch* egli ha del galantuom. E apjtressn ; Che cosi pazzo ha pur tantodel savio , Che’l tien sempre svegliato al proprio scampo. >> Bemb.Leu. t. 5. n. 338. p. *o 5 . La mia casa non averia avuto delspelorriosiccome spero che ella non averà per lo innanzi dappoi che GiovanAntonio non ci sarà. E ap/tresso. Nel maneggio della mia casa ha a,Yuto un poco dell’ avaro. ( N)
—- differenza = Esser differente, Ar. Fur. io. 46. II suo amore hadagli altri differenza : Speme e timor negli altri il cor ti lima ;In questa il desiderio più non chiede, E contento rimali come io vcde.(M)D i largo - Aver via larga, spedita. Cur. Fiieid. g. 556. Assai disangue ostile Fin qui s’c sparso, assai di largo avemo, {Li taf. hai via(beta per liostcs.) (M) _ >
_ diletto 33 Dilettarsi. Lat. defedar;, voluptatem capere. Gr. ySorìv
Aagdv. Data. Par. 38. i06. E dei saver, che tutti hanno diletto, Quandola sua veduta si profonda Nel vero, in che si quota ogni intelletto.Berti. Or!, i. i■ 21- Poich’egli ha diletto D’aver le genti di Cri-sto onorate.
—r discrezione 33 Procedere con discretezza. Lai acquum habere, Gr.ìmaxè'S l’x m. » Cur. Slracc. 1. 4 • E se cpsti.ro non hanno tantaEscrezione che ce ne diano ( della roba ) ec. Berti. Ori. 3. 36. Orpensi chi ha sangue e discrezione , Da collera, la furia che gli monta.£ 3 . 83. Ma tu hai certo poca discrezione. (N)disdetta * 33 Provare disgrazia al giuoco, e assolatamente Esserefortunato. Cr. alla y. Disdetta. V (O) _ t .
— divieto = [ Avere impedimento circa il risedere ile pubblici magistra-ti. ] V. Divieto. . .
_ divieto da un luogo 33 Aver proibite ne di entrarvi, Esserne al-lontanato, Car. En. 7. 1181, Quinci é che dal tempio E dalle selvea Trivia consecrate I cavalli han divieto. ( Il lat. Unde ebani Triviactempio locisque sacratÌ6 Cornipcdes arcentur equi,) (M)
,_ divozione in alcuno 32 Esserne divoto, Credergli. Bocc. novi 1. i5,
Nel qual tutti i cittadini grandissima e special divozione aveano.
_ dovere = Essere obbligato. V. Dovere.
_dubbio = Dubitare. Lat. dubitare, Gr. xjs^ipsXlxv .ex !, v, Baco, nov.
AVERE IL BACO ,
2. 6. E se forse alcuni dubbii hai intorno alla fede clic *° ^
mostro oc.
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effetto * =3 Effettuarsi, Ridursi ad effetto, Riuscire. - . ,io. n. 8 . Tilo , in questa cosa , a volere che cllélto abbia, 10
atro'
ivar
da tener questa via. (N)
— faccenda * = Aver che fare. Beni. Orl. 3 -i 3 . Con essi va “ ' a>u t»
l’ imperadore, E per lanterne lucciole gli mostra, Ch’ egli u*faccenda , e clic cc. (N). fa»**.
— faccia = Tenere apjtaretiza. Lat. speciem habere. Gr. . diI'/Jìv, tfxifidlxi. Dant. Itff. 16. 1 2/. Sempre a quel ver, c’ha lamenzogna, De’ l’ uom chiuder le labbra quanto punte , ec. , ,jj.
1 — Aver l’ardire, la sfacciataggine ec. Tue. Dav. Alia- 1Pur di dare il comandamento a Seneca non ebbe fàccia ne v ° facd-
3 — ’ In questo significato fu detto anche anticamente à 1 /" afa
Gitili. Leu. i 7. 4~1 ■ Porto è certo ch’hai facce intrare ove Gdi giudichi favella. (V) vtrfP'.
4 — ' Ed anche Non aver faccia—Essere sfaccialo, Senza ^ pgna. Erano. Suedi . 164. Dice Mino: tu anche non hai faccia c
vergogni ? (V)
zza Pensare, Desiderare, Invogliarsi. Lat. Cupe 1 "®»tre, Gr. deiiicc.Reni. Ori. 1. 3. in. Vico Pinabe
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idi'
il»
- FANTASIA
taluni liabere, l cr. tieni. Uri. 1. J. ig,
altro suo parente , Che di cadere aneti’ egli ha fantasia. , 0 rO»
— fede * zzz Ridursi, Tener per sicuro. Bocc. g, 5. n. 4■ Q ll . cS a sc1 ameritò l’amore il quale io ti portava, c la fede la quale 10
in te, Tasscm, Secch. 5. 27. Non volendo il Pontefice Itomi 01fede ad alcun di quella gente. (N) , . (J ./r'à'
— il ih: in uno piu’ che gli Ungheri nello Spano.* Detto antic. ‘ jj c h0prie eri. a dinotare grandissima fiducia. Cecch. Dot.
essendo raffermo da Manno , in dii il vecchio ha più fe“ eUngberi nello Spano, ec. (N) a -lia 4
— fiato =3 Aver forza. Sagg. nat. esp. 6 ./. Né ha fiato che 0
sostener l’argento a quell’ altezza medesima. , 0 jves * 1
2 — * Vivere. Car. Slracc. 2. 2. M. Nuta mia. N- R antu fiato. (N) . e , &'■
— fidanza zzz Fidarsi, Confidare. Lat. confiderò , spem ha»’ #11Hxppùti, Lasc, Spir. prol. L’ autore nostro altra conimi dòn eC Q 0 nieha maggior fidauza , ci arebbe recato. Segner. Pred. io- yjaiiz* >pur de’ giovani vostri voi siete ansiosi , abbiate questa
—- fine 3= Finire , Consumarsi. Lat. finem habere , inleruT- j c co>®iv‘U'. Bocc. pr. 3. Diede per legge iitcoininutabile a 1 1 vI J(), l ' ;mondane aver fine. E nov. 27. 44 P er qual cosa il c0Utacito principio avuto avea , ebbe sonoro fine.
2 — [E talora colla negativa in sign. di Non aver c01 ?, 0 giii 'F’jpoter essere c,ircosciitto.] Dani, l'av.i tj. ftj. E quinci a Pl ,ar JL,. c aC 1nor natura, È certo recedacelo a quel bene Che non ha »
«e misura, _ ceP 1 ' 1 '^
— fretta Zzz Avere in animo d affrettarsi, Affrettarsi. z-U ‘j i(
liti , tèstinare. Gr. etfsvSuv. Pataffi, 5. Pi cetera vuo’ dir? I * 0 v|ti 'T 1 ,Ci È cUa.Danl.Pap.i.l22.Del suo lume fa il ciel sempre quie | 0 ’jspetli 1 ^si volge quel c’ ha maggior fretta. Beni. Rim. J 1 >'>T [X . c ri 1 * 1
ed aver fletta. Cai. Leti. Perché la mia natura è di in " 'l 1 ( ji. .
tare , e anco di rifar volentieri, come quello che non h° . 0 paiV
— GLI OCCHI E GLI orecchi A usa cosa * 3 = Osservare ed gli 9 ‘
tilmente. Rfauc. Sacch. n. 32. E Sandro dalla finestra avchi e gli orecchi a ogni cosa. (V) i
r— GOLA A QUALCHE COSA. V. Avi-T la gola CC. (M) . . qlia° l ° v
— grado 33 Aver obbligo. Guilt. leu. io. 28. 0 carissin 00 » ^i <C| (da avere al vostro sposo mirabile grad i ! (Ma , secondo in 0 ’ 1 [gìche legge : 0 carissime , quanto lia dal vostro al loro sp
grado! significa: Quanto ci corre, quanto alto grado Lspaso al toro ! Fedi la nota 4~d• Gtiitt. L”U.J (V) .q,
— gran fava * =3 Essere un superbo sciocco. /■ fi.
— grattacapi * = Aver delle brighe. V. Grattacapo? C '* c |/
— grazia AD ALCUNO * 33 Essergli grato, obbligato. ffS"' v i p al ' cQuando può il sapere nello ammaestrare i suoi ! E con
Quando può il saperella ve ne avesse grazia ? (Pr)
3 = Farsene amare, Lase.SibilL.1■ *•
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—7 GRAZIA CON ALCUNO = ravsene Q-rnarc, ^
sta Sibilla ha grazia con le persone; ognuno, che la ve ^
affezione. (V) .. Tot. l»eU 0 ,I, .. I 7 n 0 ’
r— guerra cs Gi^eìTeggìare , ed Esser guerreggiato* * - tì j
re. Gr. iroAs/u-stt'. G. 2. 12. 5 . Questo Lottieii rC ^ Xirtr |,i
Airi nlvl.r. irxmUVl nn’ Vi Ommi rwvlll O nFUC/l T-ftWlIlD. che ,1;
ed ebbe guerra co* Fiamminghi, e prese Loreno, che eia ^ c ^ 1oude Otto Secondo suo cugino, imperadore, ebbe J 7 yM
UlCC/UUU UUO GUjiAHV/. -, - fili/ b llV ' V, t V
r zzs Esser malinconico e svogliato. Cr . \ (W
ni.* Lo stesso che Avere i bachi. Cr.allav*^* igl' 0 ', ,! ^
I BACHI
*— I CACCHIONI. ^ 4 .. r .
— 1 conigli nf. r. corro * =: Essere timidissimo.^ Cr. editi Jjog 1 ' gli'-'
— IL CARO A FAR CHECCHESSIA =3 Aver volontà , eC. . ^ tcS tO.
Se tu hai il capo a compiacermi, non ti dia n0 1 a ,£n w 1>Ì
1. 3 » Veramente io non avea il capo a lor donna. (.il catarro di checchessia *= Avere fa. pretensioni ^
alcuna cosa. Cr. alla v . Catarro. V. ( 0 )
Ivi. UM-IS *-• N^«l*«.v.AAV.. r . audio
jl cervello a partito * = Aver senno , òapet j *■’
Easc. Cen. i. nov. 1. óo. La Sandra avendo ilphè non avesse a uscire Scandolo , poiché dug vot e ^ (i l lirore , seguitò di farlo la terza. (R) iu
-r il cervello che voli * ==; Aver la milite fagg er /T /V
V. Cervello. E. (0) „„<>rar ,na ^‘
IL CERVELLO NELLA LINGUA* = Parlar OCne S J
v. Lingua. V. ( 0 )
IL CERVELLO NELLE CALCAGNA
Cervello. P". ( 0 )
IL BACO DI CHECCHÉ SIA * =3 EsfCTe iftriQMQW*
Baco §. 5 . (N)
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Esser inconsideralo- . fffvcPl $