5 2 6 AVERE IN iSPERANZA
— 1S ISPERANZA. . * V. Avere nella speranza. (N)
— IN SULLA LINGUA QUELLO CHE NEL CORAGGIO, Cloe NEL CUORE = Essere
schietto, Dire quello che s’ ha nell' animo. Dav. Tue. Germ. 3yS.Astuti non sono, nè scaltriti ; hanno ancor oggi in su la lingua quelloche nel cora ggio- (V)
— in sulla punta della lingua * : Diccsi quando si è per dire unacosa che non risevvengu così in un subito. Cr. alla v. Punta. F. (O)
— in sulla punta del naso * 2^ Sentire gualche odore distìnto e nonsi ricordare il nome. Magai. Leit. 8. (0)
— in tasca * 22: Non curare , Disprezzare. Cr. alla v. Tasca. F. (0)
— in testa * 22 Pensare, Premeditare . Salvia. Senof 3. Poiché quinciIppotoo aveva in testa di raccogliere giovani nel tìòr dell’età. (N)
— in un calcetto. * 22 Confondere, Reprimere, Sottomettere . Cr. allav. Calcetto. F. (O)
— in usanza * = Avere iti costume , Esser solito. —,A.vere in uso, Averein vezzo, sin. Fit. SS. PP. 2. 3o3. Ora avea Pauunzio in usanzaquando trovava alcuno de’monaci dei detto monistero alla città, di me-narlo a casa sua, e falli onore. (V)
— in uso * =2 Avere in usanza , Avere in consuetudine. Fr. Oìord.ti2. I peccati veniali non tolgono però la grazia di Dio ; ina chi trop-po gli ha in uso e in vezzo .... troppo dispiace a Dio . <^B)
__ ix vezzo. 22 Avere in uso , Amar caramente. F. Avere in uso.(B)
__ invioia = Invidiare. Lut. dividere. GV. cpScvsù'. G.F. y. 120. 2. Fe-ce avvelenare il conte Anseimo suo nipote , ec. , per invidivi che eb-be di lui. » Poliz. Catti. 1. Ahi quanta invidia faggio, Alto e mu-sebioso faggio- (N)
a — E col 3. caso. Fit. SS. PP. 2. 2jS. Lo nemico . avendo invi-dia a tanta sua perfezione , assaltilo con mirabili fantasie. E 352. Lodiavolo . . . avendomi invidia, m’ebbe teso e apparecchiato un lac-ciuolo. (Pr) Tass. Gcr. 2. 80. Noi morirci** , ne invidia avremo aivivi. (N)
— la caccia 22 Essere rincorso. Burchiell, 1. q6. Le molli e la palettaebbon la caccia. (Qui fìguvatammte.J
._ lacciuoli A dovizia. * Dicesi d’uomo assai pratico del mondo, e di
lunga esperienza nelle cose. Dani. Lnf. 22 . Oud’ci di’uvea lacciuoli agran dovizia Rispose (O)
— l'a dirittura *22 Usar dirittura , Esse )' giusto . Omel . S . Greg . 2 . 211 .La compassione si debbo avere agli uomini e la dirittura a’vizi** (Pi)
— l’ affezione * — Portare amore, benevolenza. Fegez. 06. Le sue schie-re ha in reverenza per raUcziouc eh’ha avuto ne’suoi Compagni di ta-luna delle schiere. (Pr)
— la gola a qualche cosa o persona * 22 Desiderarla ardentemente .Ar. Lui'. 10. 10. Ma a dire il vero, esso v’avea la gola, Che vivandaera troppo dilicala. (M)
_ la lingua in balia 22; Cicalare soverchiamente. Lat. garrire. Gr. trrw-
/ròXAnròan. Farcii. Ercol. gf. Hi quelli che favellano, o piuttosto ci-calano assai, si dice: egli hauno la lingua in balia, la lingua nonmuore , o non si rappallozzola loro in bocca.
— la lingua vvnGk.* Dicesi d'uomo maldicente. Cr. alla v. Lingua. F.(0)
_ la mano * =2= Occupare il primo lungo , Godere V onore della pre-cedenza. Cr. alla v. Mano. F. (O)
3— Dicesi Avere la mano o le mani nelle chiome a città, a provinciaec. e valefig. Governarla , Signoreggiarla. Ar. luir. c. iy. si. 79. Notilasciar che nel souiio si sommerga Italia , se la man l’hai nelle chiome. (M)
3 -— Avere la mano o lo mani in cilecche sia = Maneggiare al-cuna cosa , Trattare di ({nella, Esserne a parte. Cr. alta v. Mano. (O)
4 — * Aver la mano o le mani in pasta =2= Ingerirsi del negoziodi cui si tratta. Cr. alla F. Mano. F. (0)
— la mano di mo = Esser pratichissimo, di gran viriti. Late. Spirit. 5.8. Questi discendenti di Nepo colie malie e eoa gli spiriti hauno laman di Dio . (V)
— la mano larga * 22: Usare liberalità. Cr. alla v. Mano. F. (0)
— la mente a checché sia. Fale anche Averne idea, fantasia. Pecor .G. 16. nov. 1 . Tanto che la gente, che a tai cose uon avea la melile,ec., stimandole maraviglie,lo adoravano (Saturno) per Dio . (V)
— la mestola in mano * 22: Far da padrone. Cr. alia v. Mestola. F.(Q)
— la mira* =2 Folgere il pensiero ad ottener checche sia. Cr. alla v.Mira. F ■ (0)
-— l’amore d’uno 22 Conseguire l'amor (1 uno, Esserne amalo. Loco.nov.Si.5. Madonna Francesca ti manda dicendo , che ora è venuto iltempo chetu puoi avere il suo amore, il quale tu hai cotanto desiderato.
— l’ anima* : Diccsi Dio abbia V anima sua; ed è modo di augurar sa-lute a persone morie. Cron. Stria i3t. Dìo abbia avuto l’anima loro,che innocenti morirono. Cecch. Setvg. 1.3. Ho della roba mia, O sìdi quella che mi fu lasciata Dal mio primo marito , clic Dio abbiaL’anima sua. (V)
— l’animo ad alcuna cosa zzzAttendere ad essa • Sala. Avvert. 1. 2. 1/f.A questo uso hanno famm i gli scrittori, quando determinano che nel-la cosa deila favella bisogna attendere uso , non all’origine delle pa-role. Guiit. lett. 3. i3 . Non è beato quegli che il popolo dice, ina chinon V animo suo ha ad ogni bene.
— la parola 22= Aver licenza. Frane. Sacch. nov. 2oy. Buccio avendobisogno d’essere a casa, ebbe la parola dall' ufficiale della guardia.
— la Pasqua in domenica * 22 Aver partilo vantaggioso. Lasc. òibd. 1.3. Vuoi tu che s’ io posso aver la Pasqua in domenica, io la cerchiin venerdì ? (V)
— la peggio * 22 Esser vinto. Salviti. Disc. 2. 2Qy. Afferma il Pan-ciroUo . • . i Genovesi, da quella nuova arme battuti, averne avutala peggio. (N)
— la peka mezza : * Dicesi dell essere in ululo di buona fortuna. Cr .alla v. Pera. F. (0)
— la ragione. Lo stesso che Aver ragione. F. Dace. g. 6 • nov. 6. Tutticominciarono a ridere, e attorniare che lo Scalza aveva la ragione , eche egli aveva vinta la causa. (V)
AVERE NECESSARIO
. rr.$
— l’ amento vivo addosso : * Dicesi di chi non sa star fermo* u
v. Arieuto vivo. F- (0) ^ fo
— la sorte a vento * 22 Aver la buona fortuna. Buon. Tane.
avete pur la sorte avuta a vento. (V) 4
— l’ assoluzione 22 Essere assoluto. Lat. a peccatis absolvi, a j > pupa »nern consequi. Gr. «?roAt ntr'à-ou. G. F. 12. 60. Mandò a
4 pregandolo l’assolvesse del saramento eh’avea fitto del non p* 1non avesse il castello , ed ebbe l’assoluzione del Papa. . • Qt»
— la stretta 2= Essere astretto , o stretto. Lat. premi, constriug^
cqiyytrìxt. Beni. Ori. 2. 1Ù. 23. Chi non fu presto a stacca*naglie, Io dico a sciorrc il cavo , ebbe la stretta. ,
a — Si dice anche del grano , dell'uva c simili quando s lf1t ila loro maturità. 0 qq\oi
•— l’ aura popolare, della corte, cc. * 2= Goder il favore del p rdelta corte ec. F . Aura, §, G. (N) _
— LE BRACHE ALLE GINOCCHIA : * J)icesi dì dii SI tì'OVa Ìtlg 0 !f at °
faccende. Cr. alla v. Brache. F. (O) , t'ed
— le fatiche 22 Stentare , Penare. Ambr . Furt. 3. 3 . È passata
del desinare : arò le fatiche a trovar M; iri°. (V) , , 3. \
— l’hic e l* hoc * 22 Lss r accorto e da più. taso. Pareni.quando tempo fin, operare in modo ch’ella s’avvegga che io j.jjic iuomo non di dozzina , come molti si pensavano , ma eh’ f h°
f hoc. (N)
— lingua 22 Ricevere infovmazione o notizia. F. Lìngua.
». *
— lite con uno; * Che dicesi anche Aver querela o assoluti -
verla, con uno 22 Essere adirato con lui. Beni . (0) S^,
— l’occhio [o gli occhi a CHECCHE sia.] 22 Riguardare attentar# 5 * 1 Apfcon avvertenza. Lat. attendere, caverò. Gr. §v\\xTrscr-}xt. I ir '. ^i-Purché tu ti ricordi che egli si vuole aver l’occhio agli emù ^ 0 .il;
a — Considerare. Sega. Star. 1. 2f. Nondimeno avendo ^ oC '^ tfobbhgo ch’ella ha calla Corona di Francia, è deliberata di n0dauari da pagare le genti. ^ . > pi# 1
3 — Accorgersi, Avvedersi. Ar. Far. 12. 5p Ma Fcrraù,v’ebbe gli ocelli, Si dispiccò da Orlando, e disse a lui. O'yf O c 'C Per tutti gli altri modi con cui il v. Avere si accoppia colli
Recarsi ad onore di fare ,5y. 2og. Pubblicamente ho
— luogo [o loco] =: Essere necessario, Tener posto. Lit. h ,cfI,) ’
it>n
otal
parteshahere. Gr. tÓttov lìnee. nnv.'Óf. 12. Rispose clic 'J nt ' /4V*avea falconi al presente, perché guanto v‘avesse luogo, Juog'b
male. (B) ’ ' Cr^f
MAL FIELE CONTRO A'.CUN0= Odiarlo. Lat. odio prOSCqUl* jj(|
Cron. Feti. g. Nè egli, nè detto Zanobi , nè Coppo non nJ ^. cGino saluto; e per quello senti’da Jacopo di Guidacelo Nau :lC *
cno Iddio , si ha meno ogni bene d’anima e di c0i F ' o t)lì Jdio avesse meno pur la più vile creatura, 0 vCl ., ,Y^^ - a . , (V) i; ,jr: Iddio; e jurò ogni cosa è in lui, ma per eccedi fluii**’ 1 * **%()■e * 22 Aver cura , Curare. Frane. Sacch.
Gr. "
PP. 1. i/fp Mai nullo peregrino e ospite ni* uscie ,^0.non dessi loro le cose che aveano necessarie p^r h> carn
il ricevette,necessario, cioè Bisogno. Lat. habere opus.
•l’onore DI FARE, DIRE, EC. *2cose onorate. Salviti, t. 2. Discdi professare. (N)
a— E Aver l’onore d’alcuna cosa 22 Fincere , Rimaner si V^Lasc. Sibili. /. 3. Fate pur ch’egli abbia sempre l’onore d °o l( Cioè', dategliela sempre vinta. J (V) ^ yo f*
* lume 22 Aver cognizione , contezza. Cron. Striti. 12J. • ff
detto libro, che si trova ch’io sono disceso di quattordici 1, *? fsonej di quegli di che s’ha lume. Star. Senùf.yo. Fra lo P 111 ^* (f)mo di nostra schiatta conosciutosi, ovvero di chi avessimo InU»-* ^
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.G.r.x’-FiSla i> ;,f
2. 20. Anche nc’gravi mali Una invecchiata usanza ha coi
Chc’l disusato ben spesso l’abborrc. f e P o1 '
— luogo innanzi agh altri 22 Essere il primo. Ar. Far. 20. 62. - (jO
pere, le gemine, c V aver loco Innanzi agli altri nella su-i cit
— male *22 Essere travagliato , oppresso dal male , da nfartun^F.
1.1. E* mi vidi’voglia , disse colei, di ridere, ed ho unir-
— male che il prete ne goda, cioè Mal da morire. F. ^ j C * JoV fC ^
— male o’ usa cosa — * Trarne disutile. Guidolt. Rat. o/.Oudc*-
aver bene ed essere consigliato c uj dato, ed egli 11’ Ai g A ’ iUmale. (B) ' - ^0'^
— MAL
Cr
no saluto; e per quello senti’da Jacopoaveano inai tròie contro a noi. (V)
— male in animo 2= "Portar odio o rancore coperto. ^
hejlamno Parma alla signoria della Chiesa , c cacciarne la ^fidali del legato, opponendo che gli appressavano troppo, L ciì6 i *vero, con tutto che eglino pure aveano male in animo, e f
rano siali inali guelfi e non fedeli a parte di Chiesa. (PO
— mal talento 22 Tener cattiva intenzione. Lat. irfensufU . ‘Ixfipùs ÌX slff ‘ Din. Comp. Q irgli che avean mal talento » 5 f t0 . >
— maniera * 22 Esser manieroso , gentile. Poliz. Run. " a J u q f) 1
tu vai, o stai , o siedi, Fa di aver sempre maniera. ( l 1 ^
farlo con maniera.) (N) _ e
— meglio. * Dicesi Avere di checché sia meglio di alcuno, ( j cl to
seme in migliore stato di lui. Frane. Sardi. 4 1, Dicea 1 jj
sur Ridolfo, che non volca che’servi suoi del suo a vesso n ^^(ìdlui. E tqd. Si che vedi quanto della tu a ricchezza io n
tc * . r . dea*: ^
— meno alcuna cosa. ~ Mancarne 9 Avérne difetto. R# 1 ’, .diu.'XoXu-zftffSca. Rv. Giord. f3. E s egli ha meno la S rA1, fha meno Iddio , si ha meno ogni bene d’anima e di c0l P ’se Iddìirebbe
zi le migliori vivande abbi mente di comperare per la ^ ^ JA^p
— MENTE A CHECCHÉ SI A 22 ò’tCU 'vi allenti), EtinÓ COnsfÌff tx ii ^ ìi \ Q (jil c
ram habere. Gr. NìFxeìccv Berti. Ori. 1 . g* \ 'hei\ /ur ( ’ C '
vicin nostro e parente, Bisogna che gli abbiniti molto
— misericordia 22 Usar misericordia. Lut. misereri. G>- 4 c nt 'ls' J ° l
1> 3g . Per avventura Iddio ebbe misericordia di htf , $$•