AVERE NELLA SPERANZA
o IN isperanza = Spellile. Salo. Avvei-t. 1. 1. itf.tutto ’l dì: io ho speranza dover fare ; lo ho nella speranza ,hi 1 la •* )cn d( lt« altresì? siccome: Io ho nell' animo , o in animo ,ho ■ l ° m P cns iero , e tanl’ altri ? Ma se io ho nella speranza , o Iotef^anza non è modo diilbrme, dilformc non fio anche il por-
, C0DE * = Disprezzare. —, Aver in tasca, sin. Cr. alla v. Co-
^33%
haiil ' Ij I<: se credesse aver Rnggier nell’ ugna, Più che mai lepre il
- cr 110 e , > 1rt sto - w
8^ 0 — Essere obbligato. Lat. debere. Gr. o$st\uv t Ar. Tur. g.
g|j Conte con parole grate Mostra conoscer 1* obbligo che
tp lìf; ' a y e - E sai. 5. Obbligo gli ho del buon voler , più eh’ io Mi con-fati dpno , il quale è grande. Bemb. leu. 2. Dico che tutti i let-gb hanno ad avere un grand’ obbligo. Cas.b‘tt.38. Della*- 0t)Jo i° ai ’d a V. S. Mustriss. maggior obbligo , che di tutte le altre.Un; „ — Odiare . Bocc. s. 2. n. 1. Avendo alcuno odio ne’Fioren-
^ lil ec. qv) ò
^ Essere onorato. Lat. coli, honore affici. Gi\ npòia-Bxt.a * c «p. 7. Or che si sia , diss’ella, i’n’ebbi onore.ad Ull 7 E col 3 .° caso, Onorare. Onici, ò. Greg. 2.3-t. Chi avrebbeavuto onore a costei, mentreebè visse nel corpo? Parve a
■ 0^ * *S na e despetta. (Pr)baie p- *~ 4 bare , Operare.
p. — ^y/cftur. Vit . SS. Pad. 2. 181 Domandato Ta-
ti | tn | ir .° della tentazione della fornicazione rispuose così : se pensieriDon [ sono in noi, è buon segno, perocché in ciò si mostra che
che a ai . ■ P cra > c J )or contrario se tu non fossi tentalo, sarebbe segnoCia C(; Vcssi . 1 ’°pera. j?occ. ». 88 - Biondello che conoscea che conira aSe ..ffili poteva più aver mala voglia clic opera , ec. Fr.Giord.tg3.op cn A * C ^ lL bai fede, mostralo per opera: che se tu non hai l’opera ec.(Pr)ciii e Zi .°ne * = Operare. Cr. 6. 93. La pastinaca salvatica ha eflica-^ ozio ^P t| ’ az toiie spezialmente secondo le sue foglie e fiori. (Pr)zio dj ^ Aver tempo , Aver campo ^ comodo. Gas. Leu . Ed avrò o-i> Ace Soder l’ U na e l'altra delle SS. VV., comcsio desidero,sì in Uit 7 " -Aver pazienza. Cavale. Specoli. Cr. g5. Se quegli, che mi*° s ttn ì ! Uva sempre inimico, m’avesse maledetto, avrei avuto pace, ea ^ 0 b-'ggicrmciite. (V)
rute anche Non aver guerra nè lite. Lìv. M. 2. Che alf coljbinto . P°P ( do mai non ebbe pace. (V) Berti. Ori 2. 11. E son coll-ii ^ v ^ er c °n teco pace. (N)
diente pace. Carole. Mal. cuor. 162. Or a questo pogniamo
LuJ> e d’ogni persecuzione avem pace. (V)il p y| ,. E con uso * =?. Parlare. Kit. S. Già. Guai. ‘òo/j. DicendogliCO’ 'ideila diritta via . ., E per ordine le parole che aveva avutedi quel romitorio. (V)
^rto • ^ uri ‘n’e,Altercare, Contendere. Bocc.g. 5. n. io. Senecominciò^ turbare, ed averne col murilo dì sconce parole. (V)
V< Wnd * ^ Esercitare suo potere. Jntrod. Virt. 54 . La qual cosaDeli ° j? :i buiasso, e pensando clic non potea avere parte nell’uomo,4 ‘ftunina , inbnchè dalle virtù fossero accompagnati ec. (Pr)f^ndoc* f^ a E' anche partecipare rui dritto. Cliz . 2. 3. E per questo,bin ltl *o parte, io voglio ancora io intendere come queste cose^ atl( *aro. (N)
fa n Ioli tl ^ ^ enicre ‘ Eat. vereri. Gr. Qcfiop Dant. Purg.3o. 44 IIK Ct f Cor *'e alla mamma, Quand* ba paura, o quando egli è afflitto,uati» *• 14* 1° non voglio che voi di alcuna cosa di me dubi-
4 ^ Ubiate paura di ricever per me alcun danno. G. K-g-iog.T * *3 IC ? ,J0 clic i Lombardi hanno paura della lumaccia. Beni. OÌi.^Uvi -^-veva solo il Principe paura di non veder la bestia che^lu >
mia u bruscoli * = Apprendere per grandi le cose minime. Cr.V “A 2|e ' v “''«colo. r.(0)
'• 3. . A = Sopportare. Lat. ferro. Gr. $ ìfar, viropivciv. Bcrn.Orl.V 3 2 • Adolfo, che avea poca pazienza, Disse ali’ambasciador. Eii°’ lo ll0 ben anche troppa pazienza: ]’vo’con queste man ca-
')'là
,°- » Cavale. Meri. cuoi'. 1ÒG. Buone son dunque le infèr-
C ‘ <lohh■ 111 > e però ci dobbiamo avere allegra pazienza. E i(i3. Poco* ci Sr ,‘ am ° curare de’beui temporali c fragili, e avere buona pazienza1 9 ,‘olli. (y)
^iizh 11,' c °l 2. caso. Morg. 18. ig6. Nelle altre cose io t’ arò rivc-| tec 'do * S°l a io non ho pazienza. (N)
* Sl Hot & P e SS io - Cavale. Med. cuor. i5. Boezio pruovaNoi, 1tltc * n C ' ,J lja peggio che P uomo di bassa inano. E Pilligli.. |lf ev,j Possono avere peggio che essere nemici di Dio . (V)
,pegno = Tener sicurtà. Lat. pignori babere. Gr. era-O'^nto n*" ^ crn - Cri. 2. 12. 27. A servir ti verrei, clic ne sei degno,* K *. cn,,.. 1 . 1 ' ora avendomi tu pegno.
vi >,a 'idi Ss ,- 1ETT0 m leone * — Godere presentemente qualche bene con/disilo < U >e, ' icol °' C'-- alla v. Ciulletlo. V. (O)
. Ve H(lo ^ Pensare. Lat. cogitare. Gr. 'àiu.voùr. Bocc. nov. li. t).«J “Pulii. on< *imcno pensiero come trarre il potessero delle mani elei
jj
v. ‘fi 1, ^ Pentirsi. Lat. poenitere. Gr. p-iTitrnxi é%ur. Segncr.
anojj 1 ^abbiali vero pentimento.
V 10 ir,’ 0 ■— Aver per morto. Frane. Barò. 3 vo. lo. Ogni vigorSUN? ® “"dato , veduto il colore. (V) .p 4 Bei le Ninnare che sfa bene , Gradire. Cacale. Med\ cuor.M dunque Iddio , come ebbe per bene la sua pazienza.
Q ll Do, c ’ » r nnc. Se io avessi a cenlo porci troni ali i piedi, come1,'** 3 . 55 certamente che Dìo l’avesse avuto perbene. (V) Beni.y v 1 ^ser ^ a,liinal si i iev0 e si ostinato , Che non abbia per
k ; al ° • Cai. Leti. 3 p. ». 2. Nou sarà niuno che con te-
4etva (tautn V l»o per bene) che non sia remuneralo. (K) — poco andare
AVERE POCO ANDARE ec. 5 2?
a —* E nello stesso sign. dicesi Aver perbene c grazia. Canale.Aire/.cuor. 14G. Come dunque f uomo, se gli arde la casa, ba per benechi vi si reca *e versa dell*acqua; così noi dobbiamo aver per benee grazia, quando Dio ci manda quest’acqua santa. (V)
— per certissimo * = Stimare che sia certissimo. Bocc. g. Q. n. 3. Percertissimo ebbe seco medesimo d’essere malato. (V)
— per certo o per lo certo. = Stimare che sia certo. Bocc.g. 8. nca»6. Io l’aveva per lo certo tuttavia che, ec.
— per cosa vana * = Dispregiare . Lat. contemnere. Introd. E'irl.zg.Un solo Dio credi , e lui solo ama sopra tutte le cose , e il suo nomenon aver per cosa vana. (B)
— PER costante = Aver ferma opinione .— , Aver per fermo, sin. Lat .prò certo babere. Gr. imrr'os '£%w. Soder.Coll, 2Ò. Ma quanto alla bwntàdei vini, volendo coltivare a vili, io lio per costante, che chi desiderabuon vino, ponga i vignazzi in luogo montuoso. Sala. Avvert. 1. 2.15> Avendo per costante , clic ne anche in quel tempo in quelle vocipronunziassero il B , avvegnaché lo scrivessero. (V)
■— per disonore * = Riputarsi disonorato. Curale. Med. cuor. 161.La qual cosa , cioè l’essere offeso da persone dispelte, l’uomo l’ha perpiù disonoi’c , e ballo per peggio cc. (V)
— per doario r= Stimare che sia dubbio. Borgh. Orig. Fir. log. Nonè però che non ci s>a chi l’abbia per dubbio.
per fermo r=j Credere fermamente , Stimare che sìa fermo , indubitato .F i Avere per istallile.» Dant. Inf. 2Q. 63. Secondo che i poeti hannoper fermo. (0)
* * E dicesi anche nello stesso sign. Aver per Io fermo. Introd*
Viri. 5o. Perchè la verità si cnde molte volte , ma non s’ha per lofermo , però ti dissi ferma credenza, (pr)
*— rfin grazia = Riputare come una grazia , un benefizio , un furore.Cavale. Med. cuor. 18Ò. Vuole far loro conoscere che quella tribola-zione debbano aver per grazia, e dice ec.
— per impossibile =3 Stimare che sia impossibile. Borgh. Kesc. Fior.4i- Non avendo essi saputo ritrovare alcune cose, ed avendo per im-possibile che, ec.
— per istabile = Stimare che sia rato e fermo. Bemb. Stor ; 1. 12.Le quali conferm zioni e rescissioni s’aveanopoi per istabili e per ferme.
—* per le mani * £3 Aver presto , pronto. E fìg. 7 e nere a memoria.Bocc. in Rin. d' Asu Io sono uomo di queste cose materiali e rozzo,e poche orazioni ho per te mani. (V)
2 — Dicesi Aver per le mani ateuno^rj Far dis°gno sopra ale una ,Aver alcuno da disporre. Frane. Sacch. nov. 16. io ho per Je mani unagiovane de’Lanfranchi . . . , e dammi cuore di far che ella sia tna.(V)
•— per male =3 Stanare che sia male , Becarsi ad onta» Pass. i5tLa qual cosa perocché fu fatta contro il suo volere, tanto ebbe permale il sommo principe Iddio che , ec.
a — Aver dispiacere, Sentir contro a voglia. Lat. indignar!. Gr.^tivz-'ir.z&:' t y. Beni. Ori. 1. 3. ig. Benché, caduto poi quell’animale , Lomostrasse d’ Aver molto per male, ec.
•— per niente Stimare che. sia niente. —, Aver per nullo , Averper nulla, sin. Bocc. g. 2. nov. 1» Martellino rispondea motteggiando ,quasi per niente avesse quella presura. t
—» per nulla r= Non istimar per nulla, Disprezzare. I*o stesso cheAver per niente. Lai. Bocci fàccrc. Gr. vita tybvùv. Fiamm. 1. 16. Io brie-vemente aveva il mondo per nulla.
— per nullo. * Lo stesso che A ver per niente. Segner. Pred. 1. 10.S’è maggior ì’ emolumento che '1 rischio, abbiate pure per nulloquanto io vi ho detto. (V)
— per peggio = Stimare che sia peggio , cornp. delV Aver per male.Cavale . Med. cuor . 161. La qual cosa 1’ uomo ba per più disonore ,e hallo per peggio ec. Cecch. Dot. 5. 6. Io ho avuto per peggio il sa-perlo da un terzo, clic il male stesso.
.— per rato = Ratificare , Approvare. Cm\ Eneid. in. i3g Quellastessa fortuna c quella speme, Qual ch’ella sia , che i Untoli o i Tro-jani Oggi da lor faransi, io vi prometto Aver per rata , e non puntoinchinarmi Più da quii clic da questi. (M)
— per sicurissimo * ^ S(imp.i‘e che sia sicurissimo. Salv. Àvvert. 2. /.18. La qual cosa del nome porle , s’ha in tutto per sicurissimo. (V)
— per un Tesoro * = Tener aito al maggior segno. Bocc. Fih'C.f (0 )*— piacenza. * Lo stesso che Aver piacere. K* Cavale. Med. Cuor.
3^5. Di seguitare, prego, abbiam piacenza Lor virluti. (V)
— piacere zzz Compiacersi. Lai. voluplate affici , gaudere. Or.
Bocc. nov. 1. 7. Aveva oltremodo piacere, c forte vi studiava, incommettere tra amici c parenti, ec., mali ed inimicizie.
— pietà = Usar pietà. Lat. pietatem babere , misereri. Gr. sXssin.Din. Comp. I villani non avevano pietà. » Ar. Fur. 1.4$. Ad avernopietà non però scende. (N)
a —* E col 3. caso. Fior. S. Frane. 41* Incontrandosi in lui S. Fran-cesco , il quale avea sempre «iugulare pielàagli animali maiisncticr.(V)
—— pisciato in Più d* una neve: * Dicesi in modo basso dell Averelunga esperienza delle cose. Cr. alla v. Neve. K. (0)._ Segr. Fior.MÌndr. 1 2. lo mi meraviglio adunque ( avendo voi pisciato in tan-te uovi) die facciate tante diflicnltà d' andai- a bagno. (N)
— Più DEBITI CHE LA lep»e * = Essere motto indebitalo. Cr. alla v.
Lei ire. K. (0) . .. r -, •< • ^
— PIÒ DI sangue. ‘ Parlandosi di battagliai Esser piu sangmnnsa.Car.Eneid. ~. Itq6. E con-piò frcimtoSpnigea le tìaiuiiic,come piò crudeleEra la zuìla, c piò di sangue avea. (M)
— PIÙ FASCI CHE niroiìTOLE: ' Dicesi dal trovar subito riparo a tuttele accuse e rimedio ad ogni inconveniente. Cr. allav. Ritortola. F./Q)
— Più PaAìOle che un leggio: * Dicesi di Chi ha eccessiva loquacità.Cr. alla v. Leggio - V- (0)
■.•ibtu deli a bettonica. JJicesi eh checche sia eh abbia olianequalità. Cr. alla v. Bettonica. V. (0)
POCO ANDARE A ESSERE, FARE = 31<UKW poco a CSSITH, /ale CC.