5 2 8 AVERE POCO INDOSSO
Peti , son * 56. Quando sarai del mio colore accorto, Dirai, s’i’guardoc giudico del dritto , Questi avea poco andare ad esser morto. (P)|
_ poco indosso * = Esser vestito legger mente. Lasc. Gclos. 3. 12. Po-verello ! pure è vecchio, ed oltre aii’aver poco indosso, non debboanche aver molto in corpo. (N)
— posta d’uno =3 Appostarlo , Saper dov’è. Frane. Sacch. nov. rj'ò.E quando era cavaliere , e quando medico, c quando giudice ... si cheposta di lui non si poteva avere, come colui che sempre stava ay\i-sato in queste faccende. (V)
—* potenza o potenzia di una cosa * =: Averne dominio. Fr, Gioiti.
7 9. 11 secondo grado si è signoreggiare le criature, almeno quelle dellequali hai potenzia. (V)
•— Potere o podere = potere. Lat. facultatem baberc , valere. Gr. $v-v ’i'xjtw. G. F. 7. log. 2. E ratinando il detto Vescovo sua oste, cc.per levare il detto assedio non ebbe podere.
— presta la mano =3 Metter subito ma no. Ar. Far. 23. 60. Tutto inun coi so, senza tor di resta, La lancia passò un altro in mezzo ilcolto : Quivi lasciollo , e la mano ebbe presta A Durindana. (M)
— ragione = Essere assistito dalla ragione = , Aver la ragione, sin.Lat. Lonam causalo baberc. Gr. r t cc\òv àyu-vx aywi 'ar&cu. Bocc. nov.
Quasi ad una voce tutti gridarono, la donna aver ragione.
2 — Aver dritto. Passav. 20. Yeggiamo se noi abbiamo veruna ragionein lui. E appresso. Conciosiacosachc in costui nulla ragione abbiatc.(V)
_ rapporto 3= Riferirsi , Aver dipendenza o correlazione. Salv. t.2. f. 32 . ( Ediz. Class, hai J In somma , la particella E , non aGuiscardo , che niente non dice, ma a Ghismonda ha rapporto. E f.33. Dove il pronome quella alla poppa dc’Rodiani ha rapporto. (P)
— reverenza o riverenza — Onorare. Lat. habere honorem. Gr.ìyri t u9jÌX itv * Foce. nov. 1. 26. E non ebbi alia santa domenica quella reve-renza ch’io tlovea. Morg. 18. ig6. Nell’ altre cose io t’ arò riverenza.
— ricordo * == Ricordarsi , ovvero Tener memoria. Fr. Gititi. Leu .18. 48. In alcuno vostro bisogno, improntò voi libbre cento siccome ioho ricordo, e trovai iscritto per la man sua. (V)
— rigoglio* = Avere rigoglio , superbia. Fav. Ésop. Ricc. 3o. E latassa rispose con superbia, perche avea rigoglio, che i suoi figliuolierano grandi, e disse cc. (B)
— riguardo = Riguardare , Considerare. Lat. respicerc. Gr. Koyl^ta’^xi.Bocc. g. 2. f. 3. Senza che il venerdì, avendo riguardo che in essoColui, che ycr la nostra vita morì, sostenne passione , è degno direverenza. E nov. 4- 10. Avendo forse riguardo al grave peso dellasua dignità , cc ., non sopra il petto di lei sali, ma lei sopra il suopetto pose. Dani. Par. *7* / 3 . Ch’avrà in te sì benigno riguardo , Clicdei fare e del chieder tra voi due Eia prima quel che Ira gli altri èpiù tardo.
a — * E col/f. caso. Bocc. cit. nella tavola Barò, allav. Pongancura.Senza aver riguardo il mio malvagio operare. (V)
— rimembranza * —- Rammentarsi. Vii. S. Eufivs. efo6. Acciocchéquesti Santi monaci abbiano rimembranza di pregare Iddio per voi.(V)
— rispetto. Lo stesso che Aver riguardo. Lat. rationem baberc. Gr.\cyov i'x £/v * Bocc» nov. 2 9* 1» Avendo rispetto alla qualità ed alla va-rietà de’ casi in essa raccontati. Ar. iur. 24 . <JJ. Che per un teme-rario suo piacere Non avesse rispetto a provocarsi Lui , ec.
— sale in dogana * = Aver senno , che anche dicesi Aver salo inzucca , ed è modo proverbiale e basso. Tesoitt. ig. 10. E ben siile’ pensare, Chi ha la mente sana, Ed ha sale in dogana, Che’] fattoè smisurato ec. (B)
— salva in marò una cosa * = Esserne sicuro , Tenersela in mano.Lasc. Parent. 3 . 8. Dove io avea la cosa salva in mano, me l’ha ormessa in compromesso. (V)
— sapore o savore * 33= Esser saporito , Far prò. Fr. Guitt. Leti. s5.65. E come per ragione savore averebbe avuto alcuno buono (ben 'J aschifo e diritto uomo , clic meritar vuole? (V)
— scorno 3=3 Riportar disonore. Lat. probrum baberc. Gr. è'vsi^csPetr. ca nz. 22. 1. Mai non vo’ più cantar, com* io soleva: Ch’altruinon in’ intendi.va ; ond’ ebbi scorno.
2 — E Avere a scorno = Dispreizare, Alborrirc. Vino. Marl.ritn.5o. O telici animai, ch'avete a scorno La chiarezza del giorno.
seco il cuore — Essere in se, Esser presente a se stesso. Esser pa-drone de* suoi pensieri. Lai. apud se esse , praesenti animo esse, com-puterò mentis <sse. Ai'. Fur. 27. i3t. Ma quel che da sé stesso era di-viso, Nò quella sera avea ben seco il cuoi e. (M)
— sembiante =; Aver faccia, vista , Rassomigliare. Salv. Avveri. 1. 3.2. 3t. Ha quasi sembiante di nobile matrona e antica, che per ispa-ziosa contrada si vada passeggiando a termine di balletti. (V) Daut.Purg. 20). E vidi le fiammelle andare avante, Lasciando dietro a séT aer dipinto, E di tratti pennelli avean sembiante, (f)
— se medesimo =: Esser padrone di se. Car. Leu. scn. 4 2 - Chi ha sémedesimo , non può dire d’aver perduto cosa alcuna. (M)
—- simigliarla * = Assomigliare. Bocc. g. 4 n. 6. ( 0 )
— soccorso = Esser soccorso. Lat. auxilium, anxilia baberc. Gr. v.
33 Ar. Sat. 2. Ove da tutta Europa avvia soccorso. Tius. Ger . 1. lS.Presago son . .. Ch’avrà d’ Egitto il Palestin soccorso. E 4 84. Chetal da noi soccorso iu breve avrai, Qual pur che più richiegga il tuotimore. (N)
— soldo = Tirar la paga ; e dicesi particolarmente della milizia. Lat.
stipendia mercre , mereri. Gr. Din. Comp. Maudò assai
gente per lo perdono , e per aver soldo-.
—^spetto ch ^ c hè sia * =3 Temerne dubitando. Omel. S. Grog. 2.336. {Brescia 18214 Però ha voluto Iddio die J'nUima ora ci sia in-cognita , perchè sempre l’abbiamo sospetta-, acciocché non polendolaprevedere, ci apparecchiamo ad essa senza intermissione, (Pr)
—^ sospetto si checché sia 3=3 Sospettare. Lat. suspicione») baberc. Gr.tv vrrtjyiu. G. V. 12. 120. 2. E pochi di appresso i Ghibellini
della ferra, avendo sospetto de-’ Guelfi, cc. , gfi cacciarono di Spnb-to.
AVERNO
— spavento ss Spaventarsi. Lat timere, expavescere. Gr.
Gii. 1. 2 . ^ 5 . Di poi clic Scrpentin tanto ebbe fatto, Il danc® 4 * 0non ha spavento. pfjiL
— - speranza = Sperare. Lat. spem haberc. Gr.
12. Nondimeno qualche speranza maggiore possiamo aver di j oVL .f» Salv. Avveri, i. 1. 14 Dicesi tutto ’1 dì : Io ho speranza 1» ^
fare ec. (B) Ar. Fur. 2. */ 6 '. Quando ( come ho speranza )
date, Yì prego cc. (N) ' ' . Gofi l6,
— spia d’ una uosa 33= Esserne avvisalo. Salv. Spiri . 1» ^
avutane spia, si mossero anch’eglino. . Q/iil
— studio * — Dare opera , Attendere con sollecitudine - \ lS
7 6. Non avesti studio d’ adornarmi, e quando io u andai aec. ( Un altro testo ha : non ti fu rangola. ) (Pr) .
— sulle corna =3i Odiare. Modo basso . Lat. odio habere. ^ 0 $
i'x tv » Berti. Ori. 1. 20. 53. Nou era al mondo coppia di i* lSsulle corna avesse più Rinaldo. c 3,(N)
*— tanto in mano * ” Avere buone ragioni. F* Aver in inane 3'^^/,
— termine =: Terminai' e. Lat. tìuem iiabere. Gr. rsxos
Par. 16. j8. Udir come ìc schiatte sì disfanno, Non ti parrà n" ^ lìnè fòrte, Posciacliè le cittadi termiti hanno. Bocc. nov.giovane, non restando di piagnere, c pure il suo testo a ^jjfjtfdando, piagnendo si morì; e così il suo disavventurato * llUtermine. t
— una cosa per suo trastullo =: Parsene un passatempo. Cd * ,
7. 7 48* Silvia , una giovinetta sua ligliiiola V uvea l u 'f. CC, ||iuaV a ’suo trastullo , e con gran cura Di lior 1’ inghirlandava, il rLo lavava sovente. (M) L&C'
— un'allegkezza a ciclo *, cioè somma, grandissima alleg 7Vi "
Cen. 3 . noe. io. (O) . . J; ^pr^'
— un calcio in cola ad alccno* ~ Cioè Jloer cagione divaigli checché sia. Cr. alla e. Gola. V. (O)
Grido
ÒW
ili
— usato " = Avere in uso, Essere avvezzo. E'egez. l 5 v. V '" , 1L1[ suouiini mescolato col suono delle trombe ajuta (accresce ) Ij 1 Icoloro che usato non l’hanno. E 'i-2. Sopra la quale si_hec»*^ /jij'ìdi legno fortissime, le quali i cavalieri hanno usato di ic ) i ‘ '..a h’f'
— vaghezza * = yolere, Dcsidei'ure. Cas. Oraz. Cari- r-ra, Sacra Maestà, e questi liti parca che avessono vaghezza e
di larvisi allo ’ncontro. (N) . p-e-ntc -
— vezzi * —A Prender trastullo. Morg. c. 22. st. 5 l. Rizzossi U
Un pur destro , E parvegli del caso anco aver vezzi. (N) pian**
— vista — Somigliare. Ar. Eur. i f. t j~>. Il mutar spesso de
ha vista Di corso , e nou di chi passeggia o trotta. (M) L 5 ’
— vita — Vivere. Lai. vivere, in vita esse. Gr. (aev ix'-». d ocC i w , c<! '1Ó. Mentre la sua virtù durava , alcuno nou avrebbe mai a •
lui in sé aver vita.
— voce = Correr fama , Esser opinione. —, Avere Ixxab sU .' tlg’
mani habere. Gr. tf ii,uriu Data. Inf. 33 . 85 . Che se’l cUI . jjali 110
uo aveva voce D’aver tradita te delle castella, Non dovei mporre a tal croce. ' a j H" '
a — Aver voto. Lat. jus suffragii habere. Gr- S/icaioi’ scii' 11 "'
Tue. Dav. Ann. i‘ò. i-S. Potere i Padri , che hanno V0 CC ,
proporre quanto vogliono. ^oCt
i — Aver voce in capitolo: si dice de’ Religiosi che h“ ltHloro Capitoli. Lat. sullragii jus habere. . , a v cte ,0 ’
4 ~ E fig. vide Avere autorità. Cecck. Esali. Cr. 4 - 4 -‘
Mcsser, voce in capitola Rr. 1 jj
— voglia , volontà’ = , Volere , Desiderare. Lat. Mie' Et 1 ' 3Svpiuv Ex s,f * Bocc. nov. 32 . 20. La cornate allora t rr e v0 |turidere. E nov.
d 1 : 6 rd PC /, TCdC /6l* (p lÌ „ 0 CCÌU J.l f.polè'M’ *
&
opcs.
1 *
volontà di destarla. Din. Comp. I Godìi fiorentinino gran voglia d' andare ad oste.
Avere. Siti. Facoltà, Ricchezze . Lai. facultates , census, 3‘ aVt re c ‘Suro.. Bocc. nov. /. l 3 . E per avventura non solamente ìflt v.beranno, ma forse ci torranuo, oltre a ciò , le persone- L ^ p ,. ^La ]>overtà non toglie gentilezza ad alcuno , ma si aveie- pr'i’" ,.56 . 1. Gli diè rajipresaglia sopra i Fiorentini , in avere ^ r r ^in tutto’! suo reame. Tes. Br. i. 33. Enea (igtiuolo d’A'* cnio suo figliuolo, fuggirò allora di Troia, e portò pr 1 ’* 5
avere. Dani. Inf 11. 3^. Morte per lùrza e ferute dogliose ^ jj,si danno , e nel su.) avere Ruinc, incenda , e toilette '.^Cill*'a — nA cui. * Ciò che i Latini dissero j’es f.in>ilians .otQuand’era venuto meno l’avere da casa. (\) ,
3 — Usato nel pi. Sa/v. Avveri, i. e. se. E
utihssi-;^
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Tremare :
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tra le maggior ricchezze c principali averinatio. (V)
A verga a verga. * Pesto avveihial. Col v.
capo a piedi. Cr. alla v. Verga. V, (0) „
A vergale. * (Gi og.) A-ver-gà-le. Antica provincia nel l v o
nell’ Alissinia. (G) rmd- 1O 1
Aveucare , * A-vcr-gà-re. All. V. A. V. e di' Albcrgai'c- ^ Dn 01,1>
4 q. Dirà egli al di del giudicio a quegli clic volentieri ggali: Io fui disalbero ito e voi ini riceveste. (V) . r _
Avergato , * A-ver-gà-to. Add. in. da Avergne. V t* " grf s j. ,,/iàA vergato. Posto avverbi il. Dizesi d’una specie di tcsU t ,, nsl ‘‘ fi-*’Jhtto a liste di varo colore ; e per simi’it. di cosa L ' ,,, V l fr wtra se diverse e varie. Cr. alle v. Cclone e Vergato . ^ a jii-o2. 12. Un certo clic di quel tessuto a vergato , che ‘ >ji >sito disse quel va leu t' uomo senza alcun fallo ci sci»scervi. (V) , Si a- vfe ’
Averiloe , ” A-vc-vil-de. N. pr. m. V. Evcrildc. (Dal s
fingi, ever sempre , e hild signore o signora.) (b) » vern 1 ' 5 ’, f)AvEnNO. (Mit.) A-vèr-no. Sm. L’infèrno de’Gentili. Lat- • | j0C ca-(
Cnr. Eneid. lib. 6. 290. Giunscr ove d’A verno ets ®
Ger. 5, i5. Tal che’t maligno spirito d’Aveino. (”/