, ^ p A VERNO
5 av <*n!T,v ' !Ul J- Menz-SaU 2. Mille travagli in negre bolge serra Quo-sto3 ^ ui corte. (N)
ancfle nome che si è dato da alcuni naturalisti a que'&ofètt e • C f U eS( ^ ano vapori velenosi agli animali , e che oggidì dìconsi*en2^ u 5 ; *ff° no c °sì denominati , da un vocabolo greco che significa( /Ue’l a „j". \ P ei ' c ?tè sì crede che gli uccelli i quali volano sopraLise, 3 \Ì U uo Ucc ^i dal vapore che quinci s’ innalza. (B) Salviti.a c ^3mati 1 ^ P r * ma di lui Lucrezio aveva detto di questi luoghifruirò* * avern b c011 darne la stessa etimologia, principio qued cc.(N)^• Ve UKo. * ' l J e , (, K‘) djat. Àvernus. Lago antichissimo della Campania. (G), Ornati ,n ' y* L. Di Averno , Infernale , Anguil. /j. ‘So-*.
A ***xq.* ) p ,
a ^ r,1 navcra fr St0 aU{,eì 'bi(d. z=: Nella stagione d inverno. Cr. alla v* A
^ VEfì °i-Do *T^ ^■ v ^ -r °- e * Isola della Norvegia . (0)
°Udc ]> •’ A-ve-i'ùj-do. N. pr. m. Lat. Averoldus. ( Dal sass. cefre ,»P3ix*. ^ m?’ euer sempiL* , e da haldan , onde Tingi, hold aggrap-
-^‘Ver-ro-e. N. pr. m» — Filosofo arabo spaglinolo. (Van)A-vcr-ro-ì-sta. Seguace d Averroe . JJemb. Lett. t.1(J ' s ta. Ha dottrina tutta barbara e confusa, ed è semplice aver-
*'«C T Kco * /\t-
i fi' (Mit. Rom.) À-ver-rùn-co. Nome di un Dio che adorava -■dt ulloitt UlRl Ue ' tem P* di calamità , persuasi eh' egli avesse il potcì'eaìì!!! 1 ^ 6 * ma h\ c di porvi fine. (Dal lat. avervuncare , rini un-4 >i. . f> arc 0-, Arnuco, (Mil)
a ^«poro >„™§ ) A-vér-sa. Città del Regno di Napoli iti Terra diVlir,s >eiU a
Can, iiiieih A ‘ vc ^‘ si e-ra. Sfi Nome fìnto di strega, demonio , che più, ad ’ Ave.- e - nte Sl d ‘ ce Versiera. F. Fort. Ricciard. Da far paura infitto
? rtr,.„ ’ cr ' su --re. Sm. Il nemico, cioè il demonio, T avversarioA ln lat. adversavìusi) Or. e’xSpo'-. Fort. Ricciard. Mi porli
l ? , ' s tEtni ** *' avci 'siere, Se mai più vo’cantar istorie vere. (A)
F' 2j. li’ A-vcr-siè-ro. Sm. Lo stesso che Avcrsierc. Fr.Jacop. T.Veii uor e ‘ 7 uic o ingannatore Aversiero del Signore. (N)
"7’ AveiT' ve r-sió-iie. [A/.'] Alienazione della volontà da checché sia.a ‘lrov ( >_ \ ant nto , sin. ( Dal lat. aversio il vimuoveve , il rivolgere' <?iZa ù’oe Il primo è la superbia, ec., che tutta la gra*
* :vv ‘ i’n jj, 1 Peccato si prende dall’ avcrsionc, cioè da rivolgimento ,***'■*_ e pri,^ 1 ^ mcn i° e^e fu la volontà di Dio . La quale aversioue pri-ai (r j ri P a lmcrite s’ appartiene alla superbia , e conscguentemente
pii vi vaso. Red. nel Diz. di A. Pasta. Ma se alla cassia
E Cc h. £. Ilaiul 'ale e invincibile eversione , non occorre parlarne,«^no 0 “ c \ Zf »c. i. 3 7. Quell’orrida aversioue al sangue clic tutto. v, ' F U)io in alcuni anco tra noi. (N)
j'^so (i; '!? Aitr. da Avversione, benché la Crusca le desse per sin. Nel]>;* c 1011az ione della volontà, Aversioue mal si scriverebbe con
AVILARE 529
A vettura. * Posto avverbial. col v. Andare, V * (0)
2 — * Col v. Mandare: Mandare checché sia a vettura = rana merce-nariamente -, ed è modo fig. Car. Lett. 1. dò. (0) .
Avezzano. * (Gcog.) A-ve7.-zà-no. Lat. Avezzanurn , Alpbabucelus. Muti-ca città de Morsi, ora in prov. del 2. Abruzzo Ult. nellt- di Napoli. {(*JAvezzo,* A-véz-so. Add.m, l^.A- F. e di' Avvezzo. Bemb. S>'or. L. i.pA*Donna abituata a vivere regalmente ed in regali onori avezza. (N)Avia. * (Gcog.) ’A-vi-a. Antica città e fiume di Spagna . (G)àviare, * À-vi-à-re. Att. V. A. V. e di' Avviare. Bemb. Stor. 11. 154• ^anco messcr Francesco Capello dal senato mandatogli per aviario puntogiovava. (V)
Aviario, A-vi-à-ri-o. Sm. V. e d? UcccIHern. (Dal lat. avis augello.) (A)A vicenda. Posto avverbial. Ficendevolmeute , Scambievolmente. Lai.vicissim. Gr. àtxoi^xlw?. Fit. A<5\ PP. Dorincnilo gli mezzi , gli al-tri mezzi vegghiavano e stavano in orazione, c così vegghiavano a vicen-da. G. F> io. 112. 2. Ti parte di loro stavano a vicenda nella camera aricoglier le fave. Tass. Ger. 2. 70. Che fortuna quaggiù varia a vicenda,Mandandoci venture or triste, or buone.
2 — £Fàie anche Successivamente , 1/un dopo l’altro.] Dant. hf. 5. 14Sempre dinanzi a lui ne stanno molte 5 Vanno a vicenda ciascuna algiudizio.
A vicino. Posto avverbial. = Tn vicinanza , Per vicino. Lat. prope, nonJongc. Gr.iyyv?. Dant. hif. 2S. 29. Non va co’suo’fratei per un cammi-no, Per lo furar frodolcntc di’ci fece Del grand’armento ch’egli eb-be a vicino. But. ivi: Ebbe a vicino, cioè clic glifo piossimario. Pai-lad. c. 38. Fiori d’alberi salvaticbi non s’osi tener loro a vicino.Avicola. * (Zool.) A-vì-co-Ia.AYyLa/.ÀvicuIa. Genere di molluschi acefalitestacei , che hanno la conchiglia irregolare , inequivalve j il cardinerettilineo , senza pienti, alquanto calloso , spes o allungato a guisa d'aledtdle sin estremità , un legamento stiletto ed allungato j il lato ante-ri're con un seno che selve a dar passaggio ad un fiocco setaceo dellobisso , col quale V animale si attacca ai corpi estranei. La specie piùcelebre di questo genere è Vavicola margariifera , ( inytilus margari-tiferus Lin. ) la quale produce le perle d'oriente o perle fine , me-diante una specie di siravasamcnto che si opera sulla interna superfi-cie della sua conchiglia della sostanza calcai'e che seive a formarla.Questa specie si pesca al Cedali , al capo Co/norin e nel Golfo Persi co . F. Perla. Lai. avicola. (N)
Avidamente, A-vi-da-mén-te. Avv. Ingordamente, Con avidità. Lat. avi-de. Gr. n'Xsovskti^o.'S. Fir. As. 26. E vedcndol mangiare cosi avidamen-te, ec. E 84. Spogliatomi subitamente tutte Je vesti, vi misi le maniassai avidamente. Bern.Oiì. 1. 19. 63. Quivi degli amorosi ultimi fruitiSaziar la lunga fame avidamente.
^ piu in p Son;ill t c 1 Avversione ; perocché in questa guisa non dovreb-3 Co ntr ^ ai ? Alienazione, Dipartimento, ma c converso Opposìzio-Così ntl ? J siccome Avverso dinota Contrario, Opposto, Conlrap-c s P ; 'He ^j.^tino diremmo amici aversi , gli allupi che si voltano
lilfi ^-vér-^S , C V a ,llia P arte * ( P )
5 y Bhl. m. da Avertere. Folto al contrario del suo di-
^%\d o lhl N. S P . (O)
KM si c * 0 ^ m,, dc. Espos. Simb. 1. z85. L’uomo da Dio averse, se? questa é singoiar grazia di Dio . (V)p ^diss ° ~ UUi) crb. z=z ConvenienJ.eniente, Bene , In b
/fu
s*
bel modo. Sal-
par 0 j^ ^2^ Laodama, assai ciò dicesti a verso. Tu stesso va e sfida
4 ? a Voi- s Ì rtZ °- COme prep. A modo. Bore. Teseid. 4 • Ma non pertan-
to 0 A vur 1 VOÌIc iaro Dì Pirico. (B)
Vjjj J) (u ^’DqsLo avverbitd.z— Farsetto per versetto , Parola per(//‘-Uti j n * * 5. 22. E intanto per la costa di traverso Veni-
4 v^Min) ailZl a noi un poco, Cantando Miserere a verso a ver-
4,
per
Le
.... Tr, 0 che A verso a verso.vesso. * Porto avverbial. Lo sli.. . , agevole co-
. ^ ,f- e U. 3. 3. 1 J 2 . Nè è che io non » a PP' aAv, -tir p *' far Sofocle latino a verso per verso. j„ we . Lat. averto-fi... A-vèr-te-rc. Ult. am-m-l V. a L -. V °r Ir ri miei <la lui fcswro
^“g 0T *^ Dato. Pur. 33. y^.So g'‘°M ria ec.^averse l'ira§ Bio P Qv< dc. Frati, hng. mg. La \cigni 1 Jpost. 80.
aVS ^ noi - coiai, cessò, stornò. Lai- Hcrtit-U f ^
K B''xZ dù d ’ a ^ Et “' c 10 dctt0 1 tlo «L C A versione. V.
4Vlle . 1 a com m .jtalrifc, c convtrtimOTto al bene commuta ( .
oBlBpc-to.Acld. m.Ja hvvnc. r.A. V. * Aperto, ri.n’t 5i * 9-Averto il fior, leggiermente s attrita. (V) j j jj/ ur
. <l eìk (Leo g .) ls „ k d u vècelti. Lai. avnun msulae. Isolette d
1 '’S-H-vé-sa , Avcsca, Ansa , Afusa. Fiume della‘ rn ’ di Urbù». rti-.
k’M à; WcotN A ‘ si ‘ a ’ Isola rvopontìde. (G)‘Utriin.^'ì A-ve-sna. Fr. Avcsnes. Lat. Avcsnai-. f'
\ -vai.,: ^v-ve-sna. Fr. Avcsnes. Lai. Avcsnae. Città di Francia
‘'« VCCT? ^‘JSord. (fi)
l’Ut | 0; fauste ^-' v è-sta. Sf. tSome del libro sacro de’Magi, composto11 a ( Questo libro chiamasi in persiano A end ‘Avesta , cioè
KT: da »««* . ..-.
vivente , cd «l'està parola o scritto. ) (Mil)
Baccoglicva con avidezza o ardire giovcnile ogni lor disputale rarodetto, insino alle (àvole.
AvrDissiMAMEVTE , A-vi-dis-si-ma-mén-tc. Avv. sup. di Avidamente. Tass.Ger. g. 36. Prodigo del suo sangue , e dell’ altrui Avidissimamcntc èfatto avaro. (V)
Avidissimo, A-vi-dìs-si-mo. tAdd. m.\ sup. di Avido. Lai. avidissimi». Gr.Tt'htovsx.TlìuéToiTos. Guicc. Stor. lib. -. Temperare la ferocia dclParmi te-desche colla potenza dell’ oro , del quale quella nazione è avidissima.JIemb.Slor.ff/f6. II signor Lodovico, per sua natura cd ingegno, ileisignoreggiare avidissimo.» Pelr- Uom. ili. 281. Benedetto fundecimn)papa, all’ultimo sendogli messo co’ fichi un diamante, de’quali era avi-dissimo , fu morto. (B)
AvioitÀ , A-vi-di-tà. [Sfjastr. di Avido. [Desiderioardente ed insaziabilee dicesi tanto al proprio che al Jìg-l —,Aviditadc, Aviditatc, Avidezza*sin. Lat. aviditas. Gr. sSsssf.A. Fior. S. Frane. 1. Questo infermo ilmangia con grande.aviditade. Rat. Il grande ventre e l’ale late si>nl-ficauo l’avidità. Fir. Dìsc.nnim. 11. Per seminare tanto scambilo , clicne nascesse avidità della rovina 1’ un dclPaltro.
a — * (Filos.) Patemi, passione, od alletto clic consisle nel desideriodi uno stato futuro più o meno lontano, o sia nel desiderio di aver-lo; ed è alto della volontà. ( Lallehasque. ) (N)
Avidità dilli da Desiderio , da limimi, da Cupidità. Ilil primo grado dell’ appetenza concupitiva. Brama n’è il sido, ed esprime appetito intenso 0 desiderio grande e vivo. Cupidità oCupidigia è appetito disordinato. K quantunque sogiiasi sempre riiÌTt-re al morale, pure qualche volta fu applicata anche al fisico. Aviditàè il quarto grado dell’ appetito concupilivo , ed esprime un desiderioviolento ed insaziabile ; e si applica tanto al fìsico quanto al mol ale.
Avido, ’A-vi-do. Add. m. Cupido, Desideroso smoderatamente, Bramo-so; [e dicesi propr. della voglia smoderala di bere e di numgiare. ]Lat. avidus. ór. irt.eors*v7is.
2 [ Fig. Dicesi di tutto ciò che si desidera ardentemente e prendesi in
tuona ed in cattiva parte.} G. F. 10. 70. 2. Essendo avido dell’onore,c di ricoverar lo stato del popolo di limila, si mosse d Alcmagna. 7«r.Dav Stor 1 245. La corte di Nerone , le pompe, gli adu/fcrii, le noz-
ze, gli alinii^M»^. ^iS'^é'dM^o^to.S
AXr*Tv 8 K ^nl ( Dal gr. recito.* ,.libi,liete , che yLi
A da re’beni! e U« fuoi /io è du ben s, lasca regolare dal fre-no ) _ poeta latino del ir ■ seitolo. (0)
A VIGLI Ano. * (Gcog.) A-vi-glià-no. Citta del regno di Napoli Basi-
a f i * re eoa V ’A-vi-ia. Monte, prov. e citta di Spagna nella freccimiCasi!"ha —Città della Nuova Granula. (G)
. ^ * * A-vi-là-re- Att. V. A. F- e di Avvilire, Frane. Barb. 2S. io.
Né i/'Oppo l avilare* (\ ) ^