ELEFANTESCO
fante. (B) g Bernardo Tasso , Amadigi , c. 6. Era la barca spaziosa egrande, D’ebano testa e di bianco elefante. (M)
2 — [Nome che.dall''anzidetto significazione passò poi a dinotare*i n animale mammifero , di forme colossali , deli ordine de pachidermi,Ta sua altezza giunge fino a *4 piedi e la lunghezza a dicias-sette. Abita ne' luoghi ombrosi e ne'boschi nella zona torrida , ovetrovasi in truppe di 100 sino a 1000 ; si nutrisce di varie pian-€ sopratutto di cocco e di palme ; è giudizioso e sensato , e me-diante la sua proboscide porta alla bocca il cibo e la bevanda ; simuove con facilità e destrezza. Ipiù grandi denti sono lunghi 7-8piedi€ pesano 180 a 200 Ubbidì e questi , staccati dalla bocca^sono dettiAvorio. La voce dell' elefante dicesi Barrito ; la femmina Elefantessa —,* jI / °fante,Lionfante, Alleante, Aulifante,Elefante , siti.] Lat.e lephas. Gr.*^$<x*.Dant.Inf3i-52. E s’dia d’elefanti e di balene Non si pente, ec.•tfocc. Vit.Dant.ztfl* Pare essere un fiume, acciocché così io dica, piano^P^fondo, nel quale il piccoletto agnello colli piedi vada, ed il grande^ciante amplìssimamente nuoti. Tass. Ger. i5. 11. E da cammelli o-Susti e da elefanti L’arenoso scntier calpesto e trito. E 17. 28. E,smisurato , a un elefante il tergo Preme così, come si suol destriero.
, 3 — Onde il prov. Far d’una mosca un elefante Far gran casodelle cose picciolissime. ] T. Mosca.
4 "— * Specie di pesce del genere centrisco ì divisione de* bìanchio-ste $i , volgarmente così chiamalo a cagione della forma del suotouso simile alla proboscide dell' elefante. Lat. centriscus scolops.(Aq)
5 * Dicesi Elefante di mare , per la sua grande statura quelquadrupede del genere morse , dell' ordine degli anfibii, che vive neldial e del Nord , ed ha , come l elefante, due grandi denti di avorio^e simile la forma della testa ì ma è sprovveduto di proboscide ; impro-
a Piamente chiamato anche Vacca marina e Cavallo di mare. (Aq)
. (Bot.) Genere di piante da Tournefòrt stabilito , della didinamiadngwspermia , famiglia delle Rinantoidi , cui si riferiscono il Rhinan-U5 elephas Lin. e tutti i Rinatili , il labbro superiore della cui co -3 * ® allungato e curvo a fòggia di una proboscide. (Aq) (N)
7T (Geog,) L’Elefante . Fiume del Governo del Capo dì Buona-peranza .— Baja degli Elefanti. Baja nella Guinea inferiore, sullap osl " orientale dell' isola Kink. (G)
ffantesco , E-le-fan-té-sco. Add. (m. Ciò che è simile all' elefante .]j, at .' clephantinus. Gr. i\t$a.vTizós. Salviti. Pros. Tose. 2. 101. Eu-P«ie affollò una mano di dizioni, incomincianti tutte da S , checevano un nojoso fischio agli orecchi, come delle zanzare che ron-no s e si servono , come di sordino , di quella loro in piccolo ele-p n l e sca proboscide.
ffantessa , E-le-fan-lés-sa. Sf. di Elefante. — , Liofantessa , Lionfan-Se ssa » Sln - l-vt. elephas lenóna. Gr. ‘h s'As'tpas. Zibald.Andr. Per sapereJ? e e elefantesse abbiano i denti grandi come gli elefanti maschi.
fanti , * E-le-fàn-ti. J\. pr. fi Lat. Elepbantis. (Dal gr. eleeo io hoEt. lsetlc ordia , e phamos visibile : Visibilmente misericordioso. ) (B)j ®**t,aco. (Med.) E-le-fan-ti-a-co. Add. m. Che tiene della naturaJ-d elefantiasi, o che è prodotto da essa• Cocch . Bacii. Le orridea cchie elefantiache. (A)
e j e j —. Colui che è infetto d’elefantiasi. Cocch . Vii. Pàt. Alcunid . a . n,lac *i li quali essendo stati per timore del contagio ec. trasportati5 ° ro congiunti ne’ monti, ec. (A)
Eteri . ett 0 cibali versi lascivi, così detti dal poeta Elefantide. V.(Va n)ne i. IiT,ASI - (Med) E-le-fan-lì a si. Sf. Plemmasia cronica della pelle,Co a quale questa diviene dura, tumefatta, inegualmente squamosa ,r . ("ó'uto, e termina spesso coll'ulcerarsi-, attacca specialmente le gambela ‘ a UC ^‘- Così detta perla rassomiglianza che si credette trovarvi trasii ammala ' a e c l lle ^ a dell’ elefante.'} — , Elefanzia, Elefanziasi ,c j ,! ' .t. elcphantiasis. Gr. i\itpxvrlxns. Cocch . Kit. Asci. Atenodoroassicura, che per la prima volta comparvero al tempod’Asclepiadefc* cfantiasi ec. e l'idrofobia. (A) (N)
( e Iis ’F lu . E I * E-lc-fàn-ti-de. iV. pr. m. ( Dal- gr. elephas, antos elefan-ti' . idos somiglianza : Simile all’elefante. ) — Poeta lascivissimo ,
2 presero nome e fama i versi elefantiaci. (Van)
E l T' N. pr. fi — Sposa di Dauao. (Mit)
* * (Geog.) E-le-fan-ti-na. Isola del Nilo nell' Allo Egitto.(G)
6 ’ài!$« TIN 0 > ’ E-le-fan-tì-no. Add. m. D’elefante. Lat. elcphantinus. Gr.
Tro^ e< ^ stesso c ^ e Elefantiaco. V.} Vit. SS. Pad. 1. 211.ch'a' 06 n<: ^ a P‘ azza giacere un lebbroso sì pieno di lebbra elefantina,«eli Ve n. g ' à l ler ; !u,c le mani e ’ P'edi. Diri- s - Greg. 2. 25- lucorseEtep I,f mfermità del morbo elefantino.
ParUe^V ®' le fan -t°. Sm. detto per la rima nel primo sign. di Ele-'. . • Sannazz. E gl. 11. Ben può quel nitid’uscio d’elefanto Man-Piantò nvn 0 ® 110 volto e la favel,a : Kicominciate, o Muse, il vostro^ANTorJ,.
ELEGANZIA
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Et
? To,de * * (Bot.) É-Ie-fan-tò-i-de. Sf. F~. G . Lat. eIepbantoide.(DaUn as e ìefante , ed idos somiglianza.) Specie di piante distinte dae cì ° ì n ° facile e curvo , che termina con una piccola lama ovale ,E LEp / e a guisa di proboscide parte dal labbro superiore della corolla.
3ìo») NT ?* A ^ H 1, * (Geog.) E-ledan-tò-ma-chi, Elefantofagi, Asachei. Na-,ìe di Elio—* .. '
LEPìa.-^._
* (Geog.) È-le-fan-tò-fa-gi.£o stesso che Elefantomachi. (G)
* / T) . . N T- 1 n . A • i °o/. ^
‘Uopi cacciatori di elefanti. (G)
e7 c 'T r0P0 - * (B°h) E-lc-fàn-to-po. Sm. V. G. Lat. elepbantopus. (Dasl J ’ ias elefante, e pus, podos piede.) Genere di piànte esotiche, dellacap e ^ eSla n H" r egata, distinto da un antodio di tre foglioline e daic et , Cl P arz ‘ali con /quattro foglie , da un pappo con cinque reste ed un ri-J(ie aco '° n udo; così denominate dalla forma delle foglie di una delleVanito /qualche somigliaaza col piede d' un eie ■
EtEri« (^led.) Elefantiasi che attacca le estremità inferiori. (Aq)ElefaÒ'-' ■ (Med - ) E le-fan-d-a. iS f. V. A. C. c dì EkfantUsì o )Miasi. yolg. ll a s, Di ciò avviene spesse volte varici ed elciats-
zìa. M, Aldohr. P. N. 1l3. Di sua natura fa venir quartane ec., c unamaniera di malattia che la Fisica appella elefanzia, e altre assai lebbre.Elefanziasi. (Med.) K-le-fan-zi-a-si. [ Sfl P. A. Lo stesso che Elefantiasi.E.} Red. Cons. 1. 27 8. Alterandosi questo istesso umore melanconicoec., ne nasce la vitiligine nera e l’elefanziasi, comunemente delta lebbra.»Salviti. Cas. 43. Poiché parlando della malattia elefanziasi ( la qualeil filosofo aver disegnata col nome di Satinasi, afferma quello eh’ iodissi , Chiosator greco) questa malattia, dice, mentre ancora princi-pia , cioè avanti che in vera , e perfetta elefanziasi ne traligni, chia-mano satiriasmo. (N)
Elefenobe , * E-le-fè-no-re. N. pr. m. Lat. Elephenor. (Dal gr. elephaselefante, ed aner uomo. ) Lo stesso che Elfenore. p r . (B)
Elega , * È-Ie-ga. N. pr. f. ( Dal gr. ei sempre, e lego io parlo, ioscelgo.)— Dna delle Prelidi. (Mit)
Elegano. (Bot.) E-lè-ga-no. Sm. Lo stesso che Eleagno. V. (Gali) (N)Elegante, E-le-gàn-le. [Add. com. Voce che viene dal latino Elegans ,e vale quanto Eletto , A celta , Squisito ; ma s* usa d’ordinario , par -landosi} di favella, di scrittura, o simili, in vece di Rene ornalo,Ben disteso. —, Avvenanle , sin. Lat. elegans, cultus, ornatus. Gr.x.a.'kós , xo/pliu. Fir. Dial. bell. donn. 43o. Tu , Verdespina , le daraiquella grazia che ti fa si cara, e quella prontezza e dolcezza del par-lare allegro, arguto, onesto ed elegante,a — [ Dicesi anche d’altre cose, in significazione analoga.} Lat.elegans.Gr. «pixaZAris. Vit. SS. Pad. 2. 22. Era d’aspetto angelico comeJacob , di corpo elegante e piacevole, ma secco e magro.
3 — * Usato anche a modo di avv. per Elegantemente. Bern , rim, 1.65. Provai un tratto a scrivere elegante , In prosa, e ’n versi, e fe-rine parecchi, ec. (N)
Elegante diff. da Gentile, Leggiadro , Venusto, Galante, Lindo ,Atultato. L ’Elegante è più studiato; il Leggiadro è naturale. V.Bello. Si dirà meglio Fanciullo leggiadro che elegante. L' Eleganza è più scelta, più accurata. La Leggiadria è una Eleganza più spe-dita è più svelta. Venusto è un latinismo più raro nell'uso. Essoesprime una Eleganza più fina e più amabile nelle forme. Gentile èmeno di Elegante. Gentile applicato al morale è contrarip di Villano,di Ruvido: Uom gentile, Cuor gentile, Gentile animo ec. Applica-to al fisico, è contrario anche a Rozzo, Aspro, Duro cc. Noi diciamoFisonomia gentile, Mano gentile, Complessione gentile ec. Cosianche Grano gentile, Vini gentili ec. Quasi tutt’ i fiori hanno in sédel Gentile. Galante, parlando d’uomo, è quegli che serba Ele ganza , vera o falsa , voluta dall’ uso corrente, ne’ modi , nel vestire,nella forma più che nella qualità delle robe. Lindo esprime la pu-litezza ed eleganza che viene da molt’arte 0 cura- Attillato è anchepiù. Parlando di cose, è ciò che copre o veste con precisione e senzanascondere le forme del corpo. Attillato si dirà un vestito, Attillatala scarpa ec. E si dirà Attillato anche l’uomo che veste in tal modo.
Elegante (detto dello siile) diti’, da Colto,Puro, Forbito,Terso,Leggia-dro, Venusto , Bello. Lo Stile collo è quello che non ha vizi di lingua ;che ne rispetta le regole e le pone in pratica senza veruno studio. Si puòdire che esso consista nello scrivere con una proprietà, figlia dell’es-ercizio e dell’abito. Lo Stile puro è quello che non ammette, senzabuona ragione, frasi, estranee alla lingua. Lo Stile forbito consiste prin-cipalmente nella eguaglianza, nel non trovar nulla che faccia intoppo,che rompa il corso naturale del dire. Anche una lingua può dirsi piùForbita delle altre quando è più piana , più dolce , più eguale , piùconforme alle regole dell’ analogia. Terso include la idea d’ una for-bitezza lucente, come annunzia la stessa voce. Uno stile agile, snello,spedito , non pesante nè carico di minuzie che ingombrano , si diràLeggiadro. Dee avere però una certa forbitezza. La Leggiadria puòconsistere nel concetto e nella forma. Uno stile sempre colto semprepuro ed anche scello nella sua purità, si dira Elegante. Benché non siasempre Forbito nè Terso, aver dee però più finezza, più grazia, piùvita. La vera eleganza è Ja scelta de’ modi più acconci ad esprimereil concetto. Lo stile, per dirsi Venusto, dee aver delle veneri. Quan-do appaga l’intelletto e’l senso, quando piace e rapisce per le graziedilicate, per le amenità, per le forme schiette e gentili, sarà Venu-sto. Proporzione, unità, armonia, unite ad ogni altro pregio dettodianzi, formeranno il Bello stile.
Elegantemente, E-le-gan-te^ mèn-te.Avv. Con eleganza. —,Alligantemen(e,sin. L«t. eleganter.Gr. x a P‘ £<,rws ‘ Er. Giord.Pred. Il quale fue scrittodal Baron messer santo Agostino elegantemente. Fir. Rag. l44- Eu ec.una di quelle canzoni che i poeti chiamano Sesti ne, in così basso suggettotanto elegantemente composta, eh’ io non posso non me ne maravigliare.Elegantissimamente , E-lc-gan-tis-si-ma-mén-tc. Avv. superi, di Elegan-temente. L.at. elegantissime. Gr. xxputrTccrus. Segn. Slor. 5. 1 .fi.Alzò (il Tevere ) le sue acque per quella misera terra a tanta altezzache mai più, fuori de’ tempi descritti elegantissimamente da Oraziopoeta, si aveva fama che fusse alzato. (A) (B)
Elegantissimo , E-Ie-gan-tìs-si-rao. (Add. m.} superi, di Elegante. Lat.elegantissimus. Gr. xapieVraros. Ar. Supp. 1. 3. Gli è di una nostraglosa elegantissima. Red. Esp. nat. 36. È questa vostra istanza mirassembra che sia fondata su quello che intorno a ciò affermativamentescrisse un valentuomo franzese in un suo curioso ed elegantissimo trat-tato del tabacco. E lett. 1. 202. Sentii quella vostra lettera dotta emarayigliosa , dottissima ed elegantissima, ec.
Eleganza, E-le-gàn-za. [A/.'] ast. di Elegante. [ Scelta, Squisitezza difavella, di scrittura e simili.} —, Eleganzia, sin. Lat. elegantia, cul-tus. Gr. ix-irpimix, Firenz . Lett.lod. donn. 120. Vedete l'e-
leganza della Rodiana Erinna far più fiate concorrenza col duca e mae-stro di tutti i poeti. Alleg.3ìi. Generatasi per lo più dal severo pro-ferire delle Ciceroniane eleganze, appiccale loro addossso colla scihva.
2 — * Per estens. dicesi anche delle opere deli arti in. cui. si scorgeuna certa squisitezza e leggiadria di gusto sopraffino edilicalo. (A)Eleganzia, E-le-gàn zi-a. (Sf, V.A. V . « di} Eleganza. Fir. Rag. i3q.