VOCABOLARIO
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E Lettera vocale che ha molta convenienza coll’ I , prendendosi fre-quentemente l'tina per l'altra, come Desiderio e Desiderio , Peggiore ePeggiore. Così nel Greco /’ Epsilon e /‘Iota , e l’Ita o Età. Appo itoscani ha due suoni : l’uno più aperto, come Mensa , Remo ; l’altropiù chiuso, e assai frequentato da noi, come Refe, Cena: onde, pertor via gli errori , si richiederebbono varii caratteri [ o accenti. ]Cotal suono però appresso i poeti non fa noja alla rima. Petr. canz.2q. 5. Fa subito sparire ogni altra stella , Così pare or meli bella ;dove nel primo verso la e di stella ha il suon chiuso, e nel secondotn bella aperto.
a — Copula, [ che innanzi a consonante si scrive. J Lat. et, atque,ac. Gr. xa.i. Bocc. pr. i. Essendo acceso stato d’altissimo e nobile a-inoie. E num. 2. Quantunque appo coloro che discreti erano, e allaCui notizia pervenne , io ne fossi lodato, e da molto più riputato. G.V. 7. 5;li. Onde lo re Carlo si diede gran dolore, sì per la presuradel figliuolo , e sì perchè la fortuna gli era fatta sì contraria.
3 — * Usato ancke innanzi a vocale, così nel verso , come pur nellaprosa, quando torna più agevole la pronunzia e più dolce. Petr. p. 3.7. Ricouobbila al volto e a la favella. E p. 2. fg. Era gli anni dell’etàmatura, onesta, Che i vizii spoglia e virtù veste e onore. E p.3- g.Ne l’altro, Ajace , Diomede e Ulisse . (Cin)
4 — Talora per fuggire lo’nconlro delle vocali, dagli scrittori più re-golati vi si aggiugne il D , [ siccome fu adoperato pur da' più an-tichi. ] Vedi i Dep. car. tp , e il Salv. Avveri. 1. 3. 4. 11. [ V. il§. seguente. ] Bocc. nov. 7./ f. Ed ivi presso correva un fìimiial divernaccia. Dant. Inf. 4• <<?• Ed egli a me: L’angoscia delle genti ,Che son quaggiù , net viso mi dipigne Quella pietà che tu per temasenti. G.V- 6.2g. 1. Le dette nazioni ebbono dure ed aspre battaglie. »Petr. p. i. 5g. S’ avesse dato all’opera gentile Con la figura voce edintelletto. (Cin) Fr. Guitt. Lett. 25. Piacentero molto ed util poco.E altrove : Amor m’ ha preso , ed incarnato tutto. (N)
h — Pure vi fu chi dell’ Et invece dell’ Ed si servì ; e ne son pienigli antichi testi. » Salv, Avveri. 1. 3.2. 24. Oggi alla latina guisa sonritornati i Toscani, Et scrivendo sempre, quando sì fatta voce è po-sta davanti a vocale. U quale uso è a noi tutto strano, e, per miocredere, da non lasciar per lui il nostro proprio e natio; posciachèEt per E ne’libri di quel buon secolo, che scritti furono da semplicipersone, quasi mai non si vede. (V)
6 — Talora si replica ove anche Jòrse necessaria non sarebbe. Petr.son. 23g. L’acque parlali d’amore e l’ óra e i rami E gli augellettie i pesci c i fiori e l’erba. Arrigh. 5o. La notte piango e ripiango,e raddoppio i gemiti, e la moltitudine de’ dolori cresce in m e.nBocc.g. 2. n. 6. Ed essi, avanti che a mangiar si ponessero da parte d’Ar-righetto e salutare e ringraziarono Currado. E g. 4■ n - 9- In Pro venza furon già due nobili cavalieri ; ogni imo de’quali e castellae vassalli aveva sotto di se. (Cin)
» — Talvolta sebbene pafa soverchia, non è così, anzi serve a dinotarecon più forza ed evidenza il tempo 0 la prontezza dell’atto ; siccome l’ at-que de’ Latini . V.§. «3, 3. (P) Bocc.g.2. n. g. Poiché tu vuogli che iopiù avanti ancora dica, e io il dirò. E g. 3. n. 4- E quando ella si sarebbevoluta dormire ec., ed egli le raccontava la vita di Cristo. (V)
3 — * Ed anche abbonda in modo vizioso. Corbac. i3. Il falsopiacere delle caduche cose il quale più savio eh’ io non sono giàtra-svtò molte volte , e forse e a non minore pericolo condusse. ( Ben-ché qui può stare in luogo di anche. ) (Cin)
1 — Talora si tace e si sottintende, coni è pure nella greca e nellalatina lingua. » Petr. p. 2. 35. Fior, fronde, erbe, ombre, antri,ornle, aure soavi, Valli chiuse, alti colli e piagge aprici*. (Cin)Amm. Ant. Distinz. So. Bub. 2. §. 9. La parte sovrana del mondopiù ordinata e prossimana al ciclo non si turha di nebbia, non si scom-muove di tempesta, non si rivolge in turbinìo, senza ogni minoreè;queste di giù tempestano. E Ar. Far. 27. 121. Temerarie, crudeli ,iuique, ingrate, Per peslilenzia eterna al mondo nate. (P)
Vocub. 111.
3 — * E dove si tacque, fu qualche volta di soverchio taciuta,in particolare tra due addiettivi , per addolcir la pronunzia, talchéil primo addiellivo par che stia come avv. ; e però nelle nostre prosenon $' usa. Petr. p. 1. <53. E ’l tacito focile D’ Amor tragge indi unliquido sottile Foco, che ro’ arde a la più algente bruma. E p. 2.canz. 48- Quell’ antico mio dolce empio signore Fatto citar, mi rap-presento. (Cin)
8 — Talvolta serve per Maniera d’interrogare, [ora con isdegno,oracon maraviglia, ed or con una or con un’ altra passion dell’animo.}Bocc. nov. 68. 16. La donna , rivolta ad Arriguccio, disse : e quan-do fostù questa notte più in questa casa ? Capr. Boti. 3. 4g- E can-tar del gallo non ha servito stamane a destarti e ? » ( Qui è interie-zione. V- e di’ Eh.) (Pe) Fiam. t. 5. AHa qual domanda egli cosi rispose :Madonna, ed a che fare tornerebbe qua Panfilo ? Petr. p. t. 98. Oiraèlasso e quando fia quel giorno, Che mirando il fuggir degli anni miei,Esca del foco e di si lunghe pene ì (Chi)
9 — * Si suole frapporre dopo la voce Tutto, e principalmente se. aquesta vengono appresso vocaboli dinotanti numero, V. Tutto. Salv.Avveri. I. 3. 3. Il tutto e quattro sarà forse il migliore ; e potrenìdire che la e non per copula semplicemente, ma vi stia per cioè; nelqual significato in tutte le favelle si adopera spesse volte. (Cin)
10 — Tal particella similmente appunto come in quelle lingue [ grecae latina ] , anche nella nostra s’ adopera in signi/icanza di diverseparticelle , come Ancora , Che , Cosi , Nondimeno , Oltre a ciò ,Quando , Ecco , Allora e simili ; di che vedi il Cinonio.
11 —* Per Acciocché. Lat. ut. (Dal lat. ut.) Bocc. g. 2. ti. 5. Deliberaronodi legarlo alla fune, e di odiarlo nel pozzo, ed egli là giù si lavasse. (Cin)
12 —* Per A condizione che, A patto che. Fr. Giord. 198. I paesanihanno voluto dare ai santi . . . oro e argento, e farli signori, e-im-promesso loro grandi cose ; ed ‘eglino lascino la fede. Ambr. Furi.2. 7. M’ ha voluto mettere in mano cento cinquanta scudi, ed io gline facessi copia (gli concedessi la fanciulla.) Fr. Giord. 220. Pochiomeni vengono a confessione; ed eccidi quelli ehe n’andrebbono vo-lentieri di qui a S. Jacopo, ed e’nonfossero tenuti di confessarsi.(V)
13 — Per Allora. [ Lat. tiinc. ] Vit. Bari . E quando era compiutol’anno, e gli cittadini si levavano a remore contro di lui. » Bocc. g.5. n. 8. Essendo adunque già venuta 1’ ultima vivanda, ed il remoredisperato della cacciata giovane da tutti fu cominciato ad udire. Eg. 8. n. 8. Poi quando questo fatto ayrai, ed io ti dirò il rimanenteche a fare avrai. (Cin)
z — E nota uso quasi simile. Vit. S. Zen. 6. 3o5. Entrò egli solonella cucina ; e per giudizio di Dio , credendo abbracciare e baciareloro, ed e’baciava ed abbracciava le pentole e’Iaveggi. (V)
3 — E più frequentemente dopo le particelle Come, Poiché, Quandoe simili quasi nel senso de’ Latini Itero, Sitimi. Dani. Inf. 25. Cotn’ioteuea levate in lor le ciglia , Ed un serpente con sei piè si lancia ec.Fior. S. Frane. 124. Cosi conformemente andava la detta croce di-nanzi alla faccia di santo Francesco, che quando egli restava, ed ellarestava ; e quando egli andava, ed eila andava. (V)
4 —* Ed alquanto diverso. Bocc. g. 1. n. 2. II giudeo rispose : ioson del tutto disposto d’ andarvi. Giannotto vedendo il voler suo,disse : e tu va con la buona ventura. E g. 8. n. 2. Se voi non gliavete, e voi andate per essi. (Cin)
*4 — Per Ancora , Anche. Lat. etiam. Bocc. g. 5. n. 3. Se purequesto v* è all’ animo ec. , ed a me. ( Lat. idem placet et mihi. )E g. 1. n. 8. if>. Si dispose del tutto c quella cacciar via ( il-lam quoque. ) Fior. S. Frane. 121. E pregandolo che pregasse Dio per lui , c santo Francesco si pose primo in orazione ec. Fr. Giord.198. Se tu di’ c’ hai fede mostrato per opera : che se tu non hai l’o-pera , e le demonia hanno fede. E 207. Onde gli uomini che sono ratti( in estasi ) , e sono mortificati ai sensi. E 3o8. Se Cristo risuscitoe,e noi risusciteremo. Frane. Sacch, nov. 5i. Venuta che fu tutta labrigata, e detto loro che passino su, e ser Ciolo ne va su per le sca-