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Vol. III.
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FARE

molto più sottili agli archi derostri arcieri. Dani. lnf 2.91. lo sonfatta da Dio , sua mercè , tale , Che la vostra miseria non mi tango.E 3. 5 . Fecemi la divina poteslate. E 6 . Tu Ibsti prima , eh iodisfatto , fatto. Rim. ani. Dant. Majan. 83. Dunqua corno furaggio?Pelv. son. 216. Forse vuol Dio tal di virtute amica Torre alla terra,cn del farne una stella. E canz. zrj. 2. Che fan qui tante pellegrinespade? E 33. Che fanno meco ornai questi sospiri? Cavate. Specoli.Cr. Ecco che quel che tu hai lodalo, battezza; ogni uomo va a lui,e fa più discepoli di tc. » Car. .S trace. Prol. Immaginatevi clic questisiano dessi, perché fanno delle medesime cose. (N)

36 Partorire. Lai. parere. Gr. ròtruv. Franc.Sacch.nnv.i5. Ella feceuna fanciulla chebbe nome '!nanna. E nov. 28. Avvisandosi che labuona donna avesse fajto il fanciullo. E appresso : Ella fece istanotteun Cricini maschio. Aon. ani. $6. 1. Menulla , e fece a due mesi unafanciulla.>1 Ar. tur. 20. 0. Al duca Anione , il qual già peregrino Vicapitò, la madre mia mi fece. (Br)

3 ; Piantare, Seminare . Pattaci, tien. 1./. La lattuga si puote ben faretutto 1' anno.

36 Procurare. Rat. curati! haberc. Gr. irpocpiKCvriìou. A enei. 4~ 'io niuna altra legge imposi alla rivocata anima, se nini che, seguendo

FARE

non fece (non le meritò.) E ivi: Noi credevano ancora ferinamente,forse avrehbcr fatto ( avrebber creduto) a pezza, se un caso avVcnunon fosse. E g. 0. n. t. Mcsser Geri, al quale ec. il saporito he 1 >che a Cisti vedea fare, sete avea generata, ec. (V) .

55 Talora prende il signif. del verbo dal qual deriva ladd.ene e saccompagnalo, come Far torte =5 Fortificare, ec. Molte di que sl J(

emioni saranno notate a loro luoghi. Lib. cur.malatt. Pensano

di 6 r

Sirie to stomaco. Erano. Sacch.fa contento.

nov. 15. tit. Essa con un motto

U

56* Talora si frammette alla prep. ed a questo verbo il nome

il munir»/* Leti '*'1 2 T? -- f -.... ri

i ujale palestre , tacche di far frullo. Buon.irni.

vini.

__ r Deh late clic a

me slc&oo io più non torni, i» Lasc. Oeios. 2. 2. Ma faccialo che noinon f.iòaiino trovate a quest ora ( cioè) guardiamo bene.) Bocc.g. 8.n. 7. A queste farete che voi diciate ( direte ) bene e pienamente i de-ciderli vostri. (V)

2 Nei medesimo senso usato non coli infinito , ma col Che, se-guito dui soggiuntivo. Bocc. g. 6. proem. liioneo , questa è quistionda te ; e perciò farai, quando (inite fictio le nostre novelle, che tusopr* ossa dèi sentenzia tinaie. E g. g. u. 5. Fa che tu ini rechi unpoco di carta. (V)

3 E col Di , seguito da infinito. Bocc . g. 7. n. 3. Farete di farporre ( farete porre') una statua di cera della Mia grandezza, ec. (V)

Produrre, [ e dicesi così nel fisico , come parlando di cose astraileLat. facerc, gignere. Or. tyifuv, Lib. Similii. La troppa famigliarità(adispregiamento. Dav. Coll. 17 7. Vedi il poter della Luna nei mela-grano, che quanti giorni eli ha , quando il poni , lauti anni pena afarne; e posto a Luna scema, non ne fi. Buon.vim. 4°- Natura, chenon fcinai si bel volto, Restò in vergogna.

4 0 Provvedere. Nov.Ani. Faccia egli pur convelli ci fornisca. ( òiz-tagat. Nota col come. ) (V)

4 1 Pubblicare 0 Dichiarar per sentenza, y. Fare ribelle. (P) (N)

4*2 Rappresentare. Lat. agere. Gv.hpv.v. Cccch. Corr.pr . Vi sarà detto

da quelli che fanno II primo atto.

43 Seguile, Avvenire. Lat. evenire. Gr. evp.^odmv.Q.y.g. 72.*.Chesi crcdeano aver vinta la terra, latta la sconfitta.

44 * Servire, Tcucr vec c.Car.Endib. g. feiro sempre À verno perle mani. Una sola asta Ne fa picca c pungetto. (Cioè, ne serve di pic-ca c pungetto, ne scusa picca e pungcllo. ) (Br)

4 ò Spendere, Donare, cc. Fav. Esop.^iSi. Una mala femmina mon-dana traeva a i giovani ec. ; c mostrandoli amore, traeva e recavaa ciò che i giovani potevano fare. (V)

46 Stabilire. Cur. En. io. 54. Ma se traiti vi sono , e sé lor datoDagli oracoli lutti e de'Celesti E degl Inferni, qual può senuo oforza A Giove opporsi, e far nuovo destino. (M)

47 Stimare , Riputare. Frane. Sacch. nov ig8. E pertanto io gii foperduti ( li Jiorini ), se già Dio non gli spirasse ec. (V) Ar. Fur.20 .4u. Non concedo però die qui Medea Ogni fetnina sia come tu fai.(Bv)

46 Supplire al bisognevole. Dep. Decani. 72, Talvolta per masserizia( risparmio ) si leva da dosso f uomo la bocca d un fante più , cre-dendosi poter fare col servizio d un solo. ( in questo sensodiccsiFavsenza di checchessia.) (V)

49 Trattare, Procedere. Lat. se gercrc .Gr.ieaptxfiv Uvrov. Petr. canz.35 . 4 Mi giacqui un tempo, ora allestremo fumine E fortuna edAmor come pur suole. Bocc. nov. ij6. 4. Pensò che, perciocché diparìe avversa aita sua era il cavaliere , più familiarmente con luisi volesse fare.

fio Usare, Adoperare. Gr.S.Gir. 3g. Chi bec del vino del suo vasello,non fa unqua peccato ; ch'egli fa colla cosa sua. ( Cioè, bec del suo.Così Fare coi suoi danari è Spendere i suoi danari.) (V)

5 1 Usar carnalmente. Lat. coire. Gr. fciVycffSan Gr.S*\i4* Altri,sono, che tengono castità per non potere , che tanto hanno fatto chenon possono più fare.

52 Vendere, Dar prezzo. Buon. Fier. 4. 5 . 3 . Viene , e si mi tiraPel santambarco , c dice : Che fa tu quelli spaghori ì a un tratto Ri-spondo : tre carlini.

53Talora in certi costruiti vale Dover ùvc.Bocc.gg.n.3. Calandrino cc. per certissimo ebbe seco medesimo d esser malato; e tutto sgomen-tato gli domandò: che fo? {che ho a farcì) Disse Bruno; a Die pareche tu torni a casa, e raditene in sul letto ec. (V)

54Talvolta prende il significato dal verbo che lo precede, e a cui si

riferisce, yed. i Dep. Decani, gg , dove parlano a lungo di questo.Bemb. PrcA. 1. 16. Non così ora soverchi mi pajono , come già far{parermi) solcano, questi ragionamenti. Fit. ò. Gio. Bau. 22t?.Nonè da tenere ancora altro modo, che quel che tu fai ( cioè , tieni.) ES 53 * Ecco die costei ebbe fatto un pezzo, ed ella si (ormò dinanzi alRe. ( Ebbe fatto,' cioè ballato e cantato, e altre tiiullerie. di che parladi sopra.) .(V) ' isti

1 E variamente. Gr. S . Gir . 2. Migliore sperare fa l'uomo indel nostro Signore, che non fa in delti Principi.( É tradotto dal Sal-mo Meliiis est sperare in Domino , quam sperare in Principibus.)Borgb Cot, Lat . 4 (> 9 Dicendo ancor io alla libera il mio parere, co-me altri barino fitto del sno.( 1», vece ài il suo). Bocc. g. 3 . ri. 3.Ninna cosa e al mondo, che a lei dispiaccia . come fai tu ( come di-spiaci tu ). E g. 3.n. 7. Forse che Tedaldo meritò queste cose? cerio

od d

pronome. Car. Leu. ined 3.20. E per questo fare me ne son rit> ia ^al bosco. E 214. A ciò fare non mi muove altro che zelo del suservigio. (Pe) , , -

57 Parlando della Luna , Dar la volla, o Cominciare alcuno q c8,1termini e delle sue variazioni. Lib.cur. malatt. Avvcttù>cauo di u *hprendere il medicamento solutivo sul fu- della Luna . E appresso :disordine avvenne, perché iu quella mattina cd iu q»ct punto

la Luua crescente.

58 Parlando di Bestia da come, Fare dicono i macellai per A^ aìì [

zarla o Macellarla, frane. Sacch. nov.yS. Facendosi una vitellabissimi* e bella, lèciouo borsa, e comperarono il ventre. (A) ( * uqui Fare sta nel sign. di Fendere.) (N) c

5 () Parlando di Tempo , Stagione , Giornata o simile vale P 3S * aquella giornata, Consumare quella stagione, Diinorare iu quel daio t'- 1 ^po in un luogo ec. Nov. ani. 38. Andaro ad una villa jwoscrsi 1cuore di lare quivi il verno. (Min) Ar. Fur. 14 Fc nelle sC ^°assai della sua \iLa Al tempo di Pitagora e dArchita . Cas. Gidut.fno é , cui solìcra fummo di fare la sua vita col medico. Bemb . f e

{Poi. 7. pag. 210. ediz. Class.) Ilo inteso. voi essere in op cnl °^

dandare a lare la vostra vita nella Provenza . Guar.Pust.Fia- 1

E la vita passando in fèsta e in gioco Farei la state all ombra everno al loco. Beniiv. Mcm. 1.6. Il sacro collegio de* cardinali 0è un ordine monacale che fàccia la vita fra i dormitorii. (Br) .

60 Parlandosi di Spazio,significa Passare,Scorrere.Trapassate, ^giare. Lat. faccre , conlicere, òr. iiftrtKùr. Cani. Carri, 84- ^sotto corridore, E gagliardo a maravigliai Che in manco di dueFacciala più di cento miglia. f ^

Parlandosi di molte materie, vale Mutare dallesser loro, Vari ^

come di muri , edifica , o simili , Fendersi, Spaccarsi. Lat fac<-i' ctiuiu, vitiavi. Gr.

62 Trattando de Numeri , usa per significare la Somma pr°d° ..dalla ' '

di

to. E appresso: Lo numero di sessanta, che è di dicci c di sci,sei volte dieci fa sessanta.

Trattandosi di Mercanzie ec. esprime il Mutarsi di prezzo }ie: Il grano ha fatto una lira lo stajo ec. , cioè È rincarato 0 1

63

me

viliato una lira.

Gq Trattandosi di Tempo , esprime Quantità passata', e significò

fc 1 *

css c *

Gr.Ka.psì&Cw. Tav. Bit. Oggi fa ventidae giorni , che lo reeuUù'Cecc/i..iS ,«/. 5 .d.IIa tu a memoria, eh or fan sedici anni Ch?fu tolto, ec.ììSab in. Opp. Cac. 4 160. Già f anno Fa uudi:csmo2 E senza numerata quantità o di giorni o d altro.Frane .^nov. 53 . Egli è un buon pezzo che io usai iu questo paese, cbuon tempo udii dire che ec. (V) S È

65 Co II* art. precedente a sost., come Fare il bcccajo, Fare l'os^ ^miti = Esercitar larte del beccajo , ec. Cecch. b'0^/ 3.7. Ogni fr 1 ^é buono a fare il birro. Alteg. n8g. pur Lombardo Per f ,lViciabaltin vé mai rimasto.

66 Col segno del secondo o sesto caso , come Far del poltrone fi 0poltrone, da medico ec. =zFai'e il poltrone , il medico eclench* m,non sia tale. Erano. Sacch. nov. ^7. La donna fece dolio

Buon. l'iev. 1.2.4. Troppo il far da cozzon con simil bestie ^ ,

.cito duro. E appressa'. Glia qualche fine lor lfiauuo audio 1 sCome il far da pnltron talvolta i bravi.

67 Col segno del terzo caso precedente aliinfinito d un altro ^

come Fare a correre, Fare a dipignerc ec. Eare alcuna costi f .corremo d'altri. Borgh. Rip. 270. Nel medesimo tempo e su ° c °j|oi'ilente fu Parrasio d'Efeso, citta d'Asia , il quale, secondo che sfece a dipignerc a concorrenza con Zcusi, ed il vinse. cl ,i<>

68 * Quando il verbo unito a Fare regge oltre al quali 0 ....

un altro che per regolar discorso dovrebbe essere al 6. , Pf r .prielii si metta sempre al terzo. Bocc. nov. 77. A lai ti tu

re , a lui ti fa i tuoi panni recare , a lui ti fa porre la al

la quale tu scenda. E ;<?. Debbo stamane desinare con unVjjjiiJ 1'

quale non ini voglio fare aspeitarc. G. E. g. 7 6. Mandava Fjt*. .ya' 1 'Ghibellini e rubelli..-. e .... gli faceva ai suoi fanti tagliare con 0 ,.<vnaje. Vit- .S.V. Pad. 2. 2 5 ). In sullaurora si partiva facendo* B.a.mettere alla meretrice clic non rivelasse la sua operazione. A", - ; si f- 1 '6. Mi feci dare loiocento bisan/i doro. Eil. SS. Par. e 5cea loro promettere di non pubblicare infino in morte.(Clorali ' 01

69 Quando, innanzi all' infinito daltro verbo, accenna C igioiie, - yp.

il verbo sia neutro passivo, lascia sempre la particella SI. 1Agr. cap. 12. Lombra di quelle ultime pianure c tanto ...ji

alzar poco le tenebre. (Doveva dire alzarsi ; però mai si

Far maravigliare, rallegrare cc.) (V) _ nperd 1

70 Si usa con gl'infiniti de verbi frequentemente, e signifi r f^.J. Mj ct>'o Comandare che. si faccia lazione dinotata in quei taùt'V , 0 scC;me, per esempio, Ubar saperci Operare che altri sappia, F J' j cr 3re := Operare che altri conosca, ec. Bocc. introd. 20 Una ni. ^ p f c-beccamorli sopravvenuti di minuta genie, clic chiamar si face^j,|cliiui, sottentravano alla bara. E nov. 3. 3. Ma ancora mo e

ito * 10