l9 8 fare la penna
— la penna = Guadagnare nelle cariche oltre allo stipendio ordina*rio. Lat . ultra mercedcm, seu stipcndium , lucrifacere. Cecca, Cor r.
2 . 7 . M ; lle E settecento scudi d'oro il mese Sarà ’i stipendio ordi-nario, e poi il più Che nc farà ia penna*
a _Far la penna. T. di maria. Rizzar Vantenna . [Lo stesso che
Fare penna e Far V uomo alla penna. P . Farsi la penna. ]
— la pera = Apportare altrui di nascoso e maliziosamente aleuti pre*giudizio grande ; come Ammazzare Far ammazzare occultamente^
0 Far altro grave danno. Lai. ciani , per se vel per alium damnutninfìrre* Maini. 6 . 4 S 0 eS u, gne , perchè a lor vuol fu* la pera : Io1 ’ ho con quei briccon , furfanti, indegni. » Salviti. Annoi . T.B* 5»
5. Faccia la festa ; la pera; forse greco, e latino pjra. (N)
— la persecuzione = Perseguitare. F. Fare persecuzione. ^V)
— la porta * Dare adito di entrare e uscire. F. Porta. Dant. Inf.26 .5g. 1/aguato del cavai che fé’ la porta Onde usci de’Romaniil gen-til scine. ( 0 )
— lappe lappe : [Parlando di Gola o simile , ] si dice quando alcunodesidera ardentemente alcuna cosa. Maini, 5. 62 . Ovunque egli è ,d'untumi fa un bagordo, Cbe ognor la gola gli fa lappe lappe.
3 — Fare il cui lappe lappe = Tremare perpaura.[F.C ulo,J.^.]
3 — C E detto delle Chiappe. J Cant, Cam. ig4* Poi ne va pia-netto, c cheto Squadernandoti le chiappe, Che gli fanno lappe lappe.
— la proposta * = Proporre. F. Fare proposta, (N)
— la pruova. F. Fare pruova. (N)
— la pugna. * F. Fare pugna. (N)
—la quaresima. [Lo stesso che Far quaresima. V .]
— la ragione. * F. Fare ragione, $. 2 , 3. (O)
* — Fare la ragione del compagno = Aver riguardo , Mettersine* piedi del compagno. Frane.Sacck * tiov. 188 . Così interviene a cliinon fa mai la ragione del compagno ec. E però non si può mai er-rare a porsi nel luogo dd compagno ; e fare la ragion sua, come lasua propria. (V)
— larghezza c=.Usar liberalità. Lat. libcralem esse,libcralitatem exer-cere. Gr. Ixt.vàtplccv <xvkùv. Frane. Barb.t^o. 7 . Necessità astringente,son certi Del non donare esperti, Cbe credon se allor larghezza fare.E igi, 7 . Pensa se tu eccedi Li tuoi maggiori, e vedi Se tu fai tan-ta , quanto puoi , larghezza. Dant. Puig. 20 . 32. Esso parlava ancordella larghezza Che fece Niccolao alle pulcelle, Per condurre ad onorlor giovanezza.
— larghi patti. * F. Fare patto, 5' 4- (0)
-w- largo = Allargare . Lat. dilatare. Gr. x'Kxrvvav.
3 — Trarsi da banda, Ceder di luogo. Lai. via decedere.[Gr.w'pco-ìoxoniv.] Cant. Cam. ^55. Su tamburi e trombetti, Datevi dentro, evoi altre brigate, Perché possa» giocar, largo ne fate.
3 — [ E variamente .3 Bern . OH. 2 . 1 7 . /<£. Ila gettato qual d’ urtoe qual di spada , E che ognun larga gli facea la strada.
4 —- Far cessar la gente , Nettar la via. Lat, smnmovcre turbam.Gr. óx,\gv cf.xov.vs/dv. Seti. Provid . 4 2 ^' È felice Siila , che gli e conspada fatto largo , quando scende al mercato ? ec, (V)
5 — Farsi largo. F,
— la ricolta * = Biiccogììere. F. Fare ricolta. (N)
— la risposta * Rispondere. F. Fare risposLa , §. 1 . (0)
— la ritornata. * F. Fare ritornata, 5S- * e 2 . (O)
— la ritratta * = Ritirarsi. F. Fare ritirata. (O)
— la riverenza. * F. Fare riverenza , (j. 2 . (O)
— la roba * F. Fare roba, (N)
— la ronda ~ Fare la guardia^ Fare la sentinella. Ln/.cxcnbias agere.Gr. tv Qpovpà. Buon.Fier.Lnlr. 1 . Così ci riduciamo a far la ronda.
— l’arte del campo * = Coltivare i campi , Fare il contadino ; ov-vero Stare nel campo per dirigerne i lavori. Car. Leti. ined. 3. 27 .In mia vecchiaja , e senza mia colpa son forzato ad abitare il bosco,e di far l’arte: del campo. (Pc)
3 — * Fare l’arte. F. Fare arte , JJ. 1 e 4* (O)
— la scoperta. T. de milita Scoprire. (Gr)
— la scorta rzr Andare avanti mostrando la via • Lat. praeire. [ Or.xpoxyetv. 3 Burch. 1 . 5i. E Scipione era smontato a piede, Per fardell'erba alle chiocciole sue, Ch’avean fatto la scorta a Diomede.
J — * Fare la guardia, Guardare. F. Fare scorta , §. 2 . Buon.Tane. 3. 11 . Crc'ch e’ti* sia qui presso a far la scorta. E Salvia.Annoi . ivi. A far la scorta , la sentinella, la ronda ; da scorgere ,guardare. (^N)
— la scritta * = Stipolare il contratto ec. F. Fare scritta, J. 2 . (O)
— la scusa * = Scusarsi. F. Fare scusa. (N)
— la sentinella * =: Atare in guardia. F. Fare sentinella, (N)
* la serpe tra l’anguille: Dicesi dell' Essere accortole trattar co'semplici. [ F. Anguilla, J. e F. Serpe.) Cecck. Donz.q. 3. Bensei padrone Non fa la serpe tra l’anguille, in questa Casa hanno a irstaser le gatte in zoccoìi.3>Salvin. Annoi. 4 3. 7 . Noi far la serpe fraI anguille diciam di obi e maliziuto, e si mescola Ira le persone semplici,facendo sembianza d'esser di quelle, e ingannando colla similitudinc.(N)la spia. * F . Spiare e F. Fare la ventura. (N)
— la stima. * F. Fare stima, %. 2 . (0)
— LA strada. * F. Fare strada, / e 3. (O)
la suprema partenza con alcuno * = Prenderne commiato.Car. En.Lib. à. La mesta Andromache Fece con tutti c con Ascanio aitine Lasuprema partenza. (Br)
— la tratta. * F. Fare (ratta. (0)
— LA trebellianica. * F. Trebellianica. (N)
— laude = Operare laudevol/nente. Frane. Barb.54$■ 2 5» Laude fai ben,se dai a chi fa molto. (V)
— LA VEDUTA * F. Fare veduta , £. 2 . (0)
— LA VENATA * == Fendicare. F. Fare vendetta, §. 2 .( 0 )
~ la ventura = Astrologare per via comunemente di chiromanzia. Lat.«biromactiam lacere. [Gr. Maini. /.i/. La ventura
FARE LE MASCHERE
le fa sopra alla mano.» Bum. Fier. 4■ 2 - '• Di lor destino
far la spia Col far lor la ventura. E appresso : Deh seguitate ; <■*
questo avrei caro D’udir, per imparare La ventura aneli' io a
— la venuta * “ Fenire, F- Fare venuta. (N)
— la via * = Camminare peritila data via. F. Fare via, 5 . a. (0)
— la vigilia * = Fegliare. F. Fare vigilia, §■ 2 . (N)
— LA vita itEGOtATA. * F. Fare vita, J. 5. (N)
— la voglia d’alcuno. * F. Fare voglia , §. 4 . (0)
— la volontà. * F. Fare volontà. (N) t
— lavorio o lavoro == i-(w orare. /.uA opera ri, mairi Tacere. jj
Bocc. nov. -/s. ti. 'rotte di diverse cose lavoravano di lor ina 110 ’seta , di palina , di cuojo, diversi lavorìi facceudo. G. F- 9 •
Non lasciando gli artetici di fare i loro lavori continuo. ( & vSltesto Davanzali. ) , •
— la ZUPPA nel paniere = Far cosa inutile , o che non può n ^
Gettar via il tempo. Red. Ditir. 44 ■ Chi s 1 arrisica di berepiccolo bicchiere , Fa la zuppa nel paniere. .pe
2 — * E variamente. Buon. Fier. ./. 2 . 5. E tulle le tu* jPostò far ’n un paniere, ’N un vaglio , ’u una rete. E Salvia■ ■*".ivi. Acciocché tolae dijfluant. Il dettato dice : Chi fa l'altrui i> iei 1fa la zuppa nel paniere. (N) (|/1 s
— la zuppa segreta *, die e n del bere mentre si ha ancora adfin bocca. F. Zuppa. (0)
— le balle, ' fig. — Prepararsi a partire. F. Balla, 4- (N)
— le bisogne * = i'iiì'c i fati cc. C. Fare bisogna. (N) (jl)
— le bocche.* F. Far bocca da ridere, §. 3,e F. Fare le ca't J 2 llC 'y,
— le caldarrosto. Mcluf. oscena. Forse equivale a Far I e casta 8 " c ’^.Allear. 216 . Sare’ ine', piuttosto Che tire il cortigiano, esser veti ^ ‘nar la fava , o far le caldarrosto. (V)
— le carovane. * F. Carovana, §§. 3 e 4- (O)
— le carte. * F. Fare carta, e F. Carta, e3. (O)
— le caselle PER APpsRsi. * F. Fare caselle. i,N) r |,|e-
— le castagne. Lo stesso che Fare le fiche. [ F. Fare bocca d* „
re, §. 3. ] Buon. Fier. 1 . 3. 8 . Vedeste voi, compagni, Che ,c,nar di gambe, E come, rivoltandosi Indietro, ci facevan le ca ’ ;À>,tiCoccandoci , e le bocche ? » Salvili. Annoi, ivi. Cioè, ftcevci ' 11 ’' |jl1irrisoni, ed atti sconci colle inani e colle bocche. Cosi far le ca ' 1 ,|diè un atto vituperoso fatto in dispregio e vitupero altrui, frupP°‘
il dito pollice fra il dito medio, quasi fosse il fesso d’ una c 1! 0così acconcia , per arrostirsi. (N)
— le cocche * = Cuccare. F. Cocca, $. g.
— le cojiandamenta. * F. Fare i coinaiidaincnti. (Pr) . l0 6 1
— le corna = Lo stesso che Fare le fusa torte. F. Lat. T' r ° ' 3 ncO f
dem frangere. Gr. poCecch. Ine. 5. 8 . Io dubito cl |C y,,,.'-
tu Trinca, non abbia tenuto mano con costoro a farmi le Ir
Pinz.4-3- Che t’ho io fitto, briccone? che non lo di’, ubbr‘ a
Le corna, le corna , le corna ; baio tu inteso ora ?
— le croci.* F. Fare croce ,5- 12 , 5. (O)
— l’ effetto. * F. Fare editto , §. 2 . (0)
— le fiche. F. Fica, 0 Fare fica. [ Lo stesso che Fare le cas t ‘s
— LE FORCHE [ = Fingere, Simulare .] F. Fare forca , J. *•
— le forze * = Usar violenza ec. F. Fare forza, §. 7 .
— le freghe. * F. Fare freghe. (\) , ,, TI ? 1
— le fusa torte, le CORNA — Romper la fede al consorte- a tn* 1 *'suo (idem frangere. Lor. Mcd. canz. ball. 33. La mi fe’ le ,llS (of 1 *Burch. 2 . 56. Non ti fidar di femmina eh’ è usa Di far le Ll
al suo marito. _ ; ^n 1 '
— lega — Collegarsi. Lai. foederari , foedus inire. Gr. .jS'
eHxi.G. F. 2 . 7 . 1 . E col loro re, chiamato Rotario, fece ;■pagnia contro al detto Imperadore di Coslantinopoli. E i2 ‘quali per loro si accettarono , e giurarono a ciò fare log - 1 ’j ii:1 o 1 'gnia. Cron. iMorelì. 3t5. Facemmo del mese d’Ottobre 1 i' Ki 1>rChiesa ec. Fatta la detta lega, fece il Papa suo Legato cc. a \t'/
3 — E jig. Unirsi. Dant. Par. 2 . s 'ig. Virtù diversa fa di' , | t| p. jCol prezioso corpo che 1’avviva ,Nel qual, siccome vita m l)01 ’
3 — Farsi lega. F. fcr ,-e. \
— LEGGE = Costituir per legge. Lat. Icgera conderc, legem ' q'i*'
vopoijr.r'd. Dant. Purg. 1 . go. Piò muover non uii può, P 1 iJ’legge Che fatta fu quando me 11 ’usci’fuora. 7*«c. Dav. , r i f
Contro alle ingorde usure fece legge , che ninno prestasse «•pagare alla morte del padre. j e F
3 — Far legge , si dice anche in modo basso , per ea suo modo , Far violenza. Lai. prò imperio agere. ,
3 _ Farsi legge. F.
— degne, le legnb Iagitar lognc , Raccar legna . Lat . J'* jl)C
coliigerc. Gr. §i*\s varcai. Bocc. nov. 4 ■ 6 * Io non poteivenire tutte le teglie, le quali io avea fatte i'are.CY.a//u v.Ui
— le grida * = Gridare. F- Fare grido. (i\) I IjnR-0 A
— le levaldine. * Lo slesso che Fare levjldine. F. Vettff 1 * ^
— le lustre. Lo stesso che Fare le forche. [Modi fuor a
Ercol. 83. Far le forche è sapere una cosa, e negare, ^ jic c '| rsaperla, o biasimare uno per maggiormente lodarlo; il 0 fai' ^cora far le lustre. Buon. Tane. 2 . 3. Eh tu ha’ 1 torto • ^
sire del bianco pel nero. v isl e -d%i
— LE maraviglie:’ Detto di chi opera predici, o ne fa j.,ni 1*' ^Fa r. 2 . 4 . 4- Voggo fon «“ bicchier tirar le sorti Sopì- ^ dGje far le maraviglie. E Salvia. Annoi, ivi. I professori 11 fchiamati thaumntnpoet, quasi facitori di maraviglie, p ri f fS ^, 111 .] G-r'
— le marie. iModo fuor il us o.] Lui. dissimulare.[ Gr.i‘p u>,iErcol. 83. Far le forche e sapere una cosa, e nc S'ì lt ,’;| che 5
di saperla, o biasimare uno per maggiormente lodarlo ; ^
ancora far le lustre, c talvolta le marie. „ irìO>‘^ rC i' a
—. le maschere — Andare in yntischcvii. Lat. perso t , 1fl'tfinaTdv. Tue. Dav. Ann. 1 t» t^9 %