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Vol. III.
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88a

JEEZIELE

N* pr. m, Lat. leezieJ. (Dallebr. hhaza ve-

Jbbziklb , * Jc*e-zi-è ìe (dere, ed el Iddio.) (B)

Iefdaia,* Jef-da-ì-a. N\ pr. m. Lat. Jephdaja, (Dallebr. japhe bello, ednja nibbio.) (B)

Iefferson.* (Geog.) Jèf-fer son.iVowe di alcune contee, città e comuni ,e eli un Jìume degli Stati Uniti d' Americo. (G)

Ieflet. * (Geog.)-flet. Antica città della Palestina , nella tribù diEfraim . (G)

Jefta.* (Gcog.)Jc-Ua. Antica città della Pai estina, nella tribù di Giuda f G)Ieftable. *(Gcog.) Ic-fta-é~Ie. Antica città della Palestina fra le tribùdi Zàbulon e di Aser. (G)

Jefte , *-fte. JS. pr. m. Lat. lephte.Lo stesso che Gefte./^.(B) (Van)Jegaal , *-ga->al , Igaal , Igni. N. pr. m. Lat. Jegaal. (Dall'ebr. jahsignore , e guai redimere : Redento dal signore.) (B)

Ieoedelià, * Ie-ge-dcìì*a. ]y.pr.m. Lat. legcdclia. (Dal]cbrj«A signore,e godei grandezza : Grandezza del Signore.) (B) '

Jecun. * (Geog.) Città di trancia nel dipartimento del Gers. (G)Jeììovà.* (Leti.)-ho-va. Foce Ebr., che indica nella Scrittura il nomeproprio di Dio , e significa quegli che è , l Ente per eccellenza, V E-terno. Gli Ebrei lo reputano ineffabile , almeno è rigorosamente adessi vietato di pri'ff'erirLo , e dicono invece Adonai , cioè Mio Signore.Presso i Cabalisti questo nome è della più alta importanza ; spac-ciano essi mille favole sulla forza e virtù del medesimo e su' misteriche racchiude ciascuna delle sue lettere. (Mit) Salvia . Pros. tose. 1.164. Testimonio ne sia lo stesso nome di Giove , che dall' ineffabiletetragrammatico Jehova si dice essere formato. (N)

Jeja.* N. pr. m. Lai. Jehias. ( In ebr. jeghwja , da jaghua rimuovere,e jah Signore : .Rimosso dal Signore. ) (B)

Jejblk , * Je--le, iV. pr. m. Lo stesso che laide. V. (B)

Jejeu ,* Je- li. N. pr. m. Lat. Jehieli. Lo stesso che. ledi. V. ( Inehr. jeghuel , da jaghua rimuovere, ed el Iddio :Rimosso da Dio .) (B)Jejo." (Mit.) Sipranìiome di Apollo come Dio della medicina. ( Dalgr. jaome io curo.) (Mit)

Jejunamekte , * Joju-na-inén-te, Avv. Con digiuno, In modo di di-giunò. P/gnor. Bcrg. ( 0 )

Tettino , le--no. [ Add. e sm. Lo stesso che] Icjuno e Digiuno. ^.

Tela.* (Geog.)-la. Antica città della Lucania. (Van)

JeIìAPUga. * (Geog.) Jcda-bn-ga. Città della Russia europea, (fi)

Tela cui. * (Geog.) le-lagù-i. Fiume della Russia asiatica. (G)

Jelama. * (Geog.) Je--ni-a. Capo della Nuova Zambia. (G)

Tele.* N. pr. m. Lai . Ilici. (Dallebr. hhaia vivere, ed el iddio. Vitadi Dio .) (B)

Ielleà.* (Geog.) Icllé-a .Ant. cit. d'Jtalia tra Piacenza e Tortona. (fi)Jelmia. * (Grog.) Jèl-mi-a. Città delta Russia europea. (G)

Telone, * .Te--ne. N. pr. m. Lat. Ihelon. (Dall'ebr. jah signore, e lunpermanere: Permanente nel signore. Altri da heghwlim occultare.)(B)Iflton, * (Geog.) Lago salso della Russia europea. (G)

Jemai , *-ma-i . N. pr. m. Lai. Jemai. (Dallebr. jahham riscaldarsi ;Che riscalda.) (B)

Iemale , Je--le. Add. [ com. V. L.] Del verno., Iemale, sin. lat .tiyemalis. Gr. xstfjuptvòs. Bui. Inf. zf 1. Separale dal tropico jem de,e viene verso lequinoziale, e incomincia lacre a noi a lasciare larigidità. E appresso : Si parte dal tropico jemalc, e viene di grado ingrado verso lequinoziale. Gal % Sist.35o . I segni jcmali fanno la state,e gli estivali il verno.

x (Agr.) Aggiunto di quel seme che si semina in autunno. (Ga)

3* (Med.) Dicesi delle malattie che regnano d' inverno. (A. O.)Iemat.isstmo, * Scttia-\\s-*mo.Add.m. superi, di Iemale. Pignor.Berg\0)Iemen . * (Geog.) Sm. Paese dell' Arabia Felice. (G)

Jeminì ,-mi-ni. N. pr.m, Lat. lemini. (Dallebr. jemani destro.) (B)Jemla , * Icmla. N. pr. m, Lat. Tenda. (Dall* ebr. jah signore, e malepieno : Pieno del Signore.) (B)

Jemlec,* lèm-Iec .N.pr. m. Lat . lemlech. ( Dall'ebr .jah signore , e me-ledi re regnante.) (B)

Iemma-o. * (Mit. Giap.) Uno de' Giudici dell inferno presso 1 Giappo-nesi. (Mit)

Iemme.* (Geog.) lèm-me. Città~della Barberia nella Reggenza di Tuni­ si . È lantica Disdrns. (G)

Jemna , * Icm-na. N.pr. m. Lat. lemna. (Dall'ebr.signore, c minnupreparare : Preparato dal Signore.) (B)

Jemsale , * Ieni*-le. N. pr. ai . Raglinolo di Micipsa re de'Numidi ,fatto trucidare da Giugurta . (Mit)

Iena , ^ool.)-na. [Sf. V. G. Genere di mammiferi dell'ordine decarnivori, famiglia de digitigradi , che comprende due specie primaappartenenti al genere canis di Linneo . La prima, canis byena Lin.abita nelle Indie , neirAbìssinia e nel Se negali ha il colore simile allupo , per la chioma al cavallo , pel numero de'denti al cane, e per l'istintosuo di nutrirsi di cibi immondi come il porco, d'onde ha preso il nome .Ila la testa ed il collo grosso , al compresso ; ì crini chiomosi sulcollo, e lungo il dorsoj il pelo setoloso, e bianco grigio, Gon bruneed obbhque strisele ; e la coda coperta di lungo pelo. Sta rintanatodi giorno, e solitario ; di notte va predando anche grossi animali :è tanto forte , che supera il leone. È crudele, feroce ed in difettodi miglior vitto disotterra i cadaveri e se ne ciba Verso le parti po-steriori ha un sacco in cui raccoglie certa sostanza untuosa e dicattivo odore. La seconda canis crocuta Lin. eh' è grigia macchiatadi nero, abita al mezzogiorno dell' Africa , ed è detta Lupo tigre delCapo.] , lena , Iene , Iene , sin. Lat. hyaena. Gr. ilouva. ( Dal gr.hfs porco, onde yenevs porcino, sporco, fetido.) Dittam. 5 . g. Edci, che ciò che può piacerini vuole, Seguio un animai che è detto jena.Tratt. pece. mori. Laltra velonosa bestia, chuomo appella jena,che difende i corpi delle genti morte.

2 [Dicesi Iena odorifera,] Quell'animale che produce il zihelto^(mam questo significato non è usato.] Red. Vip . l yi. II dottissimo PitUo

JER1NO

E

Castello nel libro della jena odorifera io credo che s* ingan n3SS ^* j aOss. an. gf Un gatto del zibetto , che jena odorifera fu chiaiu*' 0Pietro Castello Messinese, indugiò a morire dieci giorni. ^

3* Specie di conchiglia del genere Cono , proveniente dalledell'Africa , e così detta da' mercatanti a cagione del colore. ( jIena. * (Geug.) Città d'Alemagna nel Gran Ducato di }V& mar ' ' 'Irnboa. * (Geog.) Jen-a. Città dell' Arabia. (G) er |., n e

Iene. (Zool.)-ne. [A f. V. A. V. e di'] Iena . Tes. Br. 5. #>c una bestia che l' una volta è maschio e laltra è femmina eC » ^Iene. * (Mit. Giap.) Divinità de' Giapponesi , atta quale viene altri ^un impero particolare sulle anime de' vecchi e delle persone irò ^Viene rappresentata con quattro faccie e quattro braccia ? del e Hogni mano porta qualche simbolico attributo. (Mit) ^ dell'AIeniseì. * (Geog.) Jc-ni--i, Jenissci , lenisca, leniteci- tinaie 0 ff 0sia nella China , che si getta nellOceano gradale Artico in ll ! y gj --che prende pure il suo nome, ovvero di Golfo delle settanta 1Città e governo della Russia asiatica. (G) nT? . //n fi)

lENiso.*(Geog.) Ic--so. Ant. città della Siria su 1 confini dellL'Sf ,r lV re *Ignite. (Min.) Je-m-te. Sf. Pietra recentemente trovata da fi' 1 ^ w /-a/cun poco somigliante all epidota nera od all' anfìboia , c he .. ...lizza in prismi a quattro ed a sei facce ; ha la frattura

osta »Jstatt

in gruppi incrocicchiati 0 emitropici, ed anche in masse

nella direzione parallela all' asse e scabra ed ineguale nelle debolmente scintilla sotto 1 acciarino. Trovasi dispersa 1,1 .

dentro uno strato verde di uria sostanza che forse è analogadella jenite medesima. Essa contiene molto fen'o. (Boss) pliJ^Ibo. * (Mit.)-o , lezio. Soprannome di Giove pluvio , pT^ s5 °^niesi. (In gr. hye significa piova.) (Aq ) e

Iep.a. (Farm.) ra. \Sm. V. G.] Lattovaro medicinale , [b l jt-ral aloe.] , lera , sin. Lat. Riera. Gr. Upx. Ricetl. ti° v 1di Kasis, recipe rose rosse polverizzate ec. Jcra di Gale 00Niccolao Alessandrino, recipe cinnamomo ec. Red. lett> / «iia* e *lavoro che fanno lidie nostre budella quelle decozionaccc in ^ o0 qutH ccon una infinità derbe dt cento vescovadi, con quelle cbenedette lassative, ec. fjno

UEnK.'N.pr.f. (Dallebr. jore piova. In celt. ir vale umido (Vl , (M'ONere idi. Moglie di Telefo.Madre di Pindaro e di } 0 città rC fa* (Geog.) Una delle isole. Vulcaniche. Nome varie is° J rni er tepulite sacre perla nascita di qualche favoloso nume,e sing° l j/

quelle isole consacrate a Nettuno, a Nereo , ed alle dee fi esC ,) (P/Ieraa ,*-ra-a. N. pr. m. Lat. leraa.(Dallebr. jareahh ^ atldì oSIeeacb, le-ra-ce. N. pr. m. Lat. Hicrax. (Dal gr. hierax ,fi isptV

re.) Lo stesso che Gcrace. V. Giovanetto d'Argo, cambitiviere da Mercurio. (B)(Mit) tifati

Iehacia. (Bot.) Jc--ci-a. Sf. Lo stesso che leracio. V >^ D oil nome alla jeracia gli sparvieri, imperocché, come si sela luce impedita , si medicano con questerba. (A) tycr^^f eIeràcio. (Bot.) Je--ci-o. Sm. V. G. Lat. hicracium. (D 3 f a eg uet )icsparviere.) Genere di piante a fiori composti dcllasing e,ie ji ni °della famiglia delle cicoracec , caratterizzato da unfoglio/ine a strette lacinie embriciata, dal ricettacolo 1111 ^ u^ ce l\. A .po sessile così denominate per V antica tradizione c>ierapina si servono del sugo di quelle per fortificare lo vleia, sin. (A) (Aq ) (N) ? T .. «r (B) - ca ii

(Mai.) Je-ra-ci-te. Sf Lo stesso che Ieracite. f ^ inCtt? 1' :-ra*co-ho- scù*i. Sacerdoti d' ^ Àii

jEfACITEjEnACOBOSCOI.

(Mit.) Jc-i

di nutrire fili sparvieri consacrati ad y!pollo o al S°j e S a fnl< >, . , ,'i.,it

'.ina nella tribù dt , jj,-. r<"

Jebala. (Gtog.) Jc--la.Cidù della Palestina nella tnoui. 7 j' e brJeeaiimele, * Je lam-mc-lc. A. pr. m. Lai. Jerammeel. (aver miserirordia, od el Iddio : Misericordia di H !0 *) (

Jebapicba. (Farm.) Jc-ra-pi era. Sf Lo stesso che Ger a P ,

rijf: Tose. (A) rerat c3 ''àef*K

Jeiiarca, * Jc-ràrca. Add. e sm. V. G. Lo stesso che « /.;d- jr .4

Jeiì Arciiia, Je-rar-clù-a. ['V/T G. K. e di' ] *-' erarC |t0> ) >$

cliia. Gr. lijia.px.tx. (Da iticios sacro, cd arche p rincl l^. ; , Jr-

f. T<r

an)

38. 27. E mi trovo spesso assunto In celeste jerar i(ern a K, hi*'

TI oluA nni> Irti lolllnr'i iVroitrt 17 llPSlflUlBlà .t.ifO. L .nfl£

en' lC

33. Il Moro alzò ver lei l'altiera fronte, E bestemmio ' rC ,,ico.Jerarchico , Je-ràr-cbi-co. Add. [m. y.A. P. e di\ff a jj qua»

rarcliicus. Gr. Upapxtxos. Piar. S. Frane. i3. r ia hie r<1 '.

quello jerarchico e divino frate Egidio. . . , (Vf ^.Ài > 0 >

Ieratica.* (Arche.) Je- ti-ca. Sf. F.G. Lat. api'' 0 ' 1 '

ticos sacerdotale.) Snenie di finissima carta o ai f r^sacerdoti Egiziani

) Je-ra ti-ca. oj. r .u. Aro,

) Specie di finissima carta o li f".s , n ^tttl ,c0,

ni si servivano pe loro sacri riti- ( Jcll' a'fi3, e [n

autwuvu AaCjtd'UtU O» «irfiinu yau -- . n fQ

Ieroegeiìdjco. (Astr.) ler-de-gèr-di-co. Add.m. -§8^ f

rt Ai

del reSl°,..i

di cui i Persiani si servirono fino all' mino 1 1 .feipi 0 ^ (piicui epoca era fissata all' anno 63 2 di Cristo, ,1 .P* eC fcCo* r * )e ''

Jerdigero meglio lsdcgerde,re de'Pi rsiani, e

nipote

(Med.) Je-re--so. Sm. V. G. ^ al

Jerea. * (Mit.) je-i c-a. Soprannome di /diana- p|jjeren osuS ' J( ^ »»«

(Di

hie roS

, ce' 1 '

1 sistt

IeRENOSO. Jt-ic-uu-au. tjnt. r . i. ( u(i) f nt.

sacro, e nnsos malaltia.) Sorta di malati 1 ' 1 filila- S sin- p

tinua agitazione del corpo e convulsiva con __ lei > » ,|irò'

Jeei. [Avv. di tempo.} Il giorno prossimo P aSS a ni» n ,ine, c °.

beri. Bore. nov. 83. 2. Quella che jefi aveva * r le ^"^ova 10 **j a6. p. r. E questo pecorone mi vuol far c0 ' a U aV er 1 q" aI1, p s3 .se io fossi nata jeii. AUeg. Hf. Dispose , ese nla |0 , (jZ a p el 'cc. Red. leu. ,. 3 J 2 . Questa mattina sua P rlC

V. S. Il lustriss. mi fu jeri imposto " !tol / cr j c o. V- (°'| t iria. u ,,ia

Jerico. * (Geog.)-ri-co. Lo stesso T ch \f? ss0 che e jerim»

Jerimattika ,* Je-ri-mat-ti-na. Avv. Lo s< , Jo f u i hleu. Gualt. fOp. t. 5. pag. z56. Ed. W ^ trt»

in Collegio , ma con tanti negozi! cc. Q ',n a Gtàd c(iJerisiot. * (Geog.) Jc-ri mòt. Antica ct£

Giuda. (G) /r>1

Jeriso , * Je-ri no. IV. pr. m. V. Geroiie- (