TiRMOfOM
> stabilito da Latrante: sano cpiì denominati dai P r !~~s pecie (ln!cnnc terminale in forma di piccolo scudo lenticolarc. LaQuelite ^ tU ossert, ubiie è la Thyreophora cynopliila, che vedesi fre->n ' n U- sopra il cadavere de'cani. (Aq )
(0 a ij' 1 ' * (Arclie. e Milit.) Ti-rc-ò-fo-ri. Adii. e sm. pi. V~. G.Gr ec :- eos soldo » e pliero io porlo.) Cosi chiamavansi presso iarmati di scudi. (Aq )
tifojj ‘ (Meri.) Ti-rc-ón-co. Sm.F'.G. Lai. thyreonciis. (Da ihjroidese 0ncos tumore.) Lo stesso che Tirenfrassi, F. (Aq )Tirpi.f* SS, . A ' * (Mcd.) Ti-re-on-fras-si-a. Sf. V. G. Lo stesso che
tu., *i-re-si-a , Tiresio. N. pr. m. Lat. Tiresias . (Dal celt. gali.
llly,
4 ***. tua ‘ r divinazione , ed a» fare. Altri dal gr. teiro o
Vesso
’estiga'
tormento. In ebr. torahh molestia , fatica , thur esplorare,
‘ rev olet re - An P er3 - tur inquisitio. In celt. gali, tairis fedele, amo-*pilo ll ptii celebre indorino de ’ tempi eroici , che mori decre-
£f co prima della guerra degli Epigoni , e del quale fu detto** Esu U ì as /J ài sesso. (B) (Mit)
iu>Y e \,Zool.) Sf. V. O. Lat, tìresìa. (Da Tiresias Tiresia.)
<ir||v, j/ z °ofìli della divisione de' zoocarpi, e della famiglia
*.» alee. i »» _ ? o . tt-- •' . 1
.) Ge-
uy 4...WV1.I , v uv.n« f kch , teisti delle
r r t °^ 0 Sico’ stap, Mo da lìory de Saint F Lì III ni con questo nome mi-rralo » l° ro mutar di forma come l' indovino Tiresia. (Aq )ll6<i t>CHÌ tlA Y’iè-si-o. N. pr. m. Lo stesso che Tiresia , F. (B)
^fifco/„ '»■ ,(Geog.) Tir-gò-cbi-la. Città della Turchia europea nella
.j" e ' h ‘a- («A) _
*Si a /■nv^ eo gO Tir-gù-sna. Citta della Turchia europea nell’Al
J*. »
‘fu
3 '^«Sti!
iSfa. -
t *^?S')Tcra. Città dell' Afganistan proprio.(f)
1 ‘'ria. JS!. pr. m. Lai. Thiria. (Dall’ebr. thur esplorare,■ , ^ a «.) (Il)
fciio ' P t't L —■ Figlia di Anfisonomo , resa da Apollo madre di>. *'75 Lina delle mogli di Danno. (Mit)
u <c o di 001 •) àf. G. Lat. tyria, (Da Tyrns Tiro.) Nome speci-T SI<e Uiar l ser P ent e del genere Colubcr,/órse cosi denominino dallo,‘ 8, acì. /e. di color purpureo. (Aq )
/<y,, t Ì , ' m .) Ti ri-à-ca. [ATT] F. A.V. e di’ Triaca [o Teriaca.]r s . > »■ tRunedir - " " -
de . si
1 Pensiero della morte.
(Filol.) Ti-ri-an ti-na. Add.f. F. G. Lat. tyrianlliina.T^'iic co/q 0s F't'o città della Fenicia , e anthos (iore.) Aggiunto di*Usi. . ;di porpora misto con quello di viola. (Aq )
dì Ti-rì-a-si. Sf. F. G. Lat. lyriasis. (V. Tiriti.) Spe-
la .|v. 7 ra*v,a. ' • ** • r ® *** x » im-a t'/ iciirtrrf.j
1 ó u Ll | Iine ^'° ì Provvedimento , Riparo.] Kos, Fit. F. p. cop.1 '•, e desiderio per infrenarlo ciba Iddio dato buona tirvaca,
K M t)Dr.n;„— 1 - 11 - _X- 9
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’J’. ll5 A, % fX lni0 mese del loro anno corrispondente a Dicembre. ( 0 )j^Te ( \ ) Ti-ri-da. j 4 nti< a città della Tracia . (Mit)
t'Wnn f l " r, ’"dà-tc. JS. pr. m. Lat. Tyridales. ( In pera, tir saet-i r l\a( ' , . tr ^ r ‘ ) ? dachten conoscere.) — Principe Arsa citi e, elettoe °*'Q. ^ p 1,1 hyìg o di Pro ale 1K, e scacciato da cosini due volle dal^ r ot<>q 0 * l, fìpe arsacide , re de ’ Parli in luogo di Artahano II fric ei , a / lonì « ri i- — JSome di due re di Armenia , il primo de'il f COn, na da Nerone , e il secondo si fece cristiano ed£ * rp pPfannonie di Grande, (B) (Mit)
J - 1 ri-d»*. A7 /ir /re..: /...- >
N. pr. rn, ( V. Tiridale.)'Uc» ^«oi. 1 “',° Antioco. (Mit)
l" n izo Aliti™ ,ì„n..
Generale de’ Tre
s>
* * t^ ,Ulca . Cìif à della Laconia . (Mit)
,r ìcus . Pi- r i gnó z '/o. Sm. Specie di fungo mangereccio .
<11^ . -««e,» /"p’ 1 ? 3 ! 1 ' 8 ^ co p* (^)
V< c qì 0s llo, 0 Ti- ri-mat-tà-re. N. ass. Sorta dì giuoco , d'ignoto
- gl} »* son ‘J 1 ‘cheid. 6j. Se pe dice al gioco di tirimatrare ; toc-
^.«onS^isijogliale, .
^rc^v K ' v ^
hr,,^ » * t. ..1
son bianche; aprile , son rosse; ma-
■ (l , q, < *1- __
firc"*"/" 0 ’ ^àd. pr. m. Dì Tirinto . Onde Tirinlìo fuso-
v ^ T °, * -p-
m. (In celt. gali lenruìnn salvare, preser-1 ^ Ht or e ' ^ lr, 'b‘ttor* ? eaurw,i,1te salvato, protetto: tetti utnnleach sal-ff* ♦ Firintn' ff, ■ l ' roe fgko di Argo e nipote di Giove Jòn-
M «i 0 VG e0R v no. (Mit)
«àe'J T> ri.^"i ,c « città
no. Divinità di Tmtira. (Mit)
,/; C °^ e ' Perchè allevato in Tirinto e perchè vi fece frei.,.^ 0,1(1 > Tirintia , Alcmena sua morire. (Mit)
L 'ie ìi-i-ì- città dell' Argolkle. (Mit)
Cl, e ,,c «t’ep a ‘ m. Di Tiro. Onde Tirio fu detto Ercole
. <: Ul 'ìl , '‘av asi a , un culto particolare; e Tirio un marmo biancoM*i 0 "irò e,.„ Ua! Monte Libano il quale dominava la Fenicia , di(Gco^wp^k cilt “ capitali. (B) (Aq )
*U't, Nannf- i-n-ò-to , Teriolo, Temolo . Piccola città del Re-!!t: . Tì J," e Uu Calabria Ulteriore Seconda. (G)
.. ‘‘'’-te-ra. t.Vr- n i. ~ >
sitati
. ’ s ’ v;I,1, onis circuitio. Gr. 'rrÉpnro'c^oy^a. (In ar. terteretlirii ' l,r ^o ‘ turre het vana verba, nugac. In celt. gali, tarlar eia-K . s la0r ® ordo ) Fare/,. Ercol. 3 l 3 . Questa è ima lunga
dice l, n rÒi a 1 ' 7 ‘ vcnntogli a noia questa rieadiosa tiritera ec^tiriì" 16 P oli «o«o. « Salvia . Annoi. E. B. 1. 1. 2. SivUei,”' W) tre > dal tirare in lungo colia stessa cantilena il di-
l w P*- ' te
t^tlC CCro r \ C p ?0 Tir-le-món-te. Città del Belgio. (G)l. rm- - Nome dato dagli antichi Persi al quarto mese‘spedente a Decembre . (Mit)
(Geoe\^ Ua Te
£J^^ raVnSante CU m -
V»*.
*n
Vi A'^o.n i AY % *y u ^ « Decembre* (Mit)
Vii ^ìto e \ 4t ta della, Tartarici indipendente. (G)l * .IDeop'\ T^’ n ^* va ‘ ^ 0 Messo che Ternova , P • (fi)
flion# l * Af,’ \ iV', na ' via - Città d’Ungheria. (G) . ,
^ * i s Uoi delle Canarie , collocata nella, sommità di
P a< fervidi adoratori si precipitavano in suo o-
TIRO ì
nove dalla cima dt q mila rupe , alzando gridi di giya, nella pei'-suasione che quel volontario sacrifìcio assicuraste alle ìot'o animeineffabili delizie eterne . (Mit)
Tiro. (Milit ) Il tirat e, L’atto del tirare^ ed anche II colpo [che
si fa tirando. Dicesi dell armi bianche e da fuoco, ma più. frequen-temente di queste ultime , delle quali si aggiusta il tiro col pigliarlu mira dalla superfìcie superiore dell' arma sino all’ oggetto che sìvuol percuotere .] Lat. teli jacius. Gr. eic^okla,. Gtticc. Stor.q. Ac-costaronsi le armate 1 una all altra sopra Porto Venere quanto pa-tiva il tiro delle artiglierie. Gal. Stst. 12o. Ma V esperienza mosti a,i tiri essere eguali ; adunque Tartiglierià sta immobile.» Davil.Dx oderisolutamente con un tiro d’ artiglieria il sogno della battaglia. (Gr)2 — * Tutta la carica che s’adopera nelle armi da fuoco per fareun tiro. D’ Antonj. Ne’quali carri si metteranno 5 oo tiri pei can-noni di campagna.» (Gr)
* — [Distanza, Spazio d’un tiro; e pero si dice ] Essere a tiro.dimoschetto , o simili, e vale Essere dentro allo spazio dove arrivail tiro del moschetto , o simili ; e per mctaf. Essere a tiro assolu-tamente dicesi dell' Essere vicino alla conclusione 0 (d termine dichecchessia. » Bartol. As. P. 1. I. 2. p. St. Prima d’essere a tiro,scaricarono l'artiglieria, c perderono ì miglior colpi. (P) Mnchiav.Le fanterie spagnuole s’accostarono al tiro della spada alle fanterietedesche. (Gr)
4 *— * Onde Al tiro , A tiro , In tiro, posti avverbiale valgonoNello spazio , Dentro quello spazio dove arriva il tiro del moschet-to , della pistola , del cannone o d' ogni altra arme che si semiti*Sì uniscono per lo più co’ verbi Essere , Accostarsi , Giungere ec.V. il §. precedente. Bcntiv .Andossi sempre più avanzando il campospagnuoio , finche da certa eminenza a tiro di due cannonate si mo-strò . . . alla gente franccse.Car. Eneid . Poscia eh’a tiro d’asta av-vicinato Gli fu davanti cc. Davd .Il castello tirò con grandissima fu*ria molto numero di cannonate alle pi line schiere dell’esercito, chesi erano accostate in tiro d’artiglieria. Unita. Giunti gl’ Inglesi a ti-rf », gli Americani lanciarono loro addosso un nugolo di palle. (Gr)
5 —■ * Dicesi A ìuc/.zo ino « onte Alla metà della distanza deltiro ordinario 1 e sì adopera per significare una grande vicinanza.Bolla. Il primo avviso , che ebbero della presenza del nemico . . .fu una scarica d’archibusate fatta loro addosso a mezzo tiro. (Gr)
6 —* Dicesi Fuori del tiro e vide Fuori delle offese del moschet-to , del c fin none ec. In luogo ove il colpo dell'arme da tiro non.possa arrivare. Corsia . tmd. Conq. Mess. Stava il grosso del ne-mico poco fuori del tiro di moschetto. (Gr)
7 — * Dicesi Lìnea del tiro. F. Linea , < / , 7* (Gp)
8 — * Diconsi Armi da tiro. F. Arma nel SupfdimptUo, (Gr)
9 —.* Dicesi Tiro a livello o livellato o parallelo, Quello m cui/’ asse della bocca di fuoco è parallelo al piano della campagna .Gli antichi coa) pure chiamatvno il Tiro che dicevano di punto inbianco. Galil. Trutt. Fortif p. 33 . Il tiro parallelo a! piano è deluìtiro a livello , ovvero di punto in bianco; . . e chiamasi a livelloquasi ad libeUam , cioè in bilancio , c che non inchini pù ad imache ad un’ altra parte. E dicesi di punto in bianco , perchè usandoi bombardieri la squadra coll’angolo retto diviso in dodici plinti,chiamano l’ elevazione al primo punto, al secondo, al terzo , ec, tirodi punto uno , di punto due , di punto tre ec. Quel tiro che non haelevazione alcun.?, vien detto Tiro di punto in bianco, cinèdi puntoninno , di punto zero .Torricelli. Concludasi dunque che qucll/i mac-china , la quale fa il massimo tiro di tòooo braccia, se avrà la boc-ca sollevata due braccia sopra l’ orizzonte, farà il tiro livellalo, cioècon niente d’ elevazione. (Gr) (Pe)
10 — cieco : * 7 Vro d' artiglieria o di moschetto sparato senzamira giusta. Benliv. Fra le tenebre allora , che danno potrebbonofar le offese di temerari i e di ciechi tiri ? E altrove : Tanto erarilontane le ripe dell’uno c dell’altro forte, cosi impetuosa la mareadominante mila riviera , e così ciechi sarebbono riusciti , e di nottemassimamente , i tiri dtll’artiglierie contro i vascelli che s’invias-sero a portare i^occoisi nella città. (Gr)
11 — [costiero: Quello che va a percuotere dall' un de’ lati delbersaglio.] Galli . Ai5t.-*2o. Mai non si correbbe nei .segno che alb iavesse tolto di mira, ma sempre sarebbero i bri costieri verso Ponente.
12 — curvilineo 0 JN arcata : * cost chiamasi dai pratici Qurltiro delle armi e delle bocche di fuoco , coi quale il progetto lan-ciato descrive una linea sensibilmente curva. Si distingue anche conquesta appellazione il Tiro delle bombe e d ogni nitro ptojetto lan-ciato coi mortai. D’ AntorJ , Per maggior semplicità si denominanotiri rettilinei quelli fatti in misura coi cannoni , e cogli schioppi ,affine di distinguerli da quelli fatti fuori di misura ; e dagli altride’ mortai , che riescono sempre molto curvilinei. (Gr)
13 — di briccola , di rimesso.* F. Battere nel Sappi intento (Gr)
14 — di ficco: * Tiro d ogni arma da fuoco, col quale il prefettova a battere direttamente net bersaglio ; ma ne’ fuochi di aitiglie-la , nella quale questa voce viene più particolarmente adoperata ,gli antichi pratici cost chiamavano Ogni tiro di cannone che ve-nisse d’ alto in basso : in questo senso ora diciamo piuttosto Tiroficcante. Galil. Trutt. Fortf. p. 33, Quando il tiro va a percuoteree ferir Ja muraglia in un solo punto., .questo vien domandato t rodi ficco, 0 ficcare. U medesimo ancora si deve considerar rispettoal piano della campagna , dimandando tiro di striscio quello che /ava radendo , e di ficco quello che venendo da aitola percuote in-unsol punto. (Gr) (Pe)
1.5 — Di PUNTO IN bianco: * Dicesi Tirare di punto in bianco, quan-do l ’ oggetto che si vuol percuotere colla palla è posto nella seconda-mférsecuaione del raggio di mira prolungato e della cima descrittadalla palla. Gli antichi codi chiamarono il Tiro a livello o pa r *frtelo; altri U Tiro in misura. F> a ’ìor luoghi. F,Di p&uto inbian-
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